
Owen Vincent Madden, detto Owney e anche The Killer (Leeds, 18 dicembre 1891 – Hot Springs, 24 aprile 1965), è stato un criminale inglese naturalizzato statunitense e figura di spicco della malavita newyorkese durante gli anni del Proibizionismo.
Fu a capo del Cotton Club di Manhattan, uno dei locali notturni più celebri dell’epoca, e si affermò anche come importante promotore di incontri di pugilato. Con l’intensificarsi dell’attenzione delle autorità nei suoi confronti, nel 1935 lasciò New York e si trasferì a Hot Springs, in Arkansas, dove rimase per il resto della vita. Morì nel 1965 per cause naturali, all’età di 73 anni.
Owen Vincent Madden nacque il 18 dicembre 1891 al numero 25 di Somerset Road, a Leeds, in Inghilterra, in una famiglia della classe operaia. Era figlio di Francis Madden e Mary O’Neill, entrambi emigrati dall’Irlanda: la madre proveniva dalla contea di Sligo, mentre il padre era originario della contea di Mayo. La famiglia si trasferì dapprima da Leeds a Wigan, una città mineraria, e successivamente a Liverpool. Francis aveva intenzione di portare moglie e figli negli Stati Uniti e, dopo aver messo da parte il denaro necessario per il viaggio, morì improvvisamente prima di poter acquistare i biglietti. Rimasta sola, Mary trovò il coraggio di partire comunque con i figli. Nel 1902, quando Owney aveva undici anni, salpò insieme a lui, al figlio Marty e alla figlia Mary alla volta di New York.
Per tutta la vita Madden continuò a considerarsi inglese e mantenne il suo caratteristico accento dell’Inghilterra settentrionale. Era inoltre un appassionato collezionista di ritagli di giornale dello Yorkshire Post. Nonostante le sue origini inglesi, a Hell’s Kitchen crebbe all’interno della numerosa comunità di immigrati irlandesi e seppe sfruttare i legami etnici e la rete sociale degli emigrati irlandesi per costruirsi una posizione nel mondo della criminalità organizzata.
Da ragazzo imparò a utilizzare diversi tipi di armi e strumenti da strada, dai manganelli ai tirapugni, dalle mazze da baseball ai tubi metallici e ai coltelli, compreso lo stiletto. A soli 21 anni era già diventato il capo della Gopher Gang, una delle bande di strada più temute di New York.
Fu proprio in questo periodo che si guadagnò il soprannome "The Killer", legato a due omicidi particolarmente spavaldi. Il 6 settembre 1911 Madden uccise a colpi di pistola un membro della banda rivale degli Hudson Dusters, nel cuore del loro territorio, nei pressi della 30ª Strada. Nel febbraio 1912, mentre si trovava su un affollato tram, ebbe una discussione con William Henshaw, un commesso di negozio, a causa di una donna. Madden gli sparò al volto. Henshaw, che non apparteneva ad alcuna banda, prima di morire indicò Madden come responsabile dell'aggressione. Nonostante la polizia conoscesse il nome dell'assassino e disponesse di diversi testimoni, Madden non arrivò mai a processo. I testimoni di entrambi gli omicidi furono infatti intimiditi e successivamente scomparvero dalla circolazione.
Nel 1915, tuttavia, Madden finì finalmente in carcere. Fu condannato per aver ordinato l'uccisione di William “Little Patsy Doyle” Moore, che da circa tre anni conduceva una personale campagna di vendetta contro Madden e la Gopher Gang.
Dopo aver scontato sette anni di reclusione inflitti per l'omicidio colposo di William “Little Patsy Doyle” Moore, Madden fu rilasciato sulla parola nel 1923. Nel frattempo, la Gopher Gang si era ormai dissolta: molti degli uomini che avevano fatto parte della sua fazione erano finiti nel carcere di Sing Sing, mentre altri erano entrati nelle bande che controllavano il traffico clandestino di alcolici durante il Proibizionismo.
