
Oreste Ranellétti (Celano, 27 gennaio 1868 – Milano, 14 marzo 1956) è stato un giurista e avvocato italiano.
Oreste Ranelletti nacque a Celano, in Abruzzo, nel 1868. Nel corso dei suoi studi giuridici all'Università degli Studi di Camerino fu allievo di Vittorio Scialoja. Iniziò ad esercitare giovanissimo la carriera forense e di docente universitario. Conseguì la libera docenza nel 1892, tenendo per sette anni l'insegnamento del diritto amministrativo all'Università degli Studi di Camerino. Vinto, primo ternato, il concorso a professore straordinario nel 1899, fu promosso ordinario nel 1902. Dal 1892 insegnò nelle università di Macerata (cui fu anche rettore dal 1901 al 1905), Pavia e Milano (di queste due università fu preside della facoltà di giurisrudenza). Concluse la sua carriera accademica a Milano nel 1939 come professore emerito. Insegnò, oltre al diritto amministrativo, diritto costituzionale, pubblico, ecclesiastico, internazionale, finanziario.
Oreste Ranelletti fece parte della commissione ministerale che redasse i progetti, cui fu anche relatore, dei decreti legislativi 11 novembre 1923, n. 2395 e 30 dicembre 1923, n. 2960, che fino alle riforme della fine del XX secolo hanno regolato la disciplina del pubblico impiego.
Scrisse la voce "Fascismo" nell'appendice 1938 dell'Enciclopedia Italiana.
Il suo contributo fu fondamentale all'interno del diritto pubblico italiano: in particolar modo, notevoli furono le elaborazioni in tema di polizia, concessioni amministrative e lo studio dell'evoluzione del diritto amministrativo durante tutta la prima metà del XX secolo.
Fra i suoi allievi, Roberto Lucifredi, Renato Alessi e Antonio Amorth.
Fu socio nazionale dell'Accademia Nazionale dei Lincei, come detto rettore dell'Università degli Studi di Macerata e ricoprì diversi incarichi pubblici. Morì a Milano nel 1956.
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