Operazione Daffodil

Operazione Daffodil
parte della campagna del Nordafrica della seconda guerra mondiale
Le torpediniere Castore e Montanari sparano contro motosiluranti e motocannoniere britanniche a Tobruk, 14 settembre 1942
Data13 settembre 1942
LuogoTobruch
EsitoNetta vittoria italiana
Schieramenti
Comandanti
Perdite
1 incrociatore affondato
2 cacciatorpediniere affondati
4 motosiluranti perdute
2 motolance
diverse imbarcazioni d'assalto
779 morti
556 prigionieri
Italiani:
15 morti
43 feriti
Tedeschi:
1 morto
7 feriti
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Nella notte tra il 13 ed il 14 settembre 1942, commando di terra dei Royal Marines tentarono l'Operazione Daffodil, un audace colpo di mano contro la base navale italo-tedesca di Tobruk (o Tobruch), località della Cirenaica orientale a circa 150 km dal confine con l'Egitto. Il risultato dell'azione fu la totale vittoria delle forze italo-tedesche.

Presupposti

Lo stesso argomento in dettaglio: Operazione Agreement.

L'operazione Daffodil era la prima delle quattro azioni dell'Operazione Agreement, decisa dal comando britannico su proposta del tenente colonnello John Haselden, comandante delle unità speciali LRDG (Long Range Desert Group), per rispondere all'ACIT che in Nord Africa aveva messo in atto un'offensiva che aveva portato alla riconquista di Tobruk ed attestarsi sulla linea Sollum-Halfaya, prima di passare alla conquista dell'isola fortificata di Malta, sede di un'importante base aeronavale da dove decollavano gli aerei che attaccavano i convogli dell'Asse che facevano la spola tra Italia e Libia.

Le forze in campo

A difesa di Tobruk, agli ordini dell'ammiraglio Lombardi, erano costituite da

  1. un battaglione del Reggimento San Marco
  2. reparti del XVIII Battaglione Carabinieri Reali (circa 90 uomini)
  3. reparti del V Battaglione Libico
  4. una compagnia di formazione della Marina

oltre ai serventi dei pezzi d'artiglieria e delle mitragliatrici delle numerose postazioni costiere dell'Esercito e della Marina.

Di stanza alla piazzaforte c'erano nominalmente anche due battaglioni tedeschi forti di 700 uomini, anch'essi di formazione, ma erano presenti solo di giorno perché per la notte venivano trasferiti in una loro base distante alcune decine di chilometri. Per questa ragione gli unici tedeschi coinvolti nella difesa di Tobruk furono i serventi delle postazioni di artiglieria costiera, gli addetti ad alcuni posti di blocco posti lungo la strada di accesso alla base ed un plotone che riuscì a giungere nella notte.

Lungo la costa erano distribuiti

Nel porto era attraccate

Tali forze erano piuttosto diluite in considerazione del fronte costiero da controllare di circa 20 km.

Le forze attaccanti erano così divise

Il piano di attacco

Il piano di attacco prevedeva l'arrivo, via terra, della Forza B proveniente dall'oasi di Cufra distante ben 1500 km con la guida di elementi dei LRDG. Alle 20:45 essa avrebbe dovuto infiltrarsi non notata nella base per conquistare la batteria antistante Marsa Sciausc (ad est della baia di Tobruk) e coprire lo sbarco (00:30) dei rinforzi costituiti dai 150 assaltatori della Forza C in arrivo a bordo di 3 motosiluranti, indispensabili per il proseguimento dell'azione. Altre siluranti avrebbero dovuto forzare il blocco del porto ed attaccare le navi in rada.

All'01:00 a Marsa Mreira (ad ovest della baia) dovevano sbarcare da un sommergibile i segnalatori della Forza E che avrebbero dovuto guidare lo sbarco dei 500 Royal Marines (02:00) della Forza A approfittando dall'azione diversiva messa in atto a Marsa Sciausc dalla Forza B e Forza C.

Per raggiungere il suo obiettivo, alla Forza B erano aggregati anche 6 uomini dei SIG, una squadra speciale dell'esercito britannico formata da alcune decine di ebrei madrelingua tedeschi fuggiti in Palestina, che, indossando divise dell'Afrika Korps, sarebbero stati alla guida di quattro camion inglesi camuffati con insegne tedesche (la cosa non poteva destare sospetti perché in quel periodo erano tanti i mezzi in circolazione come prede di guerra) sui quali alcuni altri commilitoni anche loro travestiti da tedeschi fingevano di scortare i rimanenti come prigionieri di guerra. In questo modo intendevano avvicinarsi, senza destare allarme, alla batteria costiera antistante la zona di sbarco dove era previsto l'arrivo della Forza C.

Una volta pienamente operativi, tutti insieme si sarebbero dedicata alla demolizione delle installazioni costiere e portuali prima di ritirarsi a bordo delle navi.

Parte essenziale della riuscita dell'attacco era basata sulla presunta scarsa combattività dei soldati italiani a difesa di Tobruk che l'ordine di operazione definiva testualmente «low grade italian troops of brigade strength» («truppe italiane di second'ordine della forza di una brigata»).

L'azione

L'azione iniziò nella tarda serata del 13 settembre, una notte scelta perché buia e senza luna.

Uno sparuto gruppetto d'inglesi, esattamente 10 uomini della Forza B, riuscì a fuggire per la via del deserto. Solo in quattro però si ricongiunsero, due mesi dopo, con l'VIII Armata. Gli altri perirono di stenti o furono catturati da bande di nomadi ed uccisi o consegnati agli italo-tedeschi.

Il MTB 314, una barca britannica che era stata danneggiata e si era arenata durante la battaglia, fu catturata dal R-Boot tedesco R-10 all'alba con 117 marinai e soldati a bordo. Dozzine di marinai e marines britannici furono salvati dalle torpediniere italiane Castore, Cascino, una flottiglia di due dragamine tedesche e diverse chiatte a motore italiane, che catturarono inoltre un paio di mezzi anfibi che tentavano di raggiungere Alessandria a velocità molto bassa.

Le perdite

Le perdite inglesi, riportate nelle loro fonti più accreditate, sono così ripartite:

per un totale complessivo di 779 uomini. I prigionieri furono 576, di cui 34 ufficiali. Unità navali perdute:

A tutti i caduti gli italiani resero l'onore delle armi. In particolare, il tenente colonnello Haselden fu sepolto a fianco del mitra con il quale aveva combattuto e sul quale aveva appoggiato il capo morendo.

Sul conteggio delle perdite italo-tedesche concordano sia la documentazione dello Stato Maggiore dell'Esercito sia quello dell'Ufficio Storico della Marina, accettate peraltro dagli studiosi inglesi. Complessivamente 16 morti e 50 feriti, così ripartiti:

Osservazioni

Sull'evento vi sono alcune questioni da sottolineare:

Al comandante della piazza (ammiraglio Giuseppe Lombardi) e della base navale fu conferito l'Ordine militare di Savoia (poi divenuto Ordine militare d'Italia).

Filmografia

L'Operazione Daffodil ha fatto da sfondo ad alcuni film di guerra; tra questi:

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Orazio Ferrara, Italiani nelle guerre d'Africa, IBN Editore, Roma 2012, ISBN 9788875651435, pagina 135
  2. 1 2 3 4 5 Molinari & Anderson p. 71[collegamento interrotto]
  3. ↑ L'operazione Daffodil nel piano Agreement (PDF), su marina.difesa.it.
  4. 1 2 3 Orazio Ferrara, Italiani nelle guerre d'Africa, IBN Editore, Roma 2012, ISBN 9788875651435, pagina 123
  5. ↑ Orazio Ferrara, Italiani nelle guerre d'Africa, IBN Editore, Roma 2012, ISBN 9788875651435, pagina 123
  6. ↑ Orazio Ferrara, Italiani nelle guerre d'Africa, IBN Editore, Roma 2012, ISBN 9788875651435, pagina 129
  7. ↑ Rohwer, Jürgen (2005).Chronology of the war at sea 1939-1945: the naval history of World War Two. Chatham, p. 196. ISBN 1-86176-257-7
  8. ↑ Smith, Peter C. (2008). Massacre at Tobruk. Stackpole Books, p. 122 and 144. ISBN 0-8117-3474-9
  9. ↑ Francesco Mattesini, Navi Militari delle Marine Alleate affondate nel Mediterraneo durante la seconda guerra mondiale, Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare, Parte Prima, Giugno 2001 e Giugno 2002
  10. ↑ Orazio Ferrara, Italiani nelle guerre d'Africa, IBN Editore, Roma 2012, ISBN 9788875651435, pagina 134

Bibliografia

Collegamenti esterni

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