| Novica Tončev | |
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| Ministro senza portafogli con delega allo sviluppo dei comuni sottosviluppati | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 28 ottobre 2020 |
| Presidente | Aleksandar Vučić Ana Brnabić (ad interim) |
| Capo del governo | Ana Brnabić Ivica Dačić (ad interim) Miloš Vučević Đuro Macut |
| Predecessore | Slavica Đukić Dejanović |
| Sindaco di Surdulica | |
| Durata mandato | 2008 – 2014 |
| Predecessore | Stanislav Momčilović |
| Successore | Aleksandar Popović |
| Deputato all'Assemblea nazionale della Serbia | |
| Durata mandato | 2014 – 2020 |
| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Socialista di Serbia |
| Titolo di studio | Laurea in ingegneria |
| Università | Università di Niš |
Novica Tončev (in cirillico: Новица Тончев?; Niš, 9 dicembre 1962) è un politico serbo.
Nato a Niš, è fratello di Ivica Tončev, anch'egli membro del Partito Socialista di Serbia e consigliere personale di Ivica Dačić, e si laurea all'università locale in ingegneria civile nel 1989, operando poi un'impresa edile.
Dal 1996 è membro dell'assemblea comunale di Surdulica, divenendone vicepresidente dal 2000 al 2004: nel 2008 è eletto sindaco della cittadina con una lista civica, che si unisce poi al Partito Socialista di Serbia, portando ad una netta vittoria alle successive comunali del 2012. Durante il secondo mandato firma una petizione delle Regioni Unite di Serbia dove si chiedeva un maggior decentramento del Paese, si dimette nel 2014 per poter sedere nell'Assemblea nazionale, rimanendo comunque presidente dell'assemblea comunale.
Fu protagonista di critiche da parte del partito proprio a seguito dell'elezione all'Assemblea per aver affermato che, in quella legislatura, il Partito Socialista avrebbe potuto sedere all'opposizione invece di continuare con la coalizione con il Partito Progressista Serbo: tali commenti vennero rapidamente smentiti dalla leadership che infatti continuò l'accordo con il partito di maggioranza e viene poi ricandidato anche nel 2016.
Nel 2017 afferma che il Partito Socialista stava perdendo la propria identità e rischiava di diventare un'ala del Partito Progressista, annunciando anche la possibilità di una scissione per formare una piattaforma di sinistra più attenta ai diritti dei lavoratori, ma che non aveva ancora deciso nulla e che c'era tempo per Dačić per raddrizzare il partito, e infine sceglie di rimanervici.
Nel 2020 viene nominato ministro senza portafogli nel Governo Brnabić II, rimanendolo anche nel Governo Vučević e nel governo Macut.