Nacque ad Angarano, poi quartiere di Bassano del Grappa, il 24 febbraio 1643, da Anna e da Francesco, scultore e intagliatore in legno; tra il 1666 e il 1667 la bottega familiare si trasferì a Vicenza. Nel 1665 sposò a Bassano Lucia Bricito; nel 1686 passò a seconde nozze con Narcisa Freschi. Fu iscritto alla fraglia vicentina dei muratori e tagliapietra (versando contributi dal 1671; iscrizione attestata nel 1674).
Le notizie di un apprendistato a Venezia e di un soggiorno romano, riferite da Verci, non hanno trovato riscontri documentari; la letteratura ha spesso indicato Giusto Le Court come possibile maestro, ma le opere di Marinali mostrano stretti legami con la bottega degli Albanese (Girolamo e quindi Francesco Albanese Scamozzi).
Scultori furono anche i fratelli Francesco e Angelo; quest'ultimo si rese indipendente entro il 1684. Alla morte improvvisa di Angelo (1702), Orazio rilevò la sua bottega con i collaboratori Angelo De Putti, Lorenzo Mattielli e Giacomo Cassetti, rimasto poi l'allievo più fedele e divenuto suo genero.
Morì a Vicenza il 6 aprile 1720, venendo sepolto nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo; una successiva sistemazione in tomba singola è ricordata dalle fonti locali, con epitaffio composto dal canonico Giovanni Checcozzi.
↑L'epitaffio recita: "HORATJ. MARINALJ/ SCULPTORIS. VICENTINI/ QUOD. TERRENUM. FUERAT/ HIC. IACET/ VIS. NAMQUE. ANIMI. PASSIM/ IN. PRAECLARIS. OPERIBUS/ CUM. ANTIQUITATE/ CERTANTIBUS/
ADHUC. SPIRAT/ VIXIT. ANNOS LXXVIII/ OBIIT. ANNO. M. D. CCXX/ OCTAVO. ID. APRIL." ("Qui giacciono le spoglie terrene di Orazio Marinali, scultore vicentino, mentre il valore intrinseco del suo spirito vive ancora diffuso nelle opere insigni che gareggiano con quelle dell'antichità. Visse 78 anni, morì nell'anno 1720, il 6 aprile".) Crivellaro, Marangoni, Schiavo, Urbani, 2015, pp. 21, 44
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