Origlia

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Origlia
D'oro alla banda scaccata di tre file d'argento e di rosso, accostate da due conchiglie di rosso.
Stato Regno di Sicilia
Regno di Napoli
Titoli
Ultimo sovranoGiovanna Origlia
Data di estinzioneXVII secolo
Confluita inBrancaccio
EtniaItaliana

La famiglia Origlia o Aurilia è stata una famiglia nobile italiana.

Ebbe importanti incarichi nel Regno di Napoli durante il XIV secolo, in particolare con Gorello Origlia, membro più celebre della casata, che fu gran protonotario sotto il re Ladislao d'Angiò-Durazzo. A lui si deve la fondazione nel 1411 della chiesa di Sant'Anna dei Lombardi di Napoli. Nel XV secolo gli Origlia furono inseriti tra i cittadini veneziani.

Storia

Il castello baronale di Acerra, ampliato ed abbellito dalla famiglia Origlia

Lo storico Camillo Tutini fa risalire l'origine della famiglia Origlia alla gens Aurelia dell'antica Roma, che annovera tra i suoi antenati l'imperatore Antonino Pio e la madre di Giulio Cesare, Aurelia Cotta. Gli Origlia si sarebbero poi trasferiti in Campania, come altre famiglie di Roma, in seguito alle invasioni barbariche che devastarono l'Urbe. Il Tutini pone alla base delle sue affermazioni le iscrizioni rinvenute su dei marmi descritti da Giulio Cesare Capaccio sui quali ci sarebbe scritto:

«M. Avrelio Pelagio Patrono Coloniæ Neapolitanæ Pientissimo. Item M. Avrelio Anton. Avgvsto Patrono indvlgentissimo Ordo, Popvlvsque Neapolitanvs D. D.»

Francesco Elio Marchese e Luigi Contarino affermano, al contrario, che gli Origlia siano originari della Catalogna, venuti a Napoli sotto il re Roberto d'Angiò al seguito di Violante d'Aragona o di Sancia di Maiorca.

Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi, fondata a Napoli da Gorello Origlia nel XVI secolo
La cappella Origlia, situata all'interno della chiesa di Sant'Anna dei Lombardi

Gli storici Angelo di Costanzo e Giovanni Antonio Summonte convergono, invece, sul fatto che la famiglia Origlia fosse originaria della Francia e si stabilì nel capoluogo campano al seguito di Carlo I d'Angiò.

Lapide di Gorello Origlia con stemma ed epigrafe

Carlo De Lellis nel secondo volume dei suoi Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli, confutando le precedenti ipotesi, sostiene che sia di origini napoletane, soprattutto perché gli Origlia furono aggregati al Seggio di Porto dei Sedili di Napoli, onore che si era soliti concedere alle famiglie nobili della città. Il De Lellis ipotizza inoltre che il cognome Origlia possa derivare dal latino aurum, che significa oro, stesso metallo con cui sarebbe stato fabbricato lo scudo di un cavaliere di questa famiglia distintosi in varie battaglie, che vi aggiunse una banda da destra a sinistra e due conchiglie, simbolo di lacrime per il sangue versato dai nemici, cioè lo stesso stemma degli Origlia.

Nell'anno 992 si hanno le prime notizie sugli esponenti della famiglia Origlia. Infatti, durante l'impero di Basilio II Bulgaroctono a Napoli, si ha notizia dei due fratelli Giovanni e Pietro, figli di Gregorio, appellati con il titolo di dominus. Nel 1275, ai tempi del re Carlo I d'Angiò, Giovanni Origlia insieme ai fratelli Jacopo, Tommaso, Roberto e Cesario ottennero il titolo di barone.

Nel 1384 un Antonio Origlia divenne siniscalco e camerlengo del re Carlo III d'Angiò-Durazzo, assumendo poi il comando militare di Sorrento con il grado di capitano, mentre nel 1390 un Orlando Origlia divenne membro dell'Ordine costantiniano di San Giorgio e ciambellano della regina Giovanna I d'Angiò, assumendo anche la signoria sul castello di Torre Santa Susanna.

Nel 1406 Gorello Origlia, membro più celebre della casata, fu gran protonotario, e già sotto il governo di Carlo III possedeva il titolo di conte di Caiazzo e i feudi di Acerra, Camerota, Casal di Principe ed Ottaviano.

