Ovidio è un nome proprio di persona italiano maschile.

Deriva dal gentilizio latino Ovidius, a sua volta derivante probabilmente da Ovius, un nome attestato sia tra i latini, sia tra altri popoli italici. Ovius (o anche direttamente Ovidius) viene generalmente ricondotto a ovis, "pecora", col senso di "allevatore/pastore di pecore", un'etimologia plausibile se si considera che esistevano vari altri gentilizi tratti da nomi di umili animali domestici (Vitellius, Verrius, Asinius, Porcius). Non è però da scartare l'idea che possa avere origini etrusche o sabelliche.
Il gentilizio latino era abbastanza diffuso e venne portato, tra gli altri, dal noto poeta Ovidio (nome completo: Publio Ovidio Nasone), che Augusto spedì in esilio nell'odierna Romania, dove infatti il nome è piuttosto comune. Anche in Italia, dove rappresenta una ripresa erudita rinascimentale, la sua diffusione è dovuta principalmente alla fama di tale personaggio; negli anni settanta si contavano oltre cinquemila occorrenze del nome, attestate su tutto il territorio nazionale ma più raramente al Sud.
Generalmente, l'onomastico viene festeggiato il 3 giugno in onore di un sant'Audito, vescovo di Braga in Portogallo e martire, dalla storicità incerta; la sua associazione con il nome "Ovidio" è frutto di un curioso caso di fraintendimento linguistico: siccome "audire" e "audito" (termini a cui veniva associato il nome, e che potrebbero benissimo esserne alla base) in portoghese sono ouvir e ouvido, il santo era detto são Ouvido, poi riportato erroneamente in latino come sanctus Ovidius, e quindi sant'Ovidio.
Oltre ad esso, si registrano con questo nome tre beati, tutti martiri della guerra civile spagnola, alle date seguenti:

