Ordine tuscanico

Schema dell'Ordine tuscanico secondo Vignola
Ordine tuscanico confrontato con gli altri ordini architettonici.
Tuscanico secondo Andrea Palladio, ne I quattro libri dell'architettura.
Il piano terra della Biblioteca Nazionale Marciana a Venezia è realizzato con l'ordine tuscanico.

L'ordine tuscanico o ordine toscano (dal latino tuscanĭcus con il significato di etrusco) è un ordine architettonico dell'architettura etrusca, presente storicamente nell'architettura romana e successivamente in quella rinascimentale Italiana.

Descrizione

L'ordine tuscanico viene descritto da Vitruvio nel trattato De Architectura. Quest'ultimo gli attribuisce un'origine etrusca e ne dà una descrizione sommaria, concedendogli poca considerazione. Non si può escludere che sia stato un adattamento in terra italica dell'ordine dorico, di cui mantiene quasi tutte le caratteristiche più importanti, anche se generalmente abbandona il fusto scanalato e riduce lo spessore dell'echino e dell’abaco. Al tempo di Vitruvio, veniva ancora utilizzato prevalentemente in costruzioni lignee.

Nella codificazione rinascimentale degli ordini, la distinzione dal dorico è spesso accademica e difficile da interpretare nelle architetture, per cui può accadere che, nel descrivere uno stesso monumento, gli studiosi utilizzino entrambi i termini. La probabile origine etrusca dell'ordine tuscanico ne favorì il largo utilizzo nel Granducato di Toscana a partire dal duca Cosimo I.

Caratteristiche

Le caratteristiche principali di questo ordine architettonico sono le seguenti:

Note

  1. ↑ TUSCANICO - Treccani, su Treccani. URL consultato il 21 gennaio 2024.
  2. ↑ tuscanico - Treccani, su Treccani. URL consultato il 21 gennaio 2024.
  3. ↑ Joseph Rykwert, La colonna danzante. Sull'ordine in architettura, 2010, pag. 248.
  4. ↑ James S. Ackerman, The Tuscan/Rustic Order: A Study in the Metaphorical Language of Architecture, Journal of the Society of Architectural Historians, 42.1 (March 1983:15-34).
  5. ↑ Maria Vitiello, La committenza medicea nel Rinascimento: opere, architetti, orientamenti linguistici, Gangemi, 2004, ISBN 978-88-492-0709-5. URL consultato il 13 marzo 2023.
  6. ↑ Gabriele Morolli, Templi etruschi «o di etrusco nome», in Atti, Firenze, 1985, p. 173-176

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