Onda sonora

Onda sonora sferica

Con onda sonora, in fisica, si indica una perturbazione che nasce da una sorgente e si propaga nel tempo e nello spazio, trasportando energia o quantità di moto, senza comportare un associato spostamento della materia. Nel caso dell'apparato uditivo umano e animale (terrestre), l'aria atmosferica (o più raramente, l'acqua) è il mezzo principale di propagazione delle onde sonore, anche dette onde acustiche. Nei solidi, le onde sonore (particolare tipo di onda) possono essere sia trasversali che longitudinali, mentre nel caso dei fluidi, le onde son solo longitudinali.

Per la fisica, il suono è una oscillazione compiuta dalle particelle (atomi e molecole) di un mezzo fisico di propagazione. Nel caso del suono, che si propaga in un mezzo fluido (tipicamente in aria) le oscillazioni sono movimenti delle particelle, intorno alla posizione di riposo e lungo la direzione di propagazione dell'onda, provocati da movimenti vibratori, provenienti da un determinato oggetto, chiamato sorgente del suono, il quale trasmette il proprio movimento alle particelle adiacenti, grazie alle proprietà elastico-meccaniche del mezzo; le particelle a loro volta, iniziando ad oscillare, trasmettono il movimento alle altre particelle vicine e queste a loro volta ad altre ancora, provocando una variazione locale della pressione.

Descrizione

Rappresentazione grafica di un'onda sonora

Le onde sonore possono essere rappresentate graficamente utilizzando un grafico cartesiano, riportante il tempo (t) sull'asse delle ascisse, e gli spostamenti delle particelle (s) su quello delle ordinate. Il tracciato esemplifica gli spostamenti delle particelle: alla fine, la particella si sposta dal suo punto di riposo (asse delle ascisse) fino al culmine del movimento oscillatorio, rappresentato dal ramo crescente di sinusoide che giunge al punto di massimo sinusoidale. Poi la particella inizia un nuovo spostamento in direzione opposta, passando per il punto di riposo e continuando per inerzia fino ad un nuovo culmine simmetrico al precedente, questo movimento è rappresentato dal ramo decrescente che, intersecando l'asse delle ascisse, prosegue in fase negativa fino al minimo sinusoidale. Infine, la particella ritorna indietro e ripete nuovamente la sequenza di spostamenti, così come fa il tracciato del grafico.

Il periodo (graficamente il segmento tra due creste) è il tempo impiegato dalla particella per tornare nello stesso punto dopo aver cominciato lo spostamento (indica cioè la durata di una oscillazione completa). La distanza dalla cresta all'asse delle ascisse indica, invece, l'ampiezza del movimento, in altre parole la distanza massima percorsa dalla particella dalla sua posizione di riposo durante l'oscillazione. Tuttavia, nonostante il periodo e l'ampiezza siano due grandezze che da sole sarebbero sufficienti per descrivere le caratteristiche di un'onda, non sono frequentemente utilizzate, perlomeno non in forma pura: in acustica si preferisce, infatti, usare altre grandezze da queste derivate. Il numero di periodi compiuti in un secondo esprime la frequenza in hertz (Hz). Dall'ampiezza dell'onda, invece, si calcola la pressione sonora, definita come la variazione di pressione rispetto alla condizione di quiete, e la potenza e l'intensità acustica, definita come il rapporto tra la potenza dell'onda e la superficie da essa attraversata; il livello di intensità acustica (relativo alla percezione sonora dell'orecchio umano dell'intensità acustica) viene comunemente misurato in decibel.

Tipologie di onde sonore

Esistono tre diverse tipologie di onde sonore e ognuna è identificabile da un particolare andamento grafico

Vista stereoscopica di onda

Per una descrizione delle onde semplici i parametri di frequenza e d'ampiezza sono sufficienti, mentre le onde aperiodiche, a causa della loro aperiodicità, non possono essere descritte da alcun parametro. Invece nella descrizione delle onde complesse sono sì utili sia la frequenza che l'ampiezza, ma date le anomalie del tracciato, questi due semplici parametri da soli non sono sufficientemente esaurienti, in quanto bisogna ricorrere alla scomposizione dell'onda fondamentale in una serie d'onde semplici, che sono invece analizzabili con le normali grandezze.

Le onde semplici o formanti, ottenute dalla scomposizione di un'onda complessa, sono dette armoniche e nel loro insieme costituiscono quello che è chiamato spettro dell'onda sonora. Una caratteristica molto importante delle armoniche è che le loro frequenze corrispondono sempre a multipli interi della frequenza fondamentale dell'onda complessa, e sono indicate con F0, F1, F2, ecc. con il pedice che corrisponde al rapporto tra la frequenza dell'onda fondamentale e quella dell'armonica.

Equazione delle onde sonore

Fronti d'onda caratteristici di un'onda sferica.

Storicamente, il primo problema di analisi matematica in cui è stata derivata una equazione delle onde, è stato quello della corda vibrante di uno strumento musicale, studiato da Jean le Rond d'Alembert, Eulero, Daniel Bernoulli e Joseph-Louis Lagrange.

Si consideri un volume d'aria dV=Adx. In esso l'aria si trova alla densità a riposo ρ0.

Dopo una compressione, la lunghezza del volume dx diventa dx+dψ e la sua densità ρ.

Calcolando la differenza di pressione alle estremità del volume si avrà:

dp=∂p∂xdx

mentre la forza (p=FA) vale

dF=−A∂p∂xdx=dV∂p∂x

mentre considerando la legge di Newton F=ma si ha

dF=ρ0dV∂2ψ∂t2

Eguagliando le ultime due relazioni, e dividendo entrambi i membri per dV, si ottiene

−∂p∂x=ρ0∂2ψ∂t2

Ora, applicando la regola della catena, si può riscrivere ∂p/∂x nel seguente modo:

dpdρ∂ρ∂x

Facendo uso della legge di conservazione della massa, imponendo dunque che la massa d'aria contenuta nel volume non cambi prima e dopo la compressione, dovrà essere:

ρ0dx=ρ(dx+dψ)

Ricavando ρ si ottiene

ρ=ρ0(1+∂ψ∂x)−1

e, derivando rispetto a x risulta

∂ρ∂x=−ρ0∂2ψ∂x2

Ora l'equazione si presenta nella forma

dpdρ∂2ψ∂x2=∂2ψ∂t2

Per risolvere il problema, è necessario trovare una relazione tra la pressione e la densità.

Poiché la compressione avviene rapidamente, si può ipotizzare che essa accada in regime adiabatico

Per le leggi della trasformazione adiabatica (PVγ=costante) per la pressione si ottiene p=kργ, con k costante.

Derivando rispetto a ρ, si ha

dpdρ=kγργ−1

Utilizzando la precedente relazione tra ρ e ρ0 si ottiene

dpdρ=kγρ0γ−1(1+∂ψ∂x)−(γ−1)=γp0ρ0(1+∂ψ∂x)−(γ−1)

dove p0 rappresenta la pressione a riposo dell'aria nel volumetto.

Inserendo questa relazione nell'equazione d'onda precedente si ottiene

γp0(1+∂ψ∂x)γ−1∂2ψ∂x2=ρ0∂2ψ∂t2

Se le perturbazioni sono piuttosto piccole, e quindi per ∂ψ/∂x≪1, l'equazioni si linearizza e diviene

∂2ψ∂x2=ρ0γp0∂2ψ∂t2

che corrisponde all'equazione delle onde nel caso monodimensionale per onde che si propagano alla velocità

v=γp0ρ0

Velocità del suono

Lo stesso argomento in dettaglio: Velocità del suono.

La velocità di propagazione del suono attraverso un gas è quindi:

vs=γp0ρ0

dove γ è il rapporto tra calore specifico a pressione costante e calore specifico a volume costante, p0 è la pressione statica del gas (nel quotidiano: la pressione atmosferica), ρ0 la densità del gas.

Utilizzando la legge dei gas perfetti

P=ρ0RMMT

dove MM è la massa molare, R la costante universale dei gas e T la temperatura assoluta (in kelvin), la velocità del suono può essere così riscritta:

vs=γRMMT

Riflessione e incidenza delle onde sonore

Se le dimensioni della superficie riflettente sono grandi rispetto alla lunghezza dell'onda sonora, le leggi delle riflessione sonora sono simili a quelle della riflessione ottica.

Si consideri l'incidenza sulla superficie di separazione tra due mezzi; si ha che:

sin⁡θ1sin⁡θ2=c1c2

con c velocità del suono nei due mezzi.

Quando l'angolo di incidenza è superiore all'angolo limite

θc=arcsin⁡c1c2

si ha la riflessione totale dell'onda sonora. Tale fenomeno si può realizzare anche nel passaggio tra due strati d'aria a diversa temperatura, con la nascita di zone d'ombra acustica.

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