In quegli anni Madden si avvalse della collaborazione di un giovane conoscente come autista personale. Si trattava di George Raft, destinato in seguito a diventare una celebre star del cinema hollywoodiano, particolarmente noto per le sue interpretazioni di gangster e criminali, spesso considerate credibili proprio grazie alla familiarità maturata in gioventù con gli ambienti della malavita newyorkese.
Madden acquistò il Club Deluxe, locale di proprietà dell’ex campione del mondo dei pesi massimi Jack Johnson, e lo riaprì un anno più tardi. Il club divenne rapidamente uno dei luoghi più celebri della vita notturna di Harlem, attirando una clientela proveniente da tutta Manhattan. Sul suo palco si esibirono alcuni dei più importanti musicisti e artisti dell’epoca, tra cui Cab Calloway, Duke Ellington, Louis Armstrong, Lena Horne, Bill “Bojangles” Robinson e i Nicholas Brothers.
Insieme ai suoi soci, Big Bill e George Jean “Big Frenchy” DeMange, Madden riuscì inoltre a ottenere una partecipazione nel prestigioso Stork Club, uno dei locali più esclusivi di New York, frequentato da celebrità, politici e personaggi dell’alta società. Era anche uno dei luoghi preferiti dal potente giornalista mondano Walter Winchell, che vi teneva il suo celebre osservatorio sulla vita pubblica newyorkese.
Grazie alle sue attività nel mondo dei locali notturni, Madden divenne una vera celebrità dell'epoca. Arrivò ad avere interessi in più di venti night club e il suo stile di vita durante il Proibizionismo contribuì a trasformarlo in una figura tanto famosa quanto idealizzata dalla stampa e dall'immaginario popolare. La sua influenza, tuttavia, non si limitava alla gestione dei locali. Madden divenne noto anche per i suoi metodi intimidatori e le strategie di vendetta contro i rivali, oltre che per il sistema di tangenti e pagamenti attraverso cui riusciva a mantenere rapporti con esponenti dell'amministrazione cittadina e ad assicurarsi una certa protezione politica.
Nel 1932, Madden fu coinvolto nell'omicidio di Vincent “Mad Dog” Coll, un gangster che aveva iniziato a estorcere denaro a diversi esponenti della malavita, tra cui George Jean “Big Frenchy” DeMange e lo stesso Madden. Nello stesso anno Madden venne arrestato per aver violato i termini della libertà vigilata. Da quel momento aumentò la pressione delle autorità nei suoi confronti, mentre le potenti famiglie della mafia italo-americana cominciavano a espandere la propria influenza nei territori che Madden aveva controllato per anni. Di fronte alla crescente pressione della polizia e dei rivali, nel 1935 decise di lasciare definitivamente New York.
Abbandonato il racket newyorkese, Madden si trasferì a Hot Springs, in Arkansas, località che all'epoca si era guadagnata la reputazione di rifugio per numerosi criminali. La città era infatti caratterizzata da un'amministrazione locale e da un corpo di polizia considerati profondamente corrotti, condizioni che permettevano alla criminalità organizzata di operare con una certa libertà.
Anche dopo il trasferimento Madden non abbandonò completamente le attività illegali e finì per inserirsi nella malavita locale, soprattutto nel gioco d'azzardo clandestino. Il Southern Club, uno dei locali più frequentati dai gangster di passaggio, divenne un importante punto di ritrovo per esponenti della criminalità organizzata. Proprio lì, nel 1936, venne arrestato il celebre boss mafioso Charles “Lucky” Luciano.
Nel 1943 Madden ottenne la cittadinanza statunitense. Qualche tempo dopo sposò la figlia del direttore dell'ufficio postale cittadino e continuò a vivere a Hot Springs per il resto della sua vita.
Morì nel 1965, all'età di 73 anni, per cause naturali.