Gli onocentauri (in greco antico Ὀνοκένταυροι?, Onokéntauroi; latino: onocentaurī) sono creature della mitologia greco-romana.
Essi erano affini ai centauri, con i quali condividono una duplice natura, umana e selvatica, ma con la parte inferiore del corpo non da cavallo, ma da asino. Infatti i centauri possono essere considerati la macrofamilia, da cui derivano gli ippocentauri (con la parte inferiore del corpo da cavallo) e gli onocentauri.
Sono considerati il simbolo della lussuria maschile e come falsi adulatori delle persone a loro vicine. Anche per questo spesso sono rappresentati con due lingue.
Gli onocentauri sono citati anche in testi islandesi col nome di finngalkan.
Gli onocentauri sono citati nella Bibbia dal profeta Isaia, in particolare in Isaia 13,22. Col tempo e il susseguirsi delle traduzioni, la dicitura di "onocentauri" si perse a favore della più generica "centauri" e più tardi venne tradotta come "iene" o "sciacalli". In particolare, la CEI modificò la propria traduzione in questo senso negli anni Settanta.