Palermo o Wolfsburg (Palermo oder Wolfsburg) è un film drammatico del 1980 diretto da Werner Schroeter, ispirato al romanzo Passione di Michele del giornalista e scrittore Giuseppe Fava, che ha collaborato anche alla sceneggiatura.
È stato proiettato alla 30ª edizione del Festival di Berlino, aggiudicandosi l'Orso d'oro ex aequo con Heartland di Richard Pearce.
Il diciottenne Nicola Zarbo decide di lasciare il paese di Palma di Montechiaro, in Sicilia, per sollevare le precarie condizioni economiche della sua famiglia e quindi si trasferisce in Germania Ovest, a Wolfsburg, per lavorare come operaio alla Volkswagen. Le sue speranze di una vita migliore si infrangono subito contro un muro di diffidenza e ostilità e Nicola scopre ben presto la difficoltà di adattarsi a nuove regole. Solo l'amore (che egli pensa ricambiato) per una bella ragazza tedesca, Brigitte, sembra fargli dimenticare la dura routine lavorativa, l'umiliazione dei superiori e l'isolamento linguistico. Quando una sera la ragazza lo lascia da solo e va con un altro, nel tentativo di salvare il suo "onore", Nicola diventa un assassino. Il processo che ne segue e la sfilata di personaggi chiamati sul banco dei testimoni assumono toni grotteschi, quasi onirici, una macabra macchina del terrore e della pazzia, che vedono Nicola protagonista di una sorta di "passione" laica, simile a quella di Gesù Cristo, che infatti fa da intermezzo per tutta la durata del film come una sacra rappresentazione, di quelle che tradizionalmente si svolgono nei paesi siciliani durante i riti del Venerdì Santo.
Le riprese sono state effettuate dal 9 aprile al 5 luglio 1979. La prima parte del film è stata girata in Sicilia nel comune di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, la seconda nella città di Wolfsburg nella Bassa Sassonia.
Dopo la proiezione al Festival di Berlino nel febbraio 1980, il film è stato mostrato al Chicago International Film Festival nel mese di ottobre e alla Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona il 14 febbraio 1981.
Nel 1990 è stato riproposto a Berlino, nella retrospettiva "40 Years Berlinale" dedicata ad alcuni dei film più significativi delle passate edizioni, e il 3 dicembre 2010 è stato proiettato al Festival internazionale di Salonicco.
Sean Axmaker scrive sul sito Turner Classic Movies: «Schroeter non è alla ricerca di un'esperienza emotiva, ma di un impegno intellettuale, esplorato con un espressionismo che lascia il posto al realismo studiato delle scene iniziali».