Palazzo Callori

Palazzo Callori
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Piemonte
LocalitàVignale Monferrato
Indirizzopiazza del Popolo, 7
Coordinate45°00′35.95″N 8°23′45.3″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
UsoEnoteca Regionale del Monferrato

Il Palazzo Callori è una residenza storica situata nel comune di Vignale Monferrato, in provincia di Alessandria, edificata sui resti dell'antico castello medievale del borgo.

Storia

Dettaglio del palazzo.

La prima citazione del castrum di Vignale risale al 992, quando il borgo venne citato in un diploma di Ottone III del Sacro Romano Impero, successivamente nel 1033 entrò a fare parte dei possedimenti del marchesato del Monferrato, che lo governò fino al XIII secolo, quando a seguito delle lotte tra guelfi e ghibellini sul territorio prese il potere la famiglia Pastoroni.

Le origini del castello risalgono almeno alla prima metà del XII secolo; è infatti comprovato documentalmente che il 22 febbraio 1143 il marchese Bonifacio I di Monferrato lasciò il maniero in pegno ai fratelli Raimondo e Baiamondo Pelletta, a garanzia di un loro credito nei suoi confronti.

Successivamente, passato sotto il dominio dei marchesi di Occimiano, il 18 maggio 1149 i marchesi Enrico e Bernardo vendettero al comune di Asti il castello con le sue pertinenze e i suoi diritti, venendone nello stesso mese reinvestiti del titolo feudale dai consoli astigiani.

Il castello fu poi in un'altra occasione utilizzato come garanzia del rispetto del giudizio degli ambasciatori di Milano e Piacenza durante il loro arbitrato di una controversia avvenuta tra gli Alessandrini e il marchese Bonifacio, in quegli anni il complesso fu più volte assediato e danneggiato dai vari scontri che imperversavano nella zona tra guelfi e ghibellini, venendo espugnato dagli Astigiani nel 1290.

Durante la sua storia il maniero subì diversi saccheggi; in particolare due lapidi ricordavano due diversi eventi: la prima ricordava l'assalto del 2 febbraio 1556 da parte delle truppe francesi di Carlo I di Cossé, durante il quale il capitano e governatore del castello Cesare Pagano, per evitare di cadere in mani nemiche, si lanciò nel pozzo del castello che ancora oggi per questo è chiamato "pozzo del capitano"; la seconda ricordava invece il saccheggio culminato con un incendio del 26 gennaio 1691 a opera di Eugenio di Savoia.

Durante il Settecento, a opera della famiglia Callori, il complesso venne completamente ricostruito e convertito a residenza familiare; il primo nucleo dell'edificio sorse lungo l'attuale via Bergamaschino e vide lavori di ampliamento durante l'Ottocento, prima quando venne costruita l'ala prospiciente piazza del Popolo probabilmente a seguito della demolizione avvenuta nel 1819 della chiesa di Santo Stefano, e successivamente nel 1860 quando il conte Federico Callori insieme alla moglie Carlotta Balbo Bertone fecero costruire sulle rovine dell'antico castello la cappella gentilizia del palazzo.

Sempre nell'Ottocento e più precisamente tra il 1862 e il 1879 fu più volte ospite del palazzo Giovanni Bosco, circostanza ricordata da una lapide conservata all'interno dell'edificio.

Nel 1974 gli eredi Callori vendettero il complesso alla casa d'aste Semenzato di Venezia e nel 1976 il palazzo fu acquistato dalla Regione Piemonte, che lo restaurò e vi installò l'Enoteca Regionale del Monferrato.

Descrizione

Il palazzo sorge sulle fondazioni di origine medievale che furono del castello ed è il risultato di numerose opere di ampliamento avvenute nel tempo; a oggi si presenta come un'imponente struttura caratterizzata dalla presenza di scaloni a forbice e da cortine murarie che alternano corsi di mattoni a elementi lapidei.

Il palazzo al suo interno comprende circa centocinquanta ambienti, i quali sono distribuiti su due piani interrati, tre fuori terra, due piani ammezzati e un sottotetto; di questi ambienti numerose sale conservano ancora pavimentazioni e decorazioni originarie.

Caratteristico è il salone delle conferenze, il quale si presenta con un soffitto a cassettoni, mentre la galleria superiore è decorata da stucchi che raffigurano amorini, animali e strumenti musicali; inoltre il complesso, nel suo salone centrale, conserva l'originale soffitto affrescato con gli stemmi dei Callori.

La cappella gentilizia — costruita sulle fondamenta del castello — mostra un gusto architettonico neoclassico ed è preceduta da due scale dotate di pianerottoli balaustrati; la cappella è inoltre dotata di una lanterna raggiungibile tramite una scala a chiocciola in ferro che sovrasta l'edificio contribuendo a caratterizzare il paesaggio urbano di Vignale.

Nei piani interrati il palazzo è dotato di varie cantine, di una cisterna per l'acqua scavata nella roccia e di un infernot non visitabile in quanto abitato da una specie protetta di pipistrelli.

Note

  1. 1 2 Seren Rosso, p. 185.
  2. 1 2 3 4 Seren Rosso, p. 186.
  3. ↑ Baudoin, pp. 88-90.
  4. 1 2 3 4 Baudoin, p. 90.
  5. ↑ Baudoin, pp. 90-91.
  6. 1 2 3 4 5 6 Schede turistiche di Vignale Monferrato (PDF), su monferrato.org. URL consultato l'8 giugno 2026 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2026).
  7. 1 2 3 4 5 Palazzo Callori, su comune.vignalemonferrato.al.it. URL consultato l'8 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2025).
  8. 1 2 3 Palazzo Callori, su regione.piemonte.it. URL consultato l'8 giugno 2026.
  9. 1 2 Baudoin, p. 91.

Bibliografia

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