Alla sua morte Gorello fu seppellito a Napoli nella chiesa di Sant'Anna dei Lombardi, da lui fatta edificare nel 1411, dove è possibile leggere sulla lapide il seguente epigrafe:

«D. O. M. Gvrello Auriliæ Neapol. hvivs Regni locothetæ ac protonotario summæ apvd Ladislavm Regem ob fidem eximiam avctoritatis adeo vt septem filios comites viderit senex fortvnatiss. idemq. pientiss. qvi ædes has constrvxit patrimonio donato Ordo Olivetanvs pietatis ergo f. c.»

Nel 1449 un Jacopo Origlia dell'Ordine dei frati minori fu nominato da papa Innocenzo VIII vescovo di Canne, arcivescovo di Nazareth e consigliere del re Ferrante d'Aragona.

La casata si estinse nel XVII secolo con Giovanna Origlia, ultima discendente, figlia di Antonio Maria Origlia e Giulia Pandone, andata in sposa a Cesare Brancaccio.

Con R.D. del 19 agosto 1912 e RR.LL.PP. del 17 novembre dello stesso anno fu riconosciuto alla casata il titolo di nobile. Nel 1922 fu iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano.

Albero genealogico

Di seguito è riportato l'albero genealogico della famiglia Origlia da Giovanni, vivente nel XIII secolo, fino all'ultima discendente Giovanna, vissuta nel XVII secolo, secondo una ricostruzione del genealogista Carlo De Lellis:

 Giovanni
 
     
 Cesario
 Oialdo
 Landolfo
 Filippo
Marino
   
            
 Aialdo/Oialdo
 Tommaso
Letizia
 Elisabetta
Luigi/Ludovico
 Orlando
Paolo
Pietro
Orberio
Rinaldo
Oliviero
Daria
     
              
 Antonio
Enrico
Nicolò "Coluccio"
Pietro
Gregorio/Ligorio "il Rosso"
Roberto
 Magari
Simonella
Mignella
 Gaiterimola
Elisabetta
 Alessandro
 ?
 Tommaso "Masillo"
   
      
 Gorello
 Urbano
Lisa/Luisa
?
 Orlando
 ?
     
                  
 Pietro "Pietrillo"
 Roberto
 Raimondo
 Anello "Gaetano"
 Giovanni
 Bernardo
Francesco
Ginevra
Verdella
Caterina "Catoccia"
Lancellotto
 Alessandro
Pietro
 Gurone
Verroy
Giacomo
Pier Luigi
 ?
         
                            
 Antonello
Stefano
Giacomo
Francesco
Luigi
Caterina
Enrico/Arrigo
Gorello
Odoardo
Laura
Giovannella
Clemenza
 Carlo
Ruggero
 Galasso
Troilo
 Antonio "Antonello"
 Salvatore "Tartaglia"
Caterina
 Galeazzo
Troiano
?
 Annibale
Giulia
Antonia
 Maria
Elisabetta
Baldassarre Battista
         
                       
 Giovanni Cola
 Francesco
 Antonio
Maria
Caterina
Elisabetta
Coletta
Caterina
Agnesella
Lucrezia
Emilia
Giovannella
Paolo
Ippolita
Giovanni Maria
Andrea
 Antonia
Nicolò "Cola" Giovanni
Isabella
 Pier Luigi
Giovanni Battista
Mario
Sigismonda
       
               
 Adriana
Giovanni Andrea
 Giovanni Berardino
Camillo
Ferdinando
 Girolamo
Giovanni Battista
 Giovanni Berardino
Giovanni Leonardo
Margherita
 Pietro
Alessandro
Laura
Eleonora
Luigi
  
         
 Gorello
 Antonio Maria
Vincenza
Cornelia
Antonia
Giovanni Francesco
Vincenza
Isabella
Porzia
  
            
 Giulio Cesare
Giovanni Francesco
Ferdinando
Scipione
Giovanni Andrea
Maria
Carlo
Gennaro
Giovanni Andrea
Antonia
Adriana
Lucrezia
  
      
Andrea
Gorello
Carlo Antonio
Giuseppe
Ottavio Marzio
 Antonio Maria
 
 
 Giovanna

Note

Annotazioni
  1. ↑ Visse nel XIII secolo. Si sposò prima con Marotta di Sicula e poi con Gaitelgrima Caracciolo.
  2. ↑ Si sposò con Purpura Coppolata.
  3. ↑ Si sposò con Simona Barile.
  4. ↑ Si sposò con Maria Tommasa Longa.
  5. ↑ Si sposò con Giovanna "Giovannella" di Molise.
  6. ↑ Si sposò prima con Eufemia Siginolfo e poi con Purpura d'Azzia.
  7. ↑ Si sposò con Enrichetta d'Evoli.
  8. ↑ Fu cavaliere. Si sposò con Beatrice di Melio.
  9. ↑ Si sposò con Giovanni Chianola.
  10. ↑ Si fece monaca.
  11. ↑ Fu cavaliere. Si sposò con Isabella Carmignano.
  12. ↑ Si sposò con Cecilia Loffredo.
  13. ↑ Si sposò con Giovanni Capuano.
  14. ↑ Fu ciambellano. Si sposò con Catella Ruffo.
  15. ↑ Si fece prete.
  16. ↑ Fu cavaliere e governatore di Sulmona. Si sposò con Verdella Castagnola.
  17. ↑ Fu cavaliere.
  18. ↑ Si sposò con Giovanni Boccapianola.
  19. ↑ Si fece monaca.
  20. ↑ Si fece monaca. Morì l'11 dicembre 1300.
  21. ↑ Fu conte di Acerra, condottiero, giureconsulto e gran protonotario del Regno di Napoli. Membro più celebre della casata. Si sposò con Clemenza Mele.
  22. ↑ Fu conte di Alife. Si sposò con Caterina Orsini.
  23. ↑ Si fece monaca.
  24. ↑ Si sposò con Filippa d'Aquino.
  25. ↑ Fu conte di Acerra e Caiazzo. Morì nel 1427. Si sposò con Beatrice Sanframondo.
  26. ↑ Fu conte di Brienza e Sant'Agata, ciambellano e cavaliere. Morì nel 1437. Si sposò con Maria Manganelli.
  27. ↑ Fu conte di Corigliano. Si sposò con Caterina Colonna.
  28. ↑ Fu conte di Alvito e ciambellano.
  29. ↑ Fu conte di Alife, ciambellano e cavaliere. Morì nel 1420. Si sposò con Giovannella della Leonessa.
  30. ↑ Fu conte di Potenza e ciambellano. Si sposò con Giovannella Manganelli.
  31. ↑ Fu conte di Lauria.
  32. ↑ Si sposò con Giacomo di Costanzo.
  33. ↑ Si sposò con Giacomo della Ratta.
  34. ↑ Morì giovane senza essersi sposato ed aver avuto figli.
  35. ↑ Si sposò con Margherita Arcamone.
  36. ↑ Si sposò con Margherita Sannazzaro.
  37. ↑ Si sposò con Giulia Ciciniello.
  38. ↑ Si sposò con Anna Sanseverino.
  39. ↑ Fu conte di Brienza e Sant'Agata. Nacque nel 1401 e morì nel 1460. Si sposò nel 1435 con Valenza di Morra.
  40. ↑ Si sposò con Roberto Gattola.
  41. ↑ Si sposò con Giacomo Ruffo.
  42. ↑ Si sposò con Giulia Ciciniello.
  43. ↑ Morì assassinato. Si sposò con Elisabetta Origlia, figlia di Pier Luigi, da cui non ebbe figli.
  44. ↑ Morì in giovane età senza essersi sposato ed aver avuto figli.
  45. ↑ Si sposò con Antonella Origlia.
  46. ↑ Morì nel 1462. Si sposò prima con Soliana Severino e poi con Caterina Manoccia.
  47. ↑ Si sposò con Emilia Poderico.
  48. ↑ Fu cavaliere. Si sposò prima con Caterina Sifola, poi con Brigida Catania e infine con Violante Ligorio.
  49. ↑ Morì nel 1487. Si sposò con Laura Ciciniello.
  50. ↑ Si sposò con Matteo Filangieri.
  51. ↑ Si sposò prima con Troilo Origlia e poi con Pietro "Novello" Bianco.
  52. ↑ Si sposò con Francesco Carafa.
  53. ↑ Si sposò con Ruggero Origlia, figlio di Raimondo.
  54. ↑ Nacque nel 1456 e morì nel 1526. Si sposò con Carmosina di Tocco.
  55. ↑ Morì nel 1499. Si sposò con Isabella Caracciolo.
  56. ↑ Si sposò nel 1484 con Eleonora Cioffi.
  57. ↑ Si sposò con Giovanni di Costanzo.
  58. ↑ Si sposò con Cola Antonio Origlia.
  59. ↑ Si sposò con Francesco Abenavoli.
  60. ↑ Si sposò con Jacopo Antonio Novellone.
  61. ↑ Si sposò con Antonio di Gennaro.
  62. ↑ Si sposò con Adriana Pappacoda.
  63. ↑ Si sposò con Luigi d'Arena.
  64. ↑ Si sposò con Laura Vulcano.
  65. ↑ Si sposò prima con Scipione Aldimari e poi con Matteo Gargano.
  66. ↑ Si sposò con Camilla Damiana Lopez.
  67. ↑ Morì nel 1537. Si sposò con Giacomo Alfonso di Gennaro.
  68. ↑ Si sposò con Antonietta Caetani.
  69. ↑ Si sposò con Nicolò Caetani.
  70. ↑ Si sposò con Guglielmo di Montalto.
  71. ↑ Fu signore di Canzano e Fossacesia. Morì nel 1573. Si sposò con Adriana Mastrogiudice.
  72. ↑ Morì nel 1550. Si sposò con Vittoria del Tufo.
  73. ↑ Morì nel 1524 in giovane età senza essersi sposato ed aver avuto figli.
  74. ↑ Si fece prete.
  75. ↑ Si sposò con ? Ligorio.
  76. ↑ Si sposò con Andrea Ligorio.
  77. ↑ Si sposò nel 1524 con Oristella Oristanio.
  78. ↑ Si sposò con Adamo Malerba.
  79. ↑ Fu signore di Faicchio e Fossacesia. Si sposò nel 1565 con Aurelia Venato.
  80. ↑ Si sposò con Girolama Carbone.
  81. ↑ Si sposò con Giovanni Battista D'Alessandro.
  82. ↑ Si fece monaca.
  83. ↑ Morì in giovane età senza essersi sposato ed aver avuto figli.
  84. ↑ Si sposò con Marcello di Silva.
  85. ↑ Si sposò con Ortensio Molignano.
  86. ↑ Si sposò prima con Luigi Gargano e poi con Paolo Aldimari.
  87. ↑ Si sposò con Clarissa Carafa.
  88. ↑ Fu assassinato in giovane età.
  89. ↑ Morì giovane.
  90. ↑ Morì giovane.
  91. ↑ Morì giovane.
  92. ↑ Si sposò con Biagio Solis.
  93. ↑ Si sposò con Ginevra Petra.
  94. ↑ Fu cavaliere gerosolimitano. Morì a Napoli nel 1618.
  95. ↑ Fu cavaliere gerosolimitano. Morì a Genova nel 1602.
  96. ↑ Si sposò con Antonio Ruggero.
  97. ↑ Si sposò con Diego Perinetto.
  98. ↑ Si fece monaca.
  99. ↑ Si sposò con Violante Spinelli, da cui non ebbe figli.
  100. ↑ Si sposò prima con Giulia Pandone e poi con Giulia Capece Latro.
  101. ↑ Con lei si estinse la casata nel XVII secolo in quanto ne costituiva l'ultima discendente. Si sposò con Cesare Brancaccio.
Riferimenti
  1. ↑ Grande (1756), p. 196.
  2. ↑ Nobili-napoletani.it.
  3. ↑ Vitale (2013), in DBI.
  4. ↑ Aldimari (1691), p. 396; Scheda del privilegio, su civesveneciarum.net.
  5. 1 2 3 De Lellis (1663), pp. 267-268; Tutini (1643), pp. 2-3.
  6. ↑ Contarino (1569), p. 157; De Lellis (1663), p. 267; Tutini (1643), p. 2.
  7. ↑ Aldimari (1691), p. 395; De Lellis (1663), p. 267; Tutini (1643), p. 2.
  8. ↑ De Lellis (1663), p. 268.
  9. ↑ Tutini (1643), p. 3.
  10. ↑ Aldimari (1691), p. 396; Famiglia Aurilia[collegamento interrotto], su araldicabarlettana.ilcannocchiale.it.
  11. ↑ De Lellis (1663), p. 293; Recco (1717), pp. 195-196.
  12. ↑ I casati del Sud, su ilportaledelsud.org.
  13. ↑ De Lellis (1663), pp. 269-303.

Bibliografia

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