

L'orecchino è un tipo di gioielleria indossato all'orecchio. Sono indossati in tutto il mondo da persone di entrambi i sessi. Il gioiello è attaccato all'orecchio attraverso una perforazione molto spesso realizzata nel lobo dell'orecchio. Alcuni orecchini possono tuttavia essere fissati senza perforazione, grazie a un meccanismo a clip.
L'orecchino può essere realizzato in molti materiali, dal metallo al legno, dalla plastica al vetro, alcuni possono essere impreziositi da pietre preziose o perle. Possono essere molto diversi per dimensioni e stile, a discrezione del gioielliere. L'unico limite alla moda sta nella resistenza meccanica del lobo, che potrebbe strapparsi se l'orecchino fosse troppo pesante (le persone che abitualmente indossano orecchini pesanti possono anche notare un allargamento del loro lobo).
L'orecchino può essere indossato anche senza forare il lobo. Quando prevede una foratura rientra invece nella categoria della gioielleria per piercing.

L'orecchino è diffuso nell'umanità fin da tempi remoti, sia per l'uomo che per la donna.
Orecchini d'oro, insieme ad altri gioielli in oro, lapislazzuli e corniola sono stati trovati negli antichi siti di Lothal, in India, e nel cimitero reale sumero di Ur del primo periodo dinastico. Gli orecchini a cerchio in oro, argento e bronzo erano prevalenti nella civiltà minoica (2000–1600 a.C.) e si possono vedere esempi sugli affreschi dell'isola egea di Santorini, in Grecia. Durante il tardo periodo minoico e il primo periodo miceneo della Grecia dell'età del bronzo, gli orecchini a cerchio con pendenti conici erano di moda. Le prime testimonianze di orecchini indossati dagli uomini possono essere viste nelle prove archeologiche di Persepoli nell'antica Persia. Le immagini scolpite dei soldati dell'impero persiano, esposte su alcune delle pareti superstiti del palazzo, li mostrano con indosso un orecchino.
Howard Carter scrive nella sua descrizione della tomba di Tutankhamon che i lobi delle orecchie del Faraone erano perforati, ma non c'erano orecchini tra le bende, sebbene la tomba ne contenesse alcuni. Anche le orecchie della maschera funeraria erano perforate, ma i fori erano ricoperti da dischi d'oro. Ciò implica che all'epoca gli orecchini erano indossati solo in Egitto dai bambini, proprio come nell'Egitto dei tempi di Carter.
Altre prime prove dell'uso di orecchini sono evidenti nel racconto biblico. In Esodo 32:1–4 è scritto che mentre Mosè era sul monte Sinai, gli israeliti chiesero ad Aaronne di creare un dio per loro. È scritto che comandò loro di portargli gli orecchini dei loro figli e delle loro figlie (e altri gioielli) in modo che potesse soddisfare la loro richiesta (1500 a.C. circa). L'orecchino simboleggiava l'avdut, l'assoggettamento in uno stato di servitù Durante il giudaismo del Secondo Tempio di Gerusalemme, ogni sette anni o in occasione del giubileo i padroni erano soliti liberare gli schiavi ebrei che potevano decidere se tornare in libertà o, talora, in assenza di altre alternative, optavano per restare sotto padrone che provvedeva a fargli forare l'orecchio con un punteruolo e a porvi l'orecchino quale segno di assoggettamento; gli schiavi pagani potevano convertirsi all'ebraismo praticando la circoncisione e un mikveh rituale.
Dal periodo classico, anche in Medio Oriente, come regola generale, erano considerati esclusivamente ornamenti femminili. Anche in Grecia e a Roma, gli orecchini erano indossati principalmente dalle donne e spesso si considerava l'indossare orecchini da parte di un uomo come tipicamente orientale.
La pratica di indossare orecchini era una tradizione per uomini e donne Ainu, ma il governo del Giappone Meiji proibì agli uomini Ainu di indossare orecchini alla fine del XIX secolo.
Nella società occidentale gli "orecchini da uomo" venivano abitualmente indossati all'orecchio sinistro, seguendo una tradizione già presente nel XIX secolo nella marina mercantile inglese, mentre si indossavano sul destro nella marina militare, sempre in Inghilterra. I pirati portavano l'orecchino per "catturare la luce". Nei luoghi con scarsa visibilità, per esempio sotto coperta, l'orecchino d'oro rifletteva la luce di una qualsiasi fonte e il pirata poteva essere localizzato.
Anche tra gli altri marinai europei, dal XIX al XX secolo, esistevano diverse tradizioni relative agli orecchini, in particolar modo anelli d'oro che, oltre ad essere un simbolo di riconoscimento, ricoprivano talvolta anche altri significati, differenti in diverse aree geografiche e tempi. Secondo una tradizione, portare un orecchino al lobo era un segno distintivo dei marinai che avevano compiuto la circumnavigazione del globo o attraversato l’equatore. Nella tradizione francese, invece, si potevano indossare fino a quattro orecchini, due per lobo, per simboleggiare il passaggio dei quattro Grandi Capi. Infine, secondo alcuni studiosi, l'orecchino costituiva una sorta di ricompensa per il marinaio che avesse provveduto a dare sepoltura cristiana alle spoglie di un compagno morto in mare, assicurandogli così una degna sepoltura e la pace eterna.
Nei paesi dell'Alpago, nel bellunese, era tradizione che il figlio maschio che avrebbe portato avanti il cognome della famiglia portasse l'orecchino (ad anello) all'orecchio sinistro.
Alla fine degli anni '60 del XX secolo, il piercing all'orecchio iniziò a farsi strada tra gli uomini attraverso le comunità hippy e LGBT.
Alla fine degli anni '70, i piercing amatoriali, a volte con spille da balia o piercing multipli, divennero popolari nella comunità punk rock. Negli anni '80, la consuetudine degli artisti pop maschili di forarsi le orecchie ha contribuito a lanciare una moda per gli uomini. Anche tra gli uomini britannici questa moda si diffuse in quegli anni; George Michael dei Wham! ne era un esempio. Questa usanza è stata successivamente adottata da molti atleti professionisti.

Secondo la tradizione del dharma indù, la maggior parte delle ragazze e alcuni ragazzi (soprattutto i "nati due volte", i membri delle caste superiori che ricevono il sacramento) si fanno forare le orecchie come parte di un rito Dharmico (noto come Karnavedha) prima di aver compiuto cinque anni. Ai neonati possono essere forate le orecchie già alcuni giorni dopo la nascita.
Usanze simili sono praticate in altri paesi asiatici, tra cui Nepal, Sri Lanka e Laos, anche se tradizionalmente la maggior parte dei maschi aspetta di farsi forare le orecchie fino a quando non ha raggiunto l'età adulta.
L'orecchino è menzionato nella Bibbia in diversi contesti. Il più familiare si riferisce a uno schiavo ebreo che doveva essere liberato nel settimo anno di servitù ma desidera continuare a servire il suo padrone e rifiuta di essere libero:
L’orecchino è un accessorio indossato da donne e uomini di tutte le età. Sebbene il suo uso sia più diffuso tra le donne, in diverse epoche e culture si riscontra anche la consuetudine maschile di portare un orecchino a un solo lobo. Nelle culture occidentali non sono tuttavia rari i casi di uomini che indossano uno o più orecchini su entrambe le orecchie..
Gli orecchini sono generalmente attaccati alle orecchie tramite fori nei lobi, oppure mediante l'uso di clip, che consentono di evitare il piercing del lobo.
Esistono vari tipi di orecchino: a perno, a baule, a cerchio, a goccia, a palla. Ci sono talvolta anche diverse chiusure: a farfallina o chiodo, a monachella se ha un amo, a clip se si chiude istantaneamente.
Negli orecchini a cerchio una chiusura può essere costituita da un sottile perno che si inserisce nell'estremità cava della parte opposta dell'anello.
Ne esistono di tutti i tipi e dimensioni, limitate unicamente dalla capacità del lobo dell'orecchio di sostenere l'orecchino senza lacerarsi; infatti le persone che indossano orecchini particolarmente pesanti potrebbero incorrere, progressivamente, nella tendenza alla dilatazione e alla lacerazione del foro del lobo o nell'allungamento antiestetico del lobo stesso.
Gli orecchini possono essere fatti di molti materiali, come metallo, plastica, vetro, pietre preziose, ecc.; è tuttavia essenziale che il materiale sia anallergico, per evitare irritazioni della pelle.
Le complicazioni più frequenti legate all'uso degli orecchini sono:

I ricercatori hanno osservato una correlazione tra il piercing dei lobi delle orecchie delle ragazze e il successivo sviluppo di allergie.
Secondo la professoressa Ewa Czarnobilska (responsabile del gruppo di ricerca) il motivo principale dell'allergia (elencato dagli allergologi) è la presenza del nichel come componente delle leghe utilizzate nella produzione degli orecchini, tuttavia gli ingredienti dichiarati dal produttore non sono significativi, perché il nichel è un componente standard dei gioielli.
I sintomi di allergia si manifestano sotto forma di eczema. Questo sintomo è spesso giustificato da un'allergia alimentare (come quella al latte), mentre il motivo è il contatto con l'orecchino con il sistema linfatico. La cessazione dell'uso degli orecchini da parte dei bambini non provoca la scomparsa dei sintomi di allergia poiché l'organismo è ormai entrato a contatto con il nichel. Anche se i bambini hanno smesso di indossare orecchini, possono apparire reazioni allergiche a:
La ricerca su un campione di 428 alunni, di sette e otto anni, e di sedici e diciassette anni, ha rilevato che:
Altri sintomi di allergia al nichel sono:
Esistono tuttavia in commercio anche orecchini senza nichel (nichel free).
Come con qualsiasi procedura invasiva, c'è sempre il rischio di infezione da patogeni trasmessi per via ematica come l'epatite e l'HIV. Tuttavia, quando il piercing viene eseguito da personale qualificato, con strumenti sterili e nel rispetto delle corrette norme igieniche, il rischio di trasmissione di questi agenti patogeni per la persona che si sottopone alla procedura è molto basso. Anche il piercer è esposto a un potenziale rischio professionale, legato soprattutto a eventuali punture accidentali con strumenti contaminati o al contatto di sangue con mucose o cute non integra. Non sono noti casi documentati di trasmissione dell'HIV attraverso piercing all'orecchio, piercing corporei o tatuaggi. Sebbene non siano noti casi di trasmissione dell’HIV attraverso tatuaggi o piercing negli Stati Uniti, la letteratura scientifica internazionale riporta alcune segnalazioni di possibile trasmissione associate a queste pratiche, in particolare in contesti in cui non è documentato il rispetto delle norme di sterilizzazione. Il rischio può essere prevenuto mediante l'utilizzo di strumenti sterili e il rispetto delle corrette procedure igieniche. Diversamente, esistono evidenze di un'associazione tra queste pratiche e la trasmissione dei virus dell'epatite B e C, soprattutto quando non vengono rispettate le corrette procedure di prevenzione delle infezioni.
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