Palazzo Del Doce

Palazzo Del Doce
Il portale
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
LocalitàNapoli
Indirizzovico della Neve n.30
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVI secolo
Usoresidenziale

Il Palazzo Del Doce è un edificio di valore storico e architettonico di Napoli, ubicato in vico della Neve nel quartiere Stella.

Quest'edificio sorse come masseria alla fine del XVI secolo. Intorno alla metà del XVII secolo venne acquistato da Matteo Del Doce, appartenente a un casato nobiliare iscritto al Sedile di Nilo e noto per aver commissionato la Madonna del Pesce a Raffaello Sanzio per una sua cappella situata nella Basilica di San Domenico Maggiore. Passò poi a suo figlio e dopo ancora al nipote Francesco Fasano, figlio di Orsela Del Doce. Nel XIX secolo appartenne invece alla famiglia Palmieri, tanto è che è nota anche con il nome di Villa Palmieri.

Si tratta di un edificio di tre piani (più sopraelevazione ottocentesca) a pianta irregolare, costruito su un terreno in pendio. È certamente frutto di interventi di ampliamento e rinnovamento attuati in più epoche. Infatti, l'ingresso è caratterizzato da un portale seicentesco dall'arco a tutto sesto composto da bugne piatte, aggettanti e distanziate l'una dall'altra; mentre il balcone in piperno che lo sormonta e che si raccorda a esso tramite tre volute è settecentesco. La centrale poggia sulla chiave di volta e racchiude tra due mascheroni lo stemma della famiglia Del Doce, mentre le due laterali si presentano sotto forma di teste leonine. Oltrepassato l'androne voltato a botte, si ha il cortile a pianta quadrata, sulla cui destra si apre una scala (probabilmente settecentesca) dalle due arcate a tutto sesto per piano. Il lato di fondo è composto da un muro, al cui centro, in asse rispetto all'androne, si trova, preceduto da alcuni gradini, un portale settecentesco in piperno a bugne alterne, dotate di decorazioni floreali a rilievo, che mena a un vasto giardino, nel quale va segnalata la presenza di un antico pozzo.

Allo stato attuale è adibito a condominio privato in discrete condizioni di conservazione.

Note

  1. ↑ Elenco famiglie nobili ascritte ai sedili di Napoli, su nobili-napoletani.it. URL consultato il 17 gennaio 2026.

Bibliografia

Voci correlate