| Novaceta | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società per azioni |
| Fondazione | 1951 |
| Chiusura | 27 luglio 2010 (inizio procedura fallimentare) |
| Sede principale | Magenta |
| Settore | Chimico, tessile |
| Prodotti | fili continui di acetato |
| Fatturato | 17.9 milioni (2008) |
Novaceta S.p.A. era un'azienda italiana, con sede a Magenta, che operava nel settore chimico-tessile, producendo fili continui di acetato, a partire dal triacetato di cellulosa derivante dagli alberi.
Si tratta di un processo altamente complesso e specializzato, realizzabile solo da poche aziende nel mondo: Novaceta è stata leader europeo (60% della quota di mercato europeo nel 2001) e mondiale del settore.
Fino a febbraio 2000 la società ha avuto due stabilimenti produttivi in Inghilterra: inoltre vi erano filiali della società a Lione (Novaceta France), Düsseldorf (Novaceta GmbH), Coventry (Novaceta UK Ltd).
Novaceta nasce nel 1951 come joint venture tra SNIA e Courtaulds (poi divenuta Acordis) per la creazione di fibre a base di acetato di cellulosa.
Nel 2003 viene ceduta a GZ Fin, nell'ambito di un processo di razionalizzazione delle attività di SNIA.
Su impulso della nuova proprietà, insieme a Bemberg e Nuova Rayon, dà vita a BembergCell, con l'obiettivo di creare un polo cellulosico italiano d'eccellenza, producendo viscosa a Rieti, acetato a Magenta e cupro a Gozzano. Ma il progetto non è mai stato realizzato completamente e la crisi mondiale del settore ha causato difficoltà che si sono rilevate irrisolvibili, determinando il fallimento di BembergCell e la riduzione del 66% della produzione nello stabilimento di Magenta. Inoltre una società del Gruppo BembergCell, EnerCell S.p.A. a fine 2005 acquista Novaceta Energia S.r.l., controllata di Novaceta che si occupa della gestione della centrale termoelettrica che fornisce elettricità all'impianto a EnerCell S.p.A. (Gruppo BembergCell).
Successivamente, il sito, insieme ai suoi 400 dipendenti (tra operai e impiegati), viene rilevato nel 2007 da MCM Holding, di Giovanni Lettieri, che presenta un ambizioso piano industriale che prevede l'aumento della produzione e del fatturato, che per quell'anno si attesta a 27 milioni. Il piano tuttavia non decolla e nel giugno 2008 la produzione viene fermata anche a causa del fallimento di EnerCell, che ha determinato di fatto l'interruzione dell'erogazione di energia elettrica. Questo evento fece aumentare i sospetti dei sindacati che temevano una speculazione immobiliare sull'area, molto vasta e in posizione centrale a Magenta, per la quale esistevano diversi progetti privati per la sua conversione ad uso residenziale.
Nel frattempo cambia anche l'assetto societario della società, la cui maggioranza delle azioni viene acquisita indirettamente da 2FG Partecipazioni, finanziaria partecipata da Libero Grigis, Marco Fantoni e Ciro Favicchia, tre manager di Novaceta. La situazione però non cambia, i dipendenti vengono messi in cassa integrazione e da dicembre 2009 hanno istituito un presidio permanente davanti l'azienda per impedirne la chiusura.
Il 27 luglio 2010 Novaceta S.p.A. è stata ammessa alla procedura fallimentare ed è in liquidazione.
Dal 2016, presso il Tribunale di Milano è in corso il processo per accertare il reato di bancarotta fraudolenta (una presunta distrazione di 70 milioni di euro, in particolare i 56 milioni derivanti dall'operazione di lease back con Eurinvest) a carico di 22 soggetti, tra manager e membri del collegio sindacale di Novaceta, il cui sito è stato definitivamente chiuso.
Nel 2017 si stimava che l'area Novaceta avesse un valore di circa 20 milioni di euro, per un'estensione di 185.000 metri quadri, appartenente ad UniCredit: la banca eseguì lavori di bonifica, costati 8 milioni di euro.