Parmenas

San Parmenas

Diacono

 
NascitaI sec. d.C.
MorteI sec. d.C.
Venerato daTutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza28 luglio

Parmenas (I secolo – I secolo) fu uno dei sette diaconi scelti dopo la Pentecoste dalla comunità cristiana di Gerusalemme affinché aiutassero gli Apostoli di Gesù nel ministero dell'evangelizzazione.

Agiografia e culto

Di Parmenas si hanno poche notizie: visse nel I secolo, era un discepolo "di buona reputazione" (Atti 6,3) e fu uno dei sette diaconi della Chiesa di Gerusalemme, eletti dall'assemblea dei fedeli e a cui gli apostoli imposero le mani. La sua elezione è riportata negli Atti degli Apostoli:

«Questa proposta piacque a tutta la moltitudine; ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmenas e Nicola, proselito di Antiochia.»

Il suo nome è documentato in diverse occasioni nei sinassari e nei menologi bizantini, secondo i quali Parmenas sarebbe morto di morte naturale. Le tradizioni agiografiche hanno ulteriormente arricchito le notizie biografiche di san Parmenas, spesso con informazioni non storicamente documentabili. Il suo nome compare nelle liste dei Settanta discepoli. In quella dello Pseudo-Ippolito è indicato come vescovo di Soli a Cipro. La lista dello Pseudo-Doroteo omette questa informazione, ma aggiunge che Parmenas sarebbe morto coram Apostolis, di fronte agli Apostoli.

Nelle tradizioni agiografiche della Chiesa latina, Parmenas è considerato un martire. Il primo a parlarne è Adone di Vienne (IX secolo) nel suo martirologio, che indica Filippi in Macedonia come luogo del martirio. Il nome di Parmenas fu inserito da Cesare Baronio nel Martirologio Romano, alla data del 23 gennaio, aggiungendo l'informazione secondo cui il suo martirio sarebbe avvenuto all'epoca dell'imperatore Traiano (98-117).

Con la riforma del martirologio romano in conformità ai decreti dei concilio Vaticano II, la memoria del 23 gennaio è stata omessa. Il nome di Parmenas, assieme a quello degli altri diaconi, compare nell'elogio del 28 luglio.

Note

  1. ↑ At 6,3, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  2. ↑ At 6,5, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  3. 1 2 3 Bibliotheca sanctorum, X, col. 338.
  4. ↑ (EL, LA) De septuaginta Apostolis, Patrologia Graeca, vol. 10, col. 955, nº 11.
  5. ↑ (LA) Michel Le Quien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Tomo II, col. 1071.
  6. ↑ (EL, LA) De septuaginta Domini discipulis, Patrologia Graeca, vol. 92, col. 1062, nº 11.
  7. ↑ Bibliotheca sanctorum, X, col. 339.
  8. ↑ Martirologio romano pubblicato per ordine del Sommo Pontefice Gregorio XIII, riveduto per autorità di Urbano VIII e Clemente X, aumentato e corretto nel 1749 da Benedetto XIV (PDF), quarta edizione italiana, Libreria editrice vaticana, 1955, p. 21.
  9. ↑ Martirologio romano, 2004, pp. 585-586.

Bibliografia

Collegamenti esterni