| Palazzo Lagrange | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Piemonte |
| Località | Torino |
| Indirizzo | via Lagrange 29, quartiere Centro |
| Coordinate | 45°03′53.27″N 7°40′56.52″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | attivo |
| Costruzione | inizi Settecento |
| Stile | Barocco |
| Uso | residenziale |
| Altezza |
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| Realizzazione | |
| Proprietario | privati |
Palazzo Lagrange è un palazzo storico di Torino sito in via Lagrange (nel Settecento Contrada dei Conciatori) a Torino, nel quartiere Centro.
Vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio, è famoso per essere stato il luogo in cui è nato il celebre matematico nonchè il luogo dove Virginia Oldoini, storiograficamente nota come Contessa di Castiglione, abitò con il marito Francesco Verasis Asinari e sviluppò la sua attività di spionaggio a favore del re Vittorio Emanuele II e di Camillo Cavour.

Joseph-Louis Lagrange nacque nel palazzo il 25 gennaio 1736, come testimonia una lapide posta sulla facciata dal Comune di Torino, che il 19 giugno 1860 dedicò anche l'intera via al noto scienziato, figlio di Giuseppe Francesco Lodovico Lagrangia, tesoriere dell’Artiglieria del re, e di Maria Teresa Grosso .
Nel 1854 si stabilirono nel palazzo, occupandosi di una ricca ristrutturazione, il conte di Castiglione, Francesco Verasis (e che per questo prese in quel periodo il nome di Palazzo Verasis ), e la moglie diciassettenne Virginia Oldoini, dotata di rara bellezza e destinata a entrare nello spionaggio piemontese . Il palazzo era inoltre adiacente a quello dove abitava il cugino Camillo Cavour. Nel marzo 1855 nacque qui Giorgio, l’unico figlio della coppia.
Il 23 novembre 1855, introdotto dallo zio di Virginia, il conte Enrico Martini di Cigala, il re Vittorio Emanuele II fece segretamente visita alla Oldoini nella sua dimora chiedendole di partecipare ad una missione a Parigi. Iniziò così una attività che la vide entrare nella cerchia ristretta di Napoleone III e che porterà il Piemonte ad essere ammesso al congresso del 1857 alla pari delle grandi potenze. Era addirittura stipendiata dal regno sabaudo: Costantino Nigra, ambasciatore a Parigi e uomo di fiducia di Cavour, aveva un vero e proprio fondo nero per le esigenze della signora .