Oneg Shabbat

L'Oneg Shabbat (עונג שבת), termine in ebraico israeliano moderno, o Oyneg Shabbos in aschenazita (ovvero ashkenazita), è il nome in codice di un archivio segreto creato nel 1940 nel ghetto di Varsavia da un gruppo di più di sessanta persone che comprendeva storici, scrittori, giornalisti, rabbini e assistenti sociali guidati dallo storico ebreo Emanuel Ringelblum, per cui l'archivio è conosciuto anche come "archivio Ringelblum". La considerevole collezione di documenti e testimonianze raccolte nel ghetto nel corso di tutta la seconda guerra mondiale da decine di volontari di tutte le età include saggi, diari, lettere, monografie, giornali, disegni, poster murali e altri materiali. Oltre a riportare la cronaca dettagliata delle disumane condizioni di vita nel ghetto e della lotta per la sopravvivenza degli ebrei durante l'occupazione nazista, documenta anche gli avvenimenti che preannunciavano l'imminente sterminio, prima nel 1941 con le notizie di stragi e massacri «nei territori orientali occupati dall'Unione Sovietica» come il massacro di Ponary, poi notizie e testimonianze sullo sterminio sistematico degli ebrei nei campi di Chełmno, Bełżec, Sobibór e Treblinka. La ricerca veniva condotta con la massima segretezza: infatti, tutti gli altri abitanti del ghetto non erano a conoscenza del lavoro del gruppo appartenente all'Oneg Shabbat. La raccolta durò da settembre 1939 fino a gennaio 1943. La parte dell'archivio ad oggi recuperata consta di circa 6.000 documenti (per un totale di circa 35.000 pagine) ed è conservata a Varsavia presso il Jewish Historical Institute.. Nel 1999 gli archivi Ringelblum sono stati inseriti nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO.

Il nome

Il nome Oneg Shabbat significa letteralmente gioia del sabato e di solito si riferisce a un raduno celebrativo tenuto dopo i servizi del sabato, spesso con cibo, canti, studio, discussione e socializzazione. È stato scelto perché le riunioni segrete dei responsabili addetti all'archivio si tenevano di sabato.

Storia

I membri di Oneg Shabbat iniziarono a raccogliere il materiale con l'intenzione di scrivere dopo la guerra un libro sugli orrori a cui avevano assistito. Il ghetto di Varsavia fu sigillato il 16 novembre 1940. Con l'aumentare del ritmo delle deportazioni divenne chiaro che la destinazione era il campo di sterminio di Treblinka e che pochi ebrei sarebbero sopravvissuti a Varsavia. Ringelblum fece conservare gli archivi in tre bidoni da latte e dieci scatole metalliche, che furono poi interrati in tre luoghi diversi del ghetto. Due contenitori, con migliaia di documenti, furono portati alla luce il 18 settembre 1946 e altre dieci scatole il 1º dicembre 1950. Il terzo nascondiglio sarebbe sepolto sotto quella che oggi è l'ambasciata cinese a Varsavia, ma una ricerca nel 2005 non ha individuato il materiale d'archivio mancante.

Il 19 gennaio 1942 un detenuto evaso dal campo di sterminio di Chełmno, Jacob Grojanowski, raggiunse il ghetto di Varsavia, dove fornì informazioni dettagliate sul campo al gruppo Oneg Shabbat. Il suo rapporto, che divenne noto come Grojanowski Report, fu portato di nascosto fuori dal ghetto attraverso i canali della metropolitana polacca, raggiunse Londra e fu pubblicato a giugno. Dopo questo avvenimento e dopo che altre notizie sullo sterminio sistematico degli ebrei giunsero a Varsavia e nel ghetto, il gruppo che si dedicava quasi esclusivamente a fatti e situazioni che riguardavano il ghetto, «[...] subì un riorientamento [..] iniziando a documentare la distruzione delle comunità ebraiche e a trasmettere queste informazioni al pubblico. Nel 1942, attraverso organizzazioni polacche ed ebraiche i rapporti sull'Olocausto dell' Oneg Shabbat, giunsero in Occidente. [...] Il gruppo si preoccupò di far sì che il materiale raccolto mostrasse un quadro completo e oggettivo della realtà, con tutti i fatti e i dettagli possibili [...] Sia i documenti originali che le copie con le loro descrizioni dettagliate furono riposti nelle collezioni» del loro archivio. Nell’estate 1942 la prima parte dell’archivio venne sotterrata. Nel 1943 toccò alle altre due parti: la seconda a febbraio e la terza e ultima il 18 aprile, ovvero appena il giorno prima dello scoppio della rivolta del ghetto. Tutti tranne tre membri degli Oneg Shabbat furono assassinati nei massacri. Emanuel Ringelblum fuggì dal ghetto, ma continuò a lavorare sugli archivi. Nel 1944 Ringelblum e la sua famiglia furono scoperti e giustiziati insieme a coloro che li nascondevano. Dopo la guerra Rachel Auerbach, uno dei tre membri sopravvissuti di Oneg Shabbat, iniziò la ricerca e lo scavo delle cronache sepolte.

Il faticoso ritrovamento di parte dell'archivio nel dopoguerra e il restauro dei documenti ammuffiti

La prima parte dell'archivio cartaceo fu ritrovato grazie «alla collaborazione e alla tenacia» di una dei tre soli sopravvissuti tra le centinaia di collaboratori uccisi, Rachel Auerbach. Fu lei che nel 1946, recatasi a Varsavia, «chiese ai sopravvissuti, infreddoliti e affamati, rifugiati della città ormai distrutta, di compiere un estremo sforzo per dissotterrare le memorie nascoste sotto le rovine». «Alcuni contenitori furono saldati; altri si deteriorarono rovinando irreparabilmente i documenti in essi contenuti, altri scritti, danneggiati dall’umidità, furono recuperati grazie a un minuzioso lavoro di pulizia.» Molti documenti infatti erano danneggiati o compromessi da una muffa verdastra.

Dopo una ricerca meticolosa condotta in un ghetto distrutto dai nazisti e con centinaia di tonnellate di rovine e detriti, nel settembre del 1946 venne ritrovata la prima parte dell'archivio, sotterrata in tre punti diversi. Per prima fu rinvenuta una scatola metallica e quindi le altre 9 scatole per un totale di 10 contenitori del primo sotterramento. Gli scavi furono effettuati presso all'ex numero 68 di via Nowolipki del ghetto di Varsavia. Quattro anni dopo, nel 1950, fu scoperta per caso allo stesso indirizzo una coppia di bidoni per il latte in cui erano stati messi diversi altri documenti (è da considerarsi la seconda parte dell’archivio). Mancava all'appello e manca a tutt’oggi la terza parte dell’archivio che venne interrata la notte prima dello scoppio della rivolta.

Eredità e Memoria

«Quello che non abbiamo potuto gridare e urlare al mondo l'abbiamo nascosto nella terra [...] Come vorrei assistere al momento in cui il grande tesoro verrà dissepolto e griderà la verità al mondo. Perché il mondo sappia tutto. Perché coloro che non ce l'hanno fatta possono essere felici e noi possiamo sentirci come veterani con le medaglie sul petto. Noi allora diventeremo i padri, i maestri e gli educatori del futuro [...] Ma no, non vivremo di certo fino a vedere tutto questo, e perciò scrivo le mie ultime volontà. Possa il tesoro cadere in buone mani, possa durare fino a tempi migliori, possa allarmare e mettere in guardia il mondo su ciò che è accaduto [...] nel ventesimo secolo [...] Ora possiamo morire in pace. Abbiamo compiuto la nostra missione. Possa la storia testimoniare per noi»

Nel 1960 gli studenti del rabbino Kalonymus Kalman Shapira, il Rebbe di Piaseczno, pubblicarono gli Aish Kodesh, delle derashos (sermoni) sulla parsha che il rebbe aveva consegnato tra il settembre 1939 e il luglio 1942 nel ghetto di Varsavia, scoperti con l'Archivio Ringelblum. Un catalogo dell'Archivio Ringelblum è stato pubblicato in forma di libro nel 2009 dallo United States Holocaust Memorial Museum e dal Jewish Historical Institute di Varsavia. L'intero archivio è a disposizione dei ricercatori anche in formato digitale presso entrambe le istituzioni.

Nel 2022 il Jewish Historical Institute ha completato la pubblicazione di una serie di libri composta da 38 volumi che riassumono le diverse parti dell'archivio, che troviamo qui, i cui temi sono i seguenti:

  1. Lettere sull'Olocausto
  2. Bambini - Insegnamento segreto nel ghetto di Varsavia
  3. Rapporti dalle Terre di Confine
  4. Vita e opere di Gela Seksztajn
  5. Il ghetto di Varsavia
  6. Amministrazioni pubbliche
  7. Eredità
  8. Territori incorporati nel Reich: distretto del Reich Danzica-Prussia occidentale, regione di Ciechanów, Alta Slesia
  9. Territori incorporati nel Reich: Wartheland
  10. Il destino degli ebrei di Łódź (1939-1942)
  11. Persone e opere "Oneg Shabbat"
  12. Consiglio ebraico a Varsavia 1939-1943
  13. L'ultima fase del reinsediamento è la morte: Pomiechówek, Chelmno sul Ner, Treblinka
  14. Collezione Hersz Wasser
  15. Settembre 1939. Lettere di Kalisz.Lettere di Płock
  16. Warsaw Ghetto Press: Il Bund e Cukunft
  17. Warsaw Ghetto Press: Poalej Zion sinistra e Poalej Zion destra
  18. Warsaw Ghetto Press: Hashomer Hatzair
  19. Warsaw Ghetto Press: Hechaluc Dror e Gordonia
  20. Warsaw Ghetto Press: Gruppi di destra
  21. Warsaw Ghetto Press: La sinistra radicale non sionista
  22. Warsaw Ghetto Press: Notizie dall'ascolto della radio
  23. Diari dal ghetto di Varsavia
  24. Campi di lavoro forzato
  25. Scritti di rabbi Kalonymus Shapiro
  26. Opere letterarie dal ghetto di Varsavia
  27. Auto-aiuto sociale ebraico a Varsavia (1939-1943)
  28. Zvi Prylutsky. Memorie (1905-1939)
  29. Scritti dal ghetto di Emanuel Ringelblum
  30. Gli scritti di Emanuel Ringelblum dal bunker (considerato dal JHI come 29a)
  31. Scritti di Chaskiel Wilczyński
  32. Scritti di Perec Opocziński
  33. Scritti di Rabbi Shimon Huberband
  34. Ghetto di Varsavia cz I a
  35. Ghetto di Varsavia cz I b (catalogato anche come cz II e che formano un tutt’uno con il primo volume cz I )
  36. Ghetto di Varsavia cz II
  37. Emanuel Ringelblum, Ebrei a Varsavia. Parte seconda: 1527-1795
  38. Sermoni di Rabbi Kalonymus Shapiro

̈Venne inoltre preparata una dettagliata guida in inglese al catalogo dell'Archivio Ringelblum.

A luglio 2007 lo storico statunitense Samuel Kassow ha pubblicato per l'Indiana University Press il libro in inglese Who Will Write Our History? Emanuel Ringelblum and the Oyneg Shabes Archive che elenca tutti i resoconti degli archivi Oneg Shabbat recuperati al 2007. Nel 2009 il saggio fu tradotto in italiano da Arnoldo Mondadori Editore con il titolo Chi scriverà la nostra storia? - L'archivio ritrovato del ghetto di Varsavia Nel 2018 è stato girato un documentario per la regia della statunitense Roberta Grossman che riprende prima il senso delle parole di David Graber e poi il titolo del saggio di Samuel Kassow, dal titolo Who will write our history di 90", doppiato in italiano nel 2019.

