

L'etenismo o eteneria, oppure neopaganesimo germanico, indica l'insieme dei nuovi movimenti religiosi di ritorno alle religioni dei Germani pre-cristiani, annoverabile tra i fenomeni di neopaganesimo. I seguaci, detti "eteni" o "etenisti", si affidano per le loro credenze e pratiche a documenti scritti relativi alla religione germanica, quali l'Edda in lingua nordica antica, il Beowulf in inglese antico, il Nibelungenlied in alto-tedesco medio, nonché sul folclore di periodi successivi dell'Europa germanica.
"Etenismo" è una italianizzazione dell'inglese Heathenism o Heathenry, quest'ultimo reso anche nel meno comune "eteneria". L'aggettivo heathen, "eteno" o "etenista", venne usato a partire dall'Alto Medioevo per identificare i Germani non cristianizzati. Già attestato nel gotico haiþno, usato per tradurre "elleno" nella Bibbia di Ulfila, è comunemente considerato una derivazione del sostantivo germanico per "terre di brughiera" o "lande", in inglese moderno heath, dall'inglese antico hǣþ o hæð, con aggettivo hǣþen o hæðen, gotico haiþi. L'originale proto-germanico è ricostruito come *haiþī, con aggettivo *haiþinaz, da cui derivano anche il norreno heiðr, "radura" ma anche "onore", con aggettivo heiðinn, a indicare gli abitanti di luogi al di fuori dei grandi centri urbani che avrebbero conservato più a lungo la religione pre-cristiana, sul modello del latino paganus (da pagus, "zona rurale"). Oppure, heathen potrebbe essere un esito del greco ἔθνος (ethnos) per tramite dell'armeno hethanos, a indicare "i popoli" non ebrei o cristiani, come il termine "gentili".
Il termine "etenismo" è favorito dagli accademici che studiano il fenomeno poiché inclusivo di tutte le varianti dello stesso. Il termine è anche favorito dagli stessi seguaci come migliore alternativa, germanica, rispetto al peggiorativo "paganesimo".

L'approccio di differenti gruppi eteni nei confronti del passato storico e archeologico dei popoli germanici può essere a sua volta molto diverso: alcuni gruppi adottano approcci di ricostruzione, cercando di recuperare le credenze e le pratiche del passato nel modo più accurato possibile, laddove altri gruppi, pur sulla base di fonti storiche, elaborano nuove interpretazioni delle stesse.
Ad esempio, alcuni eteni adattano le loro credenze e pratiche secondo il metodo della "gnosi personale non verificata" (UPG, unverified personal gnosis), ossia l'acquisizione di conoscenze mediante esperienze spirituali individuali. Altri fanno propri elementi tratti delle religioni etniche di popoli non-europei che persistono nel mondo moderno, quali l'induismo e le religioni afroamericane, ritenendo che ciò permetta di costruire visioni del mondo spirituali simili a quelle che esistevano in Europa prima della cristianizzazione. Talvolta, eteni che enfatizzano approcci basati esclusivamente su fonti storiche hanno criticato tali metodi di innovazione, coniando per coloro che li utilizzano il termine "neo-eteno".


Si possono identificare due punti di partenza, di "cristallizzazione", dei movimenti eteni: il primo è il nazionalismo romantico del XIX secolo, e nel caso specifico della Germania il movimento völkisch, con i loro tentativi di riproposizione delle religioni germaniche pre-cristiane; il secondo è la presupposizione che le divinità germaniche siano manifestazione dello spirito stesso del popolo germanico, nonché guida dello stesso. Tale idea di connessione tra religione e razza venne esplorata da Carl Gustav Jung con la sua teoria dell'inconscio collettivo (dell'archetipo Wotan, Jung intravedeva la personificazione in Adolf Hitler). In seno a tale teoria, Jung elabora il concetto di "spirito del popolo" (Volksgeist), il quale fu utilizzato da alcuni esponenti eteni, tra cui Else Christensen, sebbene abbia perso popolarità tra le successive generazioni di eteni a partire dagli anni '90 del XX secolo.
La visione secondo cui religione, eredità culturale, e identità etnica siano un unicuum ha diversi risvolti all'interno del movimento eteno. In parallelo alla etnicizzazione della religione, si può osservare la sacralizzazione della cultura, testimoniata ad esempio dall'introduzione nei riti di elementi tratti dalle opere di Wagner. Tuttavia in Norvegia e soprattutto in Svezia sono presenti gruppi eteni che, rispetto alle fonti scritte letterarie e accademiche, preferiscono trarre ispirazione dalle tradizioni folkloriche e usi locali, percepiti come più autentici. Inoltre, in generale, con l'eccezione dei movimenti eteni di matrice politica (odinista-wotanica), nella maggior parte delle altre correnti l'identità etnica tende a non essere più intesa in termini meramente biologico-razziali, per essere equiparata piuttosto al concetto di volkstum, l'essenza del gruppo etnico data dalla partecipazione all'eredità culturale, e alla sua relazione con la terra natìa e l'ambiente circostante.

L'accademica Stefanie von Schnurbein ha notato nei suoi studi sugli eteni come, al domandare loro come percepiscano la divinità e quali siano le relazioni con essa, le risposte siano diverse e spesso contraddittorie o non compatibili tra loro. All'interno dei movimenti eteni la concezione del divino tende ad essere indeterminata e intima, a-dogmatica, lasciando quindi agli aderenti libertà di indagine e interpretazione.
Se gli aderenti al movimento völkisch del primo XX secolo rifiutavano la visione politeistica della divinità, e preferivano concezioni panteistiche (Guido von List), tale tendenza è cambiata verso gli anni '70 del XX secolo. I nuovi aderenti tendono ad enfatizzare il politeismo, pur riconoscendo un principio sorgente dell'universo e di tutte le divinità, identificato come Odino (Wotan) nella maggior parte delle correnti, oppure con lo stesso termine "Dio" (God), o Thiuth (il "Bene", l'Uno) nella Chiesa Gotica di Dio.
L'idea di unità tra religione ed etnia si inserisce nella concezione secondo cui gli uomini e gli dèi siano inestricabilmente interconnessi fra loro, e parte integrante del mondo. In altre parole uomini, dèi e mondo circostante vengono concepiti come parti di un tutto complesso e interconnesso. Questa idea di cosmo è espressa nel concetto del Wyrd, l'universo concepito come rete di azioni e interrelazioni tra gli esseri. Il wyrd di un singolo essere, ossia il complesso di azioni e interrelazioni che lo costituiscono e partono da lui stesso, è chiamato örlög.
All'interno dei vari movimenti riconducibili all'etenismo sono utilizzati altri termini per designare particolari preferenze spirituali, culturali o ideologiche. L'utilizzo di uno di tali termini non è caratterizzato da esclusività: ad esempio, l'accademico etenista statunitense Stephen Flowers, prima di professarsi "odiano", fece parte sia di gruppi "odinisti" sia "ásatrú".


Termini che fanno riferimento alle tradizioni etnico-religiose germaniche in relazione alla categoria di divinità venerate sono:
Termini che fanno riferimento alle tradizioni religiose germaniche in senso etno-nazionale sono:
Termini che fanno riferimento in generale alle tradizioni etnico-religiose mitteleuropee e alpine sono:


Termini che si riferiscono a correnti che pongono enfasi sull'identità razziale intesa in senso genetico e sull'azione politica sono:
Scuole di carattere esoterico sono:
| Controllo di autorità | GND (DE) 4041783-9 |
|---|