Ortodonico

Ortodonico
frazione
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Campania
Provincia Salerno
ComuneMontecorice
Territorio
Coordinate40°13′51.6″N 15°00′11.88″E
Altitudine240 m s.l.m.
Abitanti250
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+1
Patronosant'Antonio Abate
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ortodonico
Ortodonico
A sinistra, torrino di difesa del palazzo Amoresano del 1700. A destra, la torre medievale negli anni '80, prima che ne venisse alterata la struttura originaria.

Ortodonico è una frazione collinare del comune di Montecorice, un tempo sede comunale. Sorge sulla strada che partendo da Agnone Cilento, porta a Perdifumo.

Storia

Il nome di Ortodonico compare in alcuni antichi manoscritti relativi ai primi anni dell'anno 1000 d.C., ma vi sono stati dei ritrovamenti dell'età bronzea e di epoca romana custoditi presso l'antiquarium comunale di Agropoli. Divenuto dogana sotto i Normanni, Ortodonico, chiamato dai romani Ortodopnicus e nel Medioevo Ortodominici, deve il suo nome ai numerosi orti, giardini e dall'abbondanza di acqua presente, letteralmente il nome significa "Orto del Signore".

Stemma della famiglia Amoresano tratto dal Montefuscoli, Archivio di Stato di Napoli

Le vicende del borgo sono strettamente legate alla famiglia Amoresano , tutt'oggi presente nel borgo, investiti della "familiarità " nel 1435 da Giovanni Sanseverino conte di Marsico per i servigi resi. Nell'anno 1485 Antonello Sanseverino, principe di Salerno, conferma la familiarità alla famiglia Amoresano.

Cola Moresano, che nel 1489 risultava come Eletto di Montecorice, e che tra il 1479 e il 1482 aveva aiutato i principi Sanseverino nella costruzione delle torri del castello di Reggio Calabria, molto probabilmente riassestò la vecchia torre medievale facendone una dimora.

Dopo la conferma di familiarità anche dal Ferrante Sanseverino d'Aragona (previo madre reggente principessa di Salerno Marina d'Aragona), Obeduto Amoresano, cugino di Cola, doganiere delle marine di San Nicola ed Agnone, si stabilì nella torre. Seguì D. Domitio Amoresano, riportato come dominus nel 1517, che commissionò in suo nome una croce in argento per i casali della Socia .

Il feudo con la caduta dei Sanseverino fu messo all'asta, e passò ai Del Pezzo, ai Ponderico e nel 1556 a Silvio Amoresano (riportato Marsanus o Marsano negli elenchi nobiliari del regno di Napoli), che fece costruire il palazzo inglobando la torre. Gli succedette il figlio Domitio iuniore, che lo vendette agli eredi di Carlo Gualtiero nel 1606, che lo vendettero nel 1617 ai De Angelis. La famiglia Amoresano, pur avendo ceduto il feudo, mantenne i beni alloidali, il palazzo con la torre e i terreni.

Il feudo successivamente passò al barone Alchimio di Cosentini, poi ai Gagliano di S. Mauro, fino a che nel novembre 1733 non fu comprato dai Genoino, i quali ottennero il titolo di marchesi, pur continuando a risiedere nel palazzo Genoino a Cava de' Tirreni. La torre di Ortodonico e il palazzo passarono di proprietà ai Genoino.

Vi è presente nel borgo un altro palazzo Amoresano con torre circolare, presumibilmente fatto costruire dalla stessa famiglia nel '700, in quanto nel catasto onciario del 1753 viene riportato come dimora di D. Carlo Amoresano, figlio di D. Nicola e di Donna Angela del Mercato di Laureana .

A fine '700, D. Silvio Amoresano si riappropriò del palazzo con torre, e acquisì tramite matrimonio con Teresa Mazziotti di Celso il palazzo fortificato in piazza Sernicola a Celso. Assieme a D. Domenico Giordano e Gherardo Mazziotti di Celso, si mosse nell'anno 1799 contro i sanfedisti e, successivamente nel decennio francese, Gioacchino Murat gli propose l'intendenza di Calabria Ultra per l'ottimo lavoro svolto contro il brigantaggio borbonico.

I due palazzi sono rimasti fino a fine '900 di proprietà delle ultime due linee dirette della famiglia Amoresano, ad eccezione della torre, acquistata dalla famiglia Lembo, che ne mutó l'assetto originario.

Nel 1927 per scelta dell'allora Podestà G.Piccirilli, la sede del Comune venne spostata nella frazione di Montecorice; solo in seguito, nel 1929, fu autorizzato il suo spostamento (vari documenti dimostrano l'avvenimento) e, dopo il 2 giugno 1930, per cause sconosciute, divenne Comune con un R.R. che recita: «...è autorizzato il Comune di Ortodonico a modificare la propria denominazione in Montecorice» (In tanti ancora si chiedono la motivazione della modifica del nome, all'epoca questi avvenimenti furono inutilmente contestati) ampia documentazione sulla vicenda è custodita presso l'archivio di Stato di Salerno. Il paese di Ortodonico ha vissuto un continuo e progressivo spopolamento, che continua ancora oggi e che ha ridotto gli abitanti a circa 250 persone.

Descrizione

Il paese ha un centro storico rimasto quasi intatto dagli effetti della "modernizzazione" che invece ha caratterizzato lo sviluppo della parte alta del paese. Vi sono due palazzi gentilizi e una splendida torre medievale, la chiesa di S.Antonio Abate che presenta un caratteristico campanile a vela, il museo della civiltà contadina, dov'è possibile visitare un antico frantoio e diversi oggetti legati alla vita rurale di una volta. Dal 2014, grazie ad un progetto della Pro Loco, vi si trova la sede del Laboratorio di liuteria intitolato "Fratelli De Luccia" in onore dei famosi liutai di Casigliano, diretto da Alfonso Toscano liutaio, discendente diretto dei De Luccia.

Nell'anno 2025, Alex Amoresano fonda a Ortodonico assieme a Maria Alessia Di Maio "Rio Lavis Studio", primo studio d'animazione del Cilento, rappresentando il cinema d'animazione italiano a numerosi festival internazionali

La popolazione contadina vi fondò, insieme alle altre frazioni di Cosentinorum e Zopporum (oggi Cosentini e Zoppi) l'agglomerato della Socia "Chiòva", con finalità di mutua assistenza; a questo primo agglomerato si aggiunse poi il paese di Fornelli.

Tra le famiglie più antiche, presenti da oltre 500 anni, nel paese vi sono gli Amoresano, i Funicello, i Lembo, i Meola, i Chiariello e i Maffia.

Note

  1. ↑ Sotto i Borbone contava quasi 1 000 abitanti
  2. ↑ Archivio di Stato di Napoli, Sommaria, Diversi II numeraz. Vol. 218, cc 139v. 40..
  3. ↑ La popolazione del Cilento nel 1489, Alfonso Silvestri, Centro di Promozione Culturale per il Cilento.
  4. ↑ cris.unibo.it, https://cris.unibo.it/retrieve/aecd9386-8eb3-4eaf-a16e-d3af3d9d9acd/BOVA%202024_Il%20volto%20mutevole%20della%20difesa.pdf.
  5. ↑ Il catasto feudale di Castellabate del 1512, Diomede Ivone, Editoriale Scientifica.
  6. ↑ (LA) Pandulphus Collenutius, Res Neapolitanae: id est, Historiae Pandulphi Collenutii, [...] et Johannis Joviani Pontani, conscriptae ab ultima mrmoriae usque ad annum Christi MCCCCXCII, a quo anno historiae Francisci Guicciardini incipit, 1618. URL consultato l'11 luglio 2026.
  7. ↑ Memorie di famiglia: i del Mercato nella storia del Cilento, Edizioni Scientifiche.
  8. ↑ Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello, su www.daviddidonatello.it. URL consultato l'11 luglio 2026.
  9. ↑ (EN) Film – MONSTRA | Festival de Animação de Lisboa, su monstrafestival.com. URL consultato l'11 luglio 2026.
  10. ↑ Editrice Sogedi, l’italia al 25º festival del cinema di animazione monstra 2026 di lisbona, su Aise.it. URL consultato l'11 luglio 2026.
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