Operazione Yoav

Soldati israeliani a Bersabea nell'ottobre 1948.

L'operazione Yoav fu un'offensiva delle Forze di difesa israeliane contro l'esercito egiziano, condotta sul fronte meridionale durante la guerra arabo-israeliana del 1948. La fase principale si svolse dal 15 al 22 ottobre 1948, sotto il comando di Yigal Allon, con l'obiettivo di aprire un collegamento terrestre con gli insediamenti israeliani del Negev e interrompere le comunicazioni tra i diversi schieramenti egiziani.

L'operazione portò all'apertura della strada verso il Negev e alla conquista di Bersabea, mentre una parte delle forze egiziane rimase accerchiata nella sacca di Faluja. La campagna e le successive avanzate israeliane provocarono inoltre la fuga e l'espulsione di numerosi palestinesi dalle località coinvolte.

Contesto e obiettivi

Durante la seconda tregua della guerra, le posizioni egiziane nel sud della Palestina separavano gli insediamenti israeliani del Negev dal territorio controllato da Israele più a nord. L'offensiva fu concepita per rompere questo isolamento e dividere lo schieramento egiziano, distribuito tra la pianura costiera e le direttrici verso l'interno.

Il piano era inizialmente denominato «operazione Dieci piaghe». Gli obiettivi comprendevano il collegamento delle forze israeliane nel Negev con quelle schierate più a nord e l'interruzione delle vie di comunicazione egiziane.

Svolgimento

L'apertura del corridoio verso il Negev

L'offensiva iniziò il 15 ottobre con attacchi aerei e terrestri. Vi parteciparono le brigate Givati, Negev e Yiftach, reparti dell'8ª brigata corazzata e, successivamente, la brigata Oded, con il sostegno dell'artiglieria.

Un primo attacco contro Iraq al-Manshiyya fallì. Le forze israeliane concentrarono quindi gli sforzi su altre posizioni egiziane. La conquista delle fortificazioni di Huleiqat, nella notte tra il 19 e il 20 ottobre, consentì di aprire il collegamento terrestre con il Negev.

La conquista di Bersabea

Il 21 ottobre le forze israeliane attaccarono e conquistarono Bersabea. L'azione, denominata «operazione Moshe», fu condotta da reparti della brigata Negev con rinforzi dell'8ª brigata.

Un nuovo cessate il fuoco fu disposto per il 22 ottobre, ma le operazioni militari sul fronte meridionale proseguirono anche nei giorni successivi.

Conseguenze

L'offensiva modificò l'equilibrio militare sul fronte meridionale: ristabilì il collegamento con gli insediamenti israeliani del Negev e frammentò lo schieramento egiziano. Una parte delle truppe egiziane rimase isolata nella sacca di Faluja, che resistette fino alla conclusione dell'accordo armistiziale israelo-egiziano del 1949.

L'operazione e le avanzate successive furono accompagnate dallo spopolamento di numerose località palestinesi. Decine di migliaia di persone fuggirono o furono espulse verso Gaza e Hebron, contribuendo all'esodo palestinese del 1948, ricordato come Nakba.

Periodizzazione

La ricostruzione militare riprodotta dalla Jewish Virtual Library delimita l'operazione al periodo dal 15 al 22 ottobre 1948, distinguendola dalle azioni successive. PalQuest adotta invece una periodizzazione più ampia, fino al 4 novembre, includendo ulteriori avanzate sul fronte meridionale.

Note

  1. 1 2 3 4 5 (EN) The War of Independence: Operation “Yoav”, su Jewish Virtual Library. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  2. 1 2 3 4 5 (EN) Operation "Yoav", su Palmach Museum. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  3. 1 2 3 (EN) Operations Yoav and ha-Har in the South Put End to 2nd Truce, su PalQuest – Interactive Encyclopedia of the Palestine Question. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  4. 1 2 (EN) Operation Yoav, su PalQuest – Interactive Encyclopedia of the Palestine Question. URL consultato il 21 ottobre 2026.

Bibliografia

Voci correlate

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