Partito dei Lavoratori (Brasile)

Partito dei Lavoratori
(PT) Partido dos Trabalhadores
LeaderLula
PresidenteEdinho Silva
VicepresidenteWashington Quaquá
StatoBrasile (bandiera) Brasile
SedeRua Silveira Martins, 132, Centro, San Paolo, Stato di San Paolo
AbbