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Frontespizioxilografico cinquecentesco con una casella riservata alle note tipografiche al fondo della pagina
La nota tipografica contiene le indicazioni relative a luogo di pubblicazione, editore e data di pubblicazione di uno stampato (libro, opuscolo, rivista, manifesto, ecc.). In un libro, le note tipografiche possono trovarsi sul frontespizio, al suo verso o al colophon.
Nella citazione bibliografica le note tipografiche vanno riportate dopo l'autore e il titolo, in quest'ordine: luogo, editore, data.
Storia
I primi libri all’epoca dell'invenzione della stampa a caratteri mobili a metà del XV secolo erano molto differenti da come si sono sviluppati in epoca contemporanea: gli incunaboli infatti si differenziano poco dai manoscritti, sia per come venivano organizzati il testo e l’apparato iconografico, sia perché non presentano ancora un frontespizio ma recano le indicazioni di stampa quali il nome dell'editore o tipografo, il luogo e la data di pubblicazione alla fine del testo, in quello che è chiamato colophon (latinocolǒphon, dal grecoκολοφών che significa "sommità", "cima" oppure "finitura").
Frontespizio cinquecentesco in cui sono già presenti tutte le caratteristiche moderneIncipitminiato di un incunabolo ancora privo di frontespizio (e di note tipografiche)
Con l’affermazione dei libri a stampa nel panorama culturale ed economico europeo anche i prodotti editoriali cominciano ad assumere l’aspetto contemporaneo. Intorno al Cinquecento infatti i testi cominciano a essere preceduti da una pagina che ne identifica il contenuto, talvolta impreziosita da decorazioni xilografiche.
Con il passare del tempo le informazioni relative alla stampa del volume si spostano così dal fondo dell’opera all’inizio, andando a costituire il moderno frontespizio.
↑Regole italiane di catalogazione per autori, Roma, Istituto centrale per il catalogo unico, 1979, pp. 138-145.
↑RICA 1979, p. 138, § 120.1: «Le note tipografiche sono costituite dai seguenti elementi: luogo di pubblicazione, editore, data»; ISO 690:2010, punto 4.5.e-f "Order of elements. Production information: place, publisher, date".
↑Vianello, p. 81: «[le note tipografiche] si dispongono nel seguente ordine: luogo di edizione, nome dell'editore, anno di edizione».
↑Sigfrid Henry Steinberg, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1982.
↑Maria Gioia Tavoni, Il libro in antico regime tipografico, su storiadellastampa.unibo.it. URL consultato il 16 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2014).
↑Giuseppina Zappella, Il libro antico a stampa: strutture, tecniche, tipologie, evoluzione, Milano, Editrice Bibliografica, 2001.
↑Lorenzo Baldacchini, Il libro antico, Nuova ed. aggiornata, Roma, Carocci, 2001.
↑Lorenzo Baldacchini, Dubbi di un catalogatore (occasionale) di incunaboli, in: Tra i libri del passato e le tecnologie del presente. La catalogazione degli incunaboli, a cura di Lorenzo Baldacchini e Francesca Papi, Bologna, Editrice Compositori, 2011.
Lorenzo Baldacchini, Il libro antico, Nuova ed. aggiornata, Roma, Carocci, 2001.
Lorenzo Baldacchini, Aspettando il frontespizio. Pagine bianche, occhietti e colophon nel libro antico, Milano, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2004, ISBN88-86842-77-5.
Lorenzo Baldacchini, Dubbi di un catalogatore (occasionale) di incunaboli, in: Tra i libri del passato e le tecnologie del presente. La catalogazione degli incunaboli, a cura di Lorenzo Baldacchini e Francesca Papi, Bologna, Editrice Compositori, 2011.
Sigfrid Henry Steinberg, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1982.
Nereo Vianello, Le note tipografiche, in La citazione di opere a stampa e manoscritti, Firenze, Leo S. Olschki editore, 1970, pp.81-86 e pp. 115-116, ISBN non esistente, SBNSBL0102415.
Glossario di bibliofilia, su libriantichierari.com. URL consultato il 15 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016). (fonte utilizzata)
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