Notitia episcopatuum (plurale: Notitiae episcopatuum) è il nome dato a documenti ufficiali che fornivano, nei territori dell'Impero bizantino, gli elenchi delle sedi metropolitane, delle sedi arcivescovili autocefale e delle diocesi suffraganee suddivise per province ecclesiastiche.
Nella Chiesa d'Occidente, vescovi e arcivescovi sono classificati in base all'anzianità della loro consacrazione, mentre in Africa secondo la loro età anagrafica. Nei patriarcati orientali il grado gerarchico di ogni vescovo veniva determinato in base alla sede che occupava. Quindi, nel Patriarcato di Costantinopoli, il primo metropolita non era quello ordinato da più lungo tempo, ma chiunque occupasse la sede di Cesarea di Cappadocia. Il secondo era l'Arcivescovo di Efeso e così via. In ogni provincia ecclesiastica, il rango di ogni vescovo era quindi determinato, e rimaneva immutato a meno che la lista non venisse successivamente modificata.
L'ordine gerarchico includeva prima di tutti il patriarca, quindi i grandi metropoliti (ovvero quelli che avevano diocesi con vicariati) i metropoliti autocefali, che non avevano vicariati ed erano soggetti direttamente al patriarca. Venivano quindi gli arcivescovi che, anche se non differivano dai metropoliti autocefali, occupavano gradi gerarchici inferiori a questi, ed erano anch'essi immediatamente dipendenti dal patriarca, quindi i vescovi ordinari e infine i vescovi vicari. Non si sa da chi venne stabilito questo ordine molto antico, ma è probabile che, inizialmente, le sedi metropolitane e i semplici vescovati siano stati classificati in base alla data di fondazione. L'ordine venne poi modificato in seguito in base a considerazioni politiche e religiose.
I principali documenti, suddivisi per chiesa, sono: