Omphake

Omphake
Dolmen sicano situata a Butera
Nome originale Ὀμφάκη
Amministrazione
Dipendente da Gela
Territorio e popolazione
Nome abitanti Omfacei
Lingua sicano, greco
Localizzazione
Località Butera
Coordinate 37°11′04.2″N 14°11′13.2″E

Omphake (in greco antico Ὀμφάκη?, Omfake) nota anche come Omface o Onface, era un'antica città della Sicilia di origine sicana, situata nelle vicinanze di Gela.

Storia

Stefano di Bisanzio, citando Filisto di Siracusa, sostiene che i suoi abitanti si chiamassero Omfacei; il nome della città invece deriverebbe dal greco antico ὄμφαξ?, "uva acerba", giustificabile con la probabile presenza di viti selvatiche nella zona, impiegate per la produzione di vino dal sapore asprigno.

Secondo Pausania la città fu attaccata e conquistata da Antifemo, fondatore di Gela, intorno alla metà del VII secolo a.C: da essa fu portato via uno xoanon realizzato dal mitico sculture Dedalo. Stando a un frammento dei papiri di Ossirinco, attribuito da Gaetano De Sanctis a Filisto, intorno al 465 a.C. fu occupata insieme a Kakyron da mercenari siracusani intenzionati ad attaccare Gela.

A partire dal IV-III secolo a.C. della città non si fa più alcun accenno.

Identificazione

Diverse, negli anni, le ipotesi sulla sua collocazione: Filippo Cluverio la confuse con Camico, Julius Schubring e Antonio Giuliano credevano si trovasse presso Dessueri, mentre Paolo Orsi, in seguito agli scavi presso Monte San Mauro, ritenne di poterla collocare in tale luogo.

Oggi l'ipotesi più accreditata è quella di Piero Orlandini, che la collocò nel sito dell'odierna Butera sulla base di evidenze archeologiche e delle notizie storiche.

Note

  1. 1 2 3 Michela Gargini, Omface, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle Isole Tirreniche, vol. 12, Pisa-Roma, 1993, pp. pp. 462-464.
  2. ↑ Anna Maria Bisi, Onface, in Enciclopedia dell'Arte Antica, 1963.
  3. ↑ Stefano di Bisanzio, 493.8, in Ethnika.
    «Omphake, una città della Sicilia. Filisto [la menziona] nel quarto libro della Sikelika. Il nome degli abitanti [è] Omfacei. Secondo l'uso locale, tuttavia, dovrebbero chiamarsi Omfacini.»
  4. ↑ Pausania, v. 46, 2 (PDF), in Periegesi della Grecia, vol. 8.
    «[...] e molti anni dopo, quando i Dori si stabilirono in Sicilia, Antifemo fondatore di Gela conquistò la città di Omface e trasferì a Gela una statua realizzata da Dedalo.»
  5. ↑ Pausania, v. 40,4 (PDF), in Periegesi sulla Grecia, vol. 9.
    «Non conosco altre opere di Dedalo ancora esistenti. Infatti, le immagini dedicate dagli Argivi nell'Heraion e quelle portate da Omphake a Gela in Sicilia sono scomparse nel corso del tempo.»
  6. ↑ (EN) Filisto di Siracusa, 655. History of Sicily, in Bernard Pyne Grenfell e Arthur Surridge Hunt, The Oxyrhynchus Papyri, vol. 4, Londra, 1904, pp. 80-81.
    «[των] εν Ὀμφάλοι και Κακυροι ξεν[ων επί [Γ]έλαν στρατεια. βοη[θ]εια Συρα[κ]ο[σιων Γε[λω]ιοις και π[...] των ξενων προς [Συρακοσιους»
  7. ↑ Sebastiana Nerina Consolo Langher, Eknomos e la valle dell'Himera nelle vicende storiche tra VII e IV secolo a.C. fino ad Agatocle (PDF), in Archivio Storico Messinese, vol. 60, Messina, 1992.
    «Del soccorso di Siracusa a Gela ed Agrigento nella lotta contro i mercenari, rifugiatisi rispettivamente a Kakyron ed a Omphake, e ad Erackea Minoa, dà notizia un frammento di papiro attribuito a Fìlìsto (P. Oxyrh. 665)»
  8. ↑ Giorgio Bejor, Butera, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle isole Tirreniche, vol. 4, 1985, pp. 219-225.
    «Il nome [Omphake] non compare più per il IV-III sec. a.C, né nella tarda antichità [...]»

Bibliografia

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