Il padre fondatore è una persona determinante non solo nella fase di creazione di una istituzione politica, ma anche nella nascita dell'idea stessa di istituzione. Solitamente si tratta di una figura centrale nella storia nazionale o istituzionale. Il padre fondatore può quindi venire ricordato da un monumento, raffigurato su una moneta e può essergli dedicato il nome di una via o di una piazza.
Padri fondatori dell'Italia sono considerati Vittorio Emanuele II di Savoia, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso, conte di Cavour e Giuseppe Mazzini. A questi si aggiungono per la Repubblica i Costituenti, Enrico De Nicola, Alcide De Gasperi, Piero Calamandrei, Umberto Terracini, Giuseppe Saragat, Palmiro Togliatti, Pietro Nenni e Sandro Pertini.
28 luglio 1821: José de San Martín dichiara l'indipendenza del Perù
Padri fondatori degli Stati Uniti d'America sono considerati George Washington, James Madison, Thomas Jefferson e Benjamin Franklin.
Padri fondatori dell'Unione europea sono considerati il francese Jean Monnet, il franco-tedesco Robert Schuman, gli italiani Altiero Spinelli e Alcide De Gasperi, il belga Paul-Henri Spaak, il tedesco Konrad Adenauer.
A questi si aggiungono gli antesignani di tutti i fondatori: i padri putativi, da una parte Aristide Briand, che propose di fondare gli Stati Uniti d'Europa, per non ripetere mai più la disastrosa esperienza della Grande guerra, dall'altra Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, fondatore del Movimento Paneuropa, la cui opera ha fortemente ispirato il processo di integrazione europea.