Filmografia

Note

  1. ↑ Oyneg Shabbos, su military-history.fandom.com. URL consultato il 31 dicembre 2022.
  2. ↑ Samuel D. Kassow, Chi scriverà la nostra storia? - L'archivio ritrovato del ghetto di Varsavia, seconda pagina di copertina, Milano, Mondadori, 2009, ISBN 978-88-0458-738-5.
  3. ↑ The Oneg Shabbat Archives - "Let the world read and know", su yadvashem.org. URL consultato il 25 dicembre 2022.
  4. ↑ The Oneg Shabbat Archive, su encyclopedia.ushmm.org. URL consultato il 25 dicembre 2022.
  5. ↑ Samuel D. Kassow, Chi scriverà la nostra storia? - L'archivio ritrovato del ghetto di Varsavia, pp. 315-365, Milano, Mondadori, 2009, ISBN 978-88-0458-738-5.
  6. 1 2 Archivio Ringelblum, su jhi.pl. URL consultato il 26 dicembre 2022.
  7. 1 2 Robert Moses Shapiro e Tadeusz Epsztein (a cura di), The Warsaw Ghetto Oyneg Shabes—Ringelblum Archive. Catalog and Guide, Introduction by Samuel D. Kassow, Indiana University Press in association with USHMMM and the Jewish Historical Institute, 2009, ISBN 978-0-253-35327-6. Ospitato su Academic Publications of the United States Holocaust Memorial Museum.
  8. 1 2 Emanuel Ringelblum: The Creator of “Oneg Shabbat” Holocaust Research Project
  9. ↑ Warsaw Ghetto Archives (Emanuel Ringelblum Archives), su Memory of the World, United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization. URL consultato il 9 ottobre 2018.
  10. ↑ Oneg Shabbat, su jhi.pl. URL consultato il 25 dicembre 2022.
  11. ↑ Cos’era l’Archivio Ringelblum e come fu ritrovato nascosto nei bidoni del latte dopo la guerra?, su aboutholocaust.org. URL consultato il 28 dicembre 2022.
  12. ↑ Oneg Shabbat-Ebraismo, su britannica.com. URL consultato il 25 dicembre 2022.
  13. ↑ Emanuel Ringelblum - Il creatore di "Oneg Shabbat", su holocaustresearchproject.org. URL consultato il 31 dicembre 2022.
  14. ↑ Guy Pessach e Michal Shur-Ofry, Copyright and the Holocaust, in Yale Journal of Law & the Humanities, vol. 30, n. 2, 28 aprile 2019, ISSN 1041-6374 (WC · ACNP). URL consultato il 4 luglio 2020.
  15. ↑ Chelmno, Yad Vashem
  16. ↑ L'archivio Oneg Shabbat - sotterrare l'archivio, su encyclopedia.ushmm.org. URL consultato il 28 dicembre 2022.
  17. ↑ Emanuel Ringelblum (1900-1944), su scuolaememoria.it. URL consultato il 28 dicembre 2022.
  18. ↑ Martin Gilbert, The Routledge Atlas of the Holocaust, Psychology Press, 2002, p. 10, ISBN 978-0-415-28145-4.
  19. ↑ Boaz Cohen, Rachel Auerbach, Yad Vashem, and Israeli Holocaust Memory, su academia.edu. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  20. ↑ From Beyond the Grave, in The Economist, 12 marzo 2009. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  21. ↑ Gli archivi del ghetto, su moked.it. URL consultato il 29 dicembre 2022.
  22. ↑ Samuel D. Kassow, Chi scriverà la nostra storia? - L'archivio ritrovato del ghetto di Varsavia, pag. 9, Milano, Mondadori, 2009, ISBN 978-88-0458-738-5.
  23. ↑ Chi scriverà la nostra storia? L'archivio ritrovato del ghetto di Varsavia, su mondadoristore.it. URL consultato il 26 dicembre 2022.
  24. ↑ Chi scriverà la nostra storia, su mymovies.it. URL consultato il 28 dicembre 2022.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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