La paratassi (dal greco παρά parà, 'accanto', e τάξις táxis, 'disposizione') o coordinazione è un procedimento sintattico che accosta le proposizioni nel periodo senza disporre tra esse rapporti gerarchici di dipendenza. Questo genere di costruzione si basa soprattutto su proposizioni coordinate. La paratassi si contrappone all'ipotassi.
I termini paratassi e ipotassi furono coniati nel 1826 dal grecista tedesco Friedrich Wilhelm von Thiersch, sul modello di sintassi.
Di solito si parla di paratassi quando il periodo è costruito solo con frasi principali (indipendenti). Si può però considerare paratattico anche un periodo in cui da una principale dipendano diverse subordinate dello stesso ordine coordinate tra loro.
A volte, quando si scrive un testo paratattico, si intende creare nel lettore un effetto di attesa, che induce a continuare la lettura. La costruzione paratattica è spesso usata nei testi descrittivi, poiché questa modalità conferisce chiarezza, evidenza e incisività alla descrizione.
La ragazza sorrise felice perché aveva ascoltato parole affettuose e perché era lusingata da quelle dimostrazioni di simpatia.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero, disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido
portava due bambole in dono...
(Giovanni Pascoli, Myricae, Elegie III, "X Agosto")
Si può parlare di paratassi anche in ambito delle arti figurative, quando gli elementi di una composizione sono posti uno accanto all'altro, senza tenere conto della disposizione spaziale, come nei cortei di Vergini e Santi della basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna.