Dinastia Pahlavi

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Pahlavi
دودمان پهلوی
مرا داد فرمود و خود داور است
Marâ dâd farmoudo xod dâvar ast
Egli [Dio] mi ordina di fare giustizia, come Egli mi giudicherà

Inquartato: nel I il simbolo del Leone e del Sole, nel II il Faravahar, nel III la spada a due punte di ʿAlī (Ḏū-l-Fiqār), nel IV il Sīmurgh; sul tutto, il cerchio che raffigura il monte Damāvand con un sole crescente (dinastia Pahlavi)
Stato Stato Imperiale dell'Iran
Titoli
FondatoreReza Shah Pahlavi
Ultimo sovranoMohammad Reza Pahlavi
Attuale capoReza Pahlavi
Data di fondazione15 dicembre 1925
Data di deposizione11 febbraio 1979
Etniapersiana

I Pahlavi (in persiano دودمان پهلوی‎, Dŭdmān Pahlavī) furono la dinastia che regnò sullo Stato Imperiale dell'Iran (Persia fino al 1935) per 54 anni, fino alla rivoluzione iraniana del 1979.

La dinastia fu fondata con lo Stato Imperiale dell'Iran da Reza Shah Pahlavi nel 1925, all'epoca primo ministro dell'ultimo sovrano (Scià) Qajar Ahmad Shah. Quella Pahlavi fu l'ultima dinastia imperiale persiana: la rivoluzione islamica mise fine alla millenaria tradizione iniziata nel 550 a.C. con l'impero achemenide.

Storia

Origini

Reza Shah Pahlavi nel giorno della sua incoronazione

Nel 1921 l'ufficiale dell'esercito Reżā Khān attuò un colpo di Stato contro il sovrano Ahmad Qajar, e utilizzò i quattro anni successivi per consolidare il proprio potere personale sopprimendo ogni opposizione. Nel 1925 la Majlis (il Parlamento iraniano) convocata in seduta speciale depose l'ultimo rappresentante della dinastia Qajar e nominò Reza Khan, denominatosi Pahlavi, quale nuovo scià.

Scià di Persia

Ispirandosi all'azione di Mustafa Kemal Atatürk in Turchia, Reza Shah intraprese un'ambiziosa opera di modernizzazione dell'Iran. Venne dato impulso allo sviluppo dell'industria pesante e delle infrastrutture, con la costruzione di un sistema ferroviario nazionale; venne potenziato l'apparato burocratico dello Stato e migliorati i sistemi giudiziario e sanitario; vennero promossi i costumi occidentali e la parità sociale per le donne. Contemporaneamente il nuovo scià operò per indebolire il potere del clero: tolse ai religiosi il monopolio dell'istruzione con l'istituzione della scuola pubblica statale, e li bandì dai tribunali istituendo un sistema giudiziario laico.

La modernizzazione, anche se favorì il rapido sviluppo di una classe media di professionisti e di un proletariato industriale, non diede tutti i frutti sperati. Questo perché nell'attuarla lo scià cercò di reprimere ogni forma di opposizione (soprattutto tra il clero) mediante detenzioni senza processo, esili forzati, condanne a morte, che crearono malcontento e disaffezione tra la popolazione.

Nel 1935 la Persia adottò ufficialmente il nome di Iran, "Paese degli ariani", accentuando il carattere nazionalista della politica pahlavide. Seguendo tale politica, che mirava a fare dell'Iran una potenza regionale svincolata dalle potenze straniere, Reza Shah evitò di coinvolgere troppo il Regno Unito e l'Unione Sovietica (erede dell'Impero russo) nelle vicende del regno, preferendo rivolgersi a esperti francesi, italiani e tedeschi per lo sviluppo delle tecnologie, mentre la Germania diventava il principale partner commerciale.

Iran durante la II guerra mondiale

Stalin, Roosevelt e Churchill durante la Conferenza di Teheran, dicembre 1943

Dopo l'invasione tedesca dell'URSS, britannici e sovietici divennero alleati e l'Iran acquistò un valore strategico fondamentale. Le ferrovie iraniane erano infatti indispensabili per inviare armi e rifornimenti anglo-americani dal Golfo Persico all'Unione Sovietica impegnata a respingere l'assalto nazista. Lo scià dichiarò la neutralità dell'Iran nel conflitto, ma i britannici accusarono i tecnici tedeschi residenti nel Paese di essere spie inviate a sabotare i pozzi della Anglo-Iranian Oil Company e ne chiesero l'espulsione. Lo scià rifiutò e ciò, unito ai buoni rapporti commerciali con la Germania, gli valse l'accusa di filo-nazismo. Nell'agosto del 1941, URSS e Gran Bretagna invasero l'Iran, arrestarono il sovrano e lo deportarono in Sudafrica. Sul trono salì il figlio Mohammad Reza Pahlavi, che dichiarò guerra alla Germania nel settembre 1943.

Con l'occupazione anglo-sovietica le mire delle potenze straniere sui giacimenti di petrolio iraniani si fecero sempre più manifeste. L'URSS favorì la nascita di repubbliche autonome azere e curde tra il 1945 e il 1946, e permise all'Iran di riprenderne il controllo solo dopo aver ottenuto alcune concessioni petrolifere. Il governo britannico, proprietario della Anglo-Iranian Oil Company (AIOC), continuava a controllare quasi tutta la produzione di petrolio del Paese. Nonostante gli accordi, le truppe occupanti rimasero fino a metà del 1946, mentre cresceva il movimento popolare, nato negli anni 1930, che sosteneva la nazionalizzazione dell'industria petrolifera.

Il sistema politico iraniano si fece più aperto; nacquero diversi partiti in occasione delle elezioni per la Majlis del 1944, le prime con una vera competizione elettorale dopo più di venti anni.

Iran durante la guerra fredda

Lo stesso argomento in dettaglio: Crisi di Abadan e Operazione Ajax.
Mohammad Reza Pahlavi nel 1973

Mohammad Reza Pahlavi prese il posto del padre sul trono il 16 settembre 1941 desideroso di continuarne la politica, ma trovò la forte opposizione di Mohammad Mossadeq, leader dei nazionalisti.

A dispetto del suo ruolo di monarca costituzionale che lo obbligava ad attenersi alle decisioni del governo parlamentare, Mohammad Reza Pahlavi si intromise frequentemente negli affari del potere esecutivo. Ricostruì l'esercito e si assicurò che rimanesse sotto il controllo della corona quale fondamento del suo potere. Nel 1949, dopo un fallito attentato, il partito comunista (Tudeh) ritenuto responsabile fu messo al bando e i poteri dello scià vennero ampliati.

Nel 1951, la Majlis nominò Mohammad Mossadeq nuovo primo ministro, che subito dopo decise la nazionalizzazione dell'industria petrolifera, nonostante l'opposizione dello scià che temeva l'embargo occidentale.

Dei proventi del petrolio lo Stato iraniano non otteneva che briciole: per esempio, dei 112 milioni di dollari incassati dalla AIOC nel 1947, all'Iran andarono circa 7 milioni. Questo, unito alla diffusa povertà tra la popolazione, rafforzò le posizioni dei nazionalisti, che di fronte al rifiuto del colosso britannico di ridefinire le royalties, decisero per la nazionalizzazione.

La Gran Bretagna impose l'embargo sull'Iran e ricorse alla corte dell'Aja, che però si pronunciò a favore di Teheran, quindi ruppe le relazioni diplomatiche nel 1952. Gli USA, temendo che l'embargo portasse l'Iran (e il suo prezioso petrolio) nell'orbita sovietica, decisero di intervenire. La CIA, in collaborazione con i servizi segreti britannici, organizzò un colpo di Stato, e il 13 agosto 1953 lo scià nominò il Fazlollah Zahedi primo ministro. I nazionalisti reagirono e costrinsero lo scià a fuggire a Roma, ma in pochi giorni i lealisti ebbero il sopravvento e i dirigenti del movimento nazionalista (tra i quali quelli del Tudeh) vennero arrestati e messi a morte. La condanna di Mohammad Mossadeq venne tramutata in confino perpetuo.

Mohammed Reza riprese quindi la politica del padre che intendeva fare dell'Iran una potenza regionale. Riallacciate le relazioni diplomatiche con i britannici, che rimossero l'embargo, a Teheran affluirono ingenti prestiti statunitensi che volevano garantirsi la fedeltà dello scià. La competenza sul petrolio passò ad un consorzio di cui le compagnie straniere detenevano il controllo, e le industrie statali vennero privatizzate. Migliorarono anche le relazioni con l'URSS, con la quale l'Iran firmò accordi commerciali e militari. Lo scià intraprese anche diverse riforme, come quella terriera, dell'estensione del diritto di voto alle donne e della lotta all'analfabetismo.

Se da un lato queste misure portarono alla formazione di una ricca classe media, dall'altro le condizioni di povertà tra la popolazione non migliorarono affatto. I metodi di governo del sovrano, inoltre, erano quelli tipici dei dittatori: messa al bando dell'opposizione, elezioni controllate, limitatissima libertà di stampa, azioni frequenti della polizia segreta (SAVAK). Il malcontento venne cavalcato dalle gerarchie religiose: nel 1963, dopo un discorso di Ruhollah Khomeyni, scoppiarono disordini che la SAVAK represse sanguinosamente. Khomeyni venne arrestato e poi condannato all'esilio.

Fine della dinastia

Lo scià, sordo alle richieste dell'opinione pubblica, continuò a rifiutare la concessione delle libertà democratiche. Nel 1971 celebrò i 2.500 anni della monarchia persiana, della cui eredità si considerava depositario, e nel 1976 sostituì il calendario islamico con un "calendario imperiale", per cui si passò dall'anno islamico 1355 all'anno imperiale 2535.

Queste azioni, recepite come anti-islamiche, non fecero che esasperare la rabbia dei religiosi. Negli anni 1970, i leader islamici, in particolare l'ayatollah Khomeyni dal suo esilio, furono capaci di catalizzare il malcontento popolare legandolo a un'ideologia fondata su principi religiosi, e guidarono la rivoluzione che rovesciò il trono e instaurò una Repubblica islamica nel 1979.

Mohammad Reza Pahlavi e la sua famiglia fuggirono in Egitto, dove lo scià morì poco tempo dopo. Con lui finì la tradizione monarchica dell'Iran.

Genealogia parziale

Reza Shah Pahlavi (nato il 15 marzo 1878 a Alasht e morto il 26 luglio 1944 a Johannesburg) - sposò nel 1895 Maryam Savadkoohi (morta nel 1911); sposò nel 1916 Nimtaj Ayromlou (nata il 17 marzo 1896 a Baku e morta il 10 marzo 1982 a Acapulco); sposò nel 1922 Qamar ol-Molouk Amirsoleimani (nata il 4 febbraio 1905 a Teheran e morta il 24 luglio 1994 a Parigi); sposò nel 1923 Esmat ol-Molouk Dowlatshahi (nata nel 1905 a Kermanshah e morto il 25 luglio 1995 a Teheran):

  1. (I) Hamdam (nata il 22 febbraio 1903 a Teheran e morta il 5 aprile 1992 a Teheran) sposò prima del 1925 Hadi Atabay (morto nel 1972 a Teheran): con discendenza;
  2. (II) Shams (nata il 28 ottobre 1917 a Teheran e morta il 29 febbraio 1996 a Santa Barbara) - sposò nel 1937 (divorziando nel 1944) Fereydoun Djam (nato nel 1914 a Tabriz e morto il 24 maggio 2008 a Londra): senza discendenza; sposò nel 1945 Mehrdad Pahlbod (nato il 16 marzo 1917 a Teheran e morto il 9 agosto 2018 a Los Angeles): con discendenza;
  3. Mohammad Reza (nato il 26 ottobre 1919 a Teheran e morto il 27 luglio 1980 a Il Cairo) - sposò il 15 marzo 1939 a Il Cairo (divorziando nel 1948) Fawzia d'Egitto (nata il 5 novembre 1921 a Alessandria d'Egitto e morta il 2 luglio 2013 a Alessandria); sposò il 12 marzo 1951 a Teheran, Soraya Esfandiary Bakhtiari (nata il 22 giugno 1932 a Esfahan e morta il 25 ottobre 2001 a Parigi); sposò il 21 dicembre 1959 a Teheran, Farah Diba (nata il 14 ottobre 1938 a Teheran):
    1. (I) Shahnaz (nata il 27 ottobre 1940 a Teheran) - ha sposato l'11 ottobre 1957 a Teheran (divorziando nel 1964) Ardeshir Zahedi (nato il 16 ottobre 1928 a Teheran e morto il 18 novembre 2021 a Montreux): con discendenza; ha sposato nel febbraio del 1971 a Parigi, Khosrow Jahanbani (nato il 27 febbraio 1941 a Teheran e morto il 16 aprile 2014 a Ginevra): con discendenza;
    2. (III) Reza (nato il 31 ottobre 1960 a Teheran) - ha sposato il 12 giugno 1986 a Greenwich, Yasmine Etemad-Amini (nata il 26 luglio 1968 a Teheran):
      1. Noor (nata il 3 aprile 1992 a Washington)
      2. Iman (nata il 12 settembre 1993 a Washington) - ha sposato il 9 giugno 2025 a Parigi, Bradley Sherman;
      3. Farah (nata il 17 gennaio 2004 a Washington)
    3. Farahnaz (nata il 12 marzo 1963 a Teheran)
    4. Ali-Reza (nato il 28 aprile 1966 a Teheran e morto il 4 gennaio 2011 a Boston):
      1. (con Raha Didevar) Iryana (nata il 26 luglio 2011 a Boston)
    5. Leila (nata il 27 marzo 1970 a Teheran e morta il 10 giugno 2001 a Londra)
  4. Ashraf (nata il 26 ottobre 1919 a Teheran e morta il 7 gennaio 2016 a Monte Carlo) - sposò nel 1937 (divorziando nel 1942) Mirza 'Ali Muhammed Khan Ghavam, Nasir ud-Daula (morto nel 1911): con discendenza; sposò nel 1944 a Il Cairo (divorziando nel 1960) Ahmed Chafik Bey (nato il 29 settembre 1911 e morto nel 1976): con discendenza; sposò il 5 giugno 1960 a Parigi, Mehdi Bushehri (nato nel 1916): senza discendenza;
  5. Ali Reza (nato il 1° marzo 1922 a Teheran e morto il 17 ottobre 1954 a Elburz) - sposò nel 1946 (divorziando nel 1948) Christiane Cholewski (nata nel 1914 e morta nel 1995):
    1. Patrick Ali (nato il 1° settembre 1947 a Parigi) - ha sposato nel 1972 (divorziando) Sonja Lauman:
      1. Davoud (nato il 7 luglio 1972 a San Gallo) - ha sposato nel 1998 (divorziando nel 2016) Lucilla da Fonseca:
        1. Solvène (nata il 13 dicembre 2003 a Ginevra)
        2. Elsa (nata il 10 luglio 2007 a Ginevra)
      2. Houd (nato il 26 novembre 1973):
        1. Rafael
      3. Mohammad (nato il 19 maggio 1976)
  6. (III) Gholam Reza (nato il 15 maggio 1923 a Teheran e morto il 7 maggio 2017 a Parigi) - sposò nel 1948 a Teheran (divorziando nel 1956) Homa Aalam; sposò il 6 marzo 1962 a Teheran Manijeh Jahanbani:
    1. (I) Mehrnaz
    2. Bahman
    3. (II) Azardokht
    4. Maryam
    5. Bahram
  7. (IV) Abdul Reza (nato il 19 agosto 1924 a Teheran e morto l'11 maggio 2004 in Florida) - sposò il 12 ottobre 1950 a Teheran, Pari Sima Zand (nata il 7 luglio 1927 a Teheran e morta il 3 settembre 2024 a Palm Beach):
    1. Kamyar (nato nel 1952) - ha sposato nel 1998 Eva Diana Morrison
    2. Sarvenaz (nata nel 1955)
  8. Ahmad Reza (nato il 27 settembre 1925 a Teheran e morto nel 1981 in Francia) - ha sposato nel 1946 (divorziando nel 1954) Simintaj Bahrami; sposò nel 1958 Rosa Bozorgnia
    1. (I) Shakrokh
    2. Shahla
    3. (II) Sahin
    4. Shahrnaz
    5. Parinaz
  9. Mahmoud Reza (nato il 5 ottobre 1926 a Teheran e morto il 15 marzo 2001 a Los Angeles) - sposò nel 1954 (divorziando nel 1957) Mehrdokht Azam Zangeneh: senza discendenza; sposò nel 1964 (divorziando) Maryam Eghbal (nata nel 1946): senza discendenza;
  10. Fatemeh (nata il 30 ottobre 1928 a Teheran e morta il 27 maggio 1987 a Londra) - sposò il 10 maggio 1950 a Parigi (divorziando nel 1959) Vincent Lee Hillyer (nato il 31 agosto 1925 a Augusta e morto il 7 luglio 1999 a Los Banos): con discendenza; sposò il 22 novembre 1959 Mohammed Amir Khatami (nato il 9 marzo 1920 a Rasht e morto il 12 settembre 1975 a Andimeshk): con discendenza;
  11. Hamid Reza (nato il 4 luglio 1932 a Teheran e morto il 12 luglio 1992 a Teheran) - sposò nel 1951 Minou Dowlatshahi (divorziando); sposò nel 1959 Homa Khameneh; sposò nel 1974 Houri Khameneh:
    1. (I) Niloufar
    2. (II) Behzad (nato nel 1957 e morto nel 1983)
    3. Nazak (nata nel 1958 e morta nel 1987)
    4. (III) Jaafar (nato nel 1975)

Note

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