Paolo Lega

Paolo Lega, noto anche con lo pseudonimo di Marat (Lugo, 9 dicembre 1868 – Cagliari, 25 settembre 1896), è stato un anarchico italiano. Il 16 giugno 1894 fu autore di un fallito attentato contro il presidente del Consiglio italiano Francesco Crispi. L'attentato fu compiuto per vendicare le vittime della repressione contro i Fasci siciliani e gli scioperanti della Lunigiana. Condannato a oltre vent'anni di reclusione, morì in carcere nel 1896.

Biografia

Formazione

Falegname di professione, diventa repubblicano a 15 anni e poco dopo anarchico. A Genova viene descritto dalla polizia come "indefesso agitatore e organizzatore di scioperi e dimostrazioni" e diventa gerente del periodico Primo Maggio. Soggetto a frequenti arresti per la sua attività politica, nel 1894 matura il progetto di uccidere il Presidente del Consiglio Francesco Crispi per vendicare le vittime della repressione contro i Fasci siciliani e gli scioperanti della Lunigiana.

Attentato a Crispi

Armato di due pistole, si recò il 16 giugno 1894 in via Gregoriana a Roma ad attendere il passaggio della carrozza del Presidente del Consiglio. La prima pistola si inceppò, ma con la seconda riuscì a sparare due colpi, mancando però il bersaglio. Il pronto intervento del cocchiere, che riuscì a disarmarlo con un colpo di frusta, fece fallire l'attentato.

Conseguenze politiche

Crispi trarrà vantaggio dallo sgomento suscitato da questo attentato e da quello provocato dall'uccisione, da parte di Sante Caserio del Presidente della Repubblica francese Sadi Carnot (24 giugno 1894) per presentare in Parlamento tre leggi fortemente repressive (le cosiddette leggi anti-anarchiche). Con queste norme verranno sciolti tutti i principali organismi anarchici e socialisti, incluso lo stesso Partito Socialista Italiano (che pure aveva rappresentanti in Parlamento).

Processo e morte

Il 19 luglio Lega comparì davanti alla Corte d'assise di Roma e, in un'unica udienza, venne condannato a 20 anni e 17 giorni di reclusione. Nella sua autodifesa dichiarò di aver compiuto l'attentato "per protestare contro alcune classi privilegiate e contro gli oppressori... Considerai i fatti successi in Italia, gli eccidi ordinati dal governo e decisi di fare atto di rivendicazione sociale".
Il processo contro i presunti complici, a cui l'attentatore partecipò come testimone per attribuire esclusivamente a sé ogni responsabilità, si concluse con l'assoluzione per insufficienza di prove.
Lega morì in carcere il 25 settembre 1896 nella colonia penale di San Bartolomeo a Cagliari.

Note

  1. ↑ Galzerano .
  2. 1 2 3 4 5 Dizionario biografico degli anarchici italiani.
  3. 1 2 Masini, 1981, pp. 36-37.
  4. 1 2 Diemoz.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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