
Odone Belluzzi (Bologna, 1º febbraio 1892 – Bologna, 24 agosto 1956) è stato un ingegnere italiano. Ha portato contributi fondamentali allo sviluppo e all'insegnamento della scienza delle costruzioni nel XX secolo.
La madre, rimasta prematuramente vedova, dovette affrontare difficoltà economiche, le quali si ripercossero sulla serenità dell'infanzia del piccolo Odone. L'indigenza familiare costrinse Odone ad abbandonare precocemente la scuola per dedicarsi al lavoro. Tuttavia, l'interesse spontaneo per la lettura dei libri di una biblioteca popolare gli fece decidere di continuare gli studi come studente-lavoratore, studiando nelle ore notturne. In breve tempo Odone recuperò gli anni perduti di istruzione elementare. Successivamente frequentò i corsi liberi all'Università Popolare e in soli tre anni, presentandosi in qualità di privatista, affrontò e superò l'esame di maturità dell'Istituto Tecnico Industriale Aldini Valeriani, ottenendone il diploma. La sua ottima preparazione gli valse l'assunzione, da parte del medesimo istituto, come insegnante tecnico-pratico di fisica ed elettrotecnica.
Il traguardo culturale a cui aspirava era la laurea in ingegneria. Così, contemporaneamente al pubblico e privato insegnamento, si iscrisse alla Scuola di Applicazione degli Ingegneri. Al termine del biennio scoppiò la prima guerra mondiale e venne chiamato alle armi in qualità di ufficiale di artiglieria, costretto così a interrompere il corso universitario. Terminato il conflitto bellico, Odone riprese senza sosta gli studi e conseguì il diploma di laurea nel 1921 sotto la guida del professor Giuseppe Albenga, che all'epoca era docente di meccanica applicata alle costruzioni. Il novello titolo di ingegnere non dissuase Odone dall'insegnamento pubblico e privato, cionondimeno, pungolato dal professor Albenga, pubblicò alcuni lavori, grazie ai quali gli fu conferita la libera docenza nel 1927.
Nel 1928 il professor Albenga fu chiamato a ricoprire la cattedra di costruzione di ponti presso il Politecnico di Torino, e in questo frangente propose Odone come suo sostituto all'insegnamento di scienza delle costruzioni per un triennio, in attesa di un concorso nazionale per l'assegnazione della cattedra. Odone Belluzzi consacrò a questa nuova responsabilità e allo studio tutto il suo tempo. Nel 1931 fu lo stesso Odone Belluzzi a vincere il concorso per la cattedra di scienza delle costruzioni e nello stesso anno fu premiato sia dalla Fondazione Alessandro Volta dell'Accademia d'Italia che dalla Fondazione Vallauri. Nel 1934 ottenne la promozione a professore ordinario universitario. Parallelamente all'impegno appassionato per la docenza, si dedicò al suo celebre trattato, dato alle stampe nel 1941.
Nell'estate del 1954 Odone volò in Brasile per un ciclo di corsi e conferenze. Una grave caduta e la differenza climatica e di abitudini indebolirono la sua salute. Tornato a Bologna fu sottoposto ad intervento chirurgico, a cui seguì un'effimera ripresa. Pur debilitato nel fisico, Odone Belluzzi, soprattutto per non deludere i "suoi" allievi, volle tenere regolari lezioni nelle aule universitarie. Nel maggio del 1956, durante la sua ultima lezione, gli studenti gremirono l'aula magna, tributandogli un lunghissimo applauso. Morì a Bologna il 24 agosto 1956.
Odone Belluzzi ha insegnato scienza delle costruzioni dal 1931 al 1956 caratterizzando l'attività didattica e scientifica di una fra le più attive Facoltà di ingegneria italiane. Nelle sue lezioni e nei suoi scritti emerge immediatamente la sua straordinaria capacità di cogliere l'essenza dei problemi, senza orpelli ed ostentazioni di sorta, giungendo alla conclusione del ragionamento tramite il sentiero più semplice ed efficace, aborrendo qualsiasi ambiguità e forma di ermetismo. Era il suo modo di educare le giovani leve, conducendo gradualmente gli allievi allo sviluppo dell'intuizione euristica e della visione ingegneristica volte alla soluzione concreta dei problemi strutturali. In contrasto con l'attuale preponderanza dell'impiego sistematico degli automatismi di calcolo - il quale sta spostando l'accezione di mezzo strumentale ad oggetto di studio - l'approccio di tipo euristico di Odone Belluzzi all'ingegneria strutturale è di imprescindibile rilevanza per la formazione dell'ingegnere moderno.
Il trattato sistematico di Scienza delle Costruzioni di Odone Belluzzi, suddiviso originariamente in tre tomi, a cui se ne aggiunge un quarto, è un testo di riferimento per l'insegnamento della Scienza delle Costruzioni nelle facoltà di architettura ed ingegneria delle università italiane. La "Scienza delle Costruzioni" di Odone Belluzzi è un'opera nella quale ogni parola è calibrata e soppesata con accurata precisione e passione. L'autore nel trasmette le concezioni più complesse ed elevate partendo da quelle più semplici, crescendo gradualmente, dosando volta per volta le nuove difficoltà, delucidando ed integrando il testo con note e commenti, esemplificando i problemi con una considerevole quantità di esercizi svolti per intero e spesso con procedimenti differenti allo scopo di mostrare per ognuno di essi gli aspetti ed i vantaggi salienti. Incoraggiando e stimolando l'allievo all'approfondimento di una materia apparentemente difficoltosa se non addirittura ostica, il trattato vuole guidare l'allievo all'intuizione e all'interpretazione fisica dei fenomeni.
Il trattato affronta tutti gli aspetti della materia partendo dai suoi fondamenti, che si collegano alla Statica e alla Meccanica razionale.
Nel 1º volume (1940-41) viene sviluppata la teoria delle sollecitazioni nella trave elastica, dimostrando le relative formule e teoremi nel modo più semplice e lineare. Questo approccio permette poi di sviluppare organicamente il calcolo delle travi lineari, delle travi continue e telai, delle strutture reticolari e delle strutture piane.
Il 2º volume (1943-50) è dedicato alle strutture elastiche ad arco e alle applicazioni pratiche delle strutture in acciaio, in cemento armato e ai problemi di calcolo delle strutture a molte iperstatiche. rook
Il 3º volume (1961), i cui ultimi due capitoli sono stati completati dal suo allievo Piero Pozzati, è dedicato a problemi di livello superiore quali le strutture a piastre, a lastre, a volte, ed al comportamento dei materiali in campo plastico.
Nel 4º volume (1955) sono sviluppati i problemi di instabilità dell'equilibrio e delle vibrazioni.
Il trattato è stato pubblicato e ristampato dalla Casa Editrice Zanichelli e tradotto in più lingue.
Odone Belluzzi, nel consegnare il dattiloscritto, assicurò che sarebbe rimasto valido, senza modifiche, per mezzo secolo: una profezia che si è rivelata esatta. L'opera si stampa tutt'oggi utilizzando la prima composizione, naturalmente trasformata da piombo in offset.
I principali contributi teorici di Belluzzi sono costituiti dai «suoi studi sulle linee di influenza, sui telai, e sugli archi elastici, ma ancor più [da] quelli sulle volte, sulle cupole e sulle membrane». Importante è anche l'opera di sistematizzazione di nuove teorie sviluppatesi nel XX secolo come la Dinamica delle strutture, la Plasticità dei materiali, il Calcolo a rottura, e l'Instabilità dell'equilibrio elastico (in casi diversi dall'asta compressa). Su questi aspetti è stata svolta attività originale di ricerca in Francia, Russia, America. In queste nuove discipline, che si affiancano alla scienza delle costruzioni classica Belluzzi raccoglie i risultati delle principali ricerche teoriche e sperimentali svolte all'estero e in parte anche in Italia e le espone in modo originale e sistematico negli ultimi due volumi (3º e 4º) del suo trattato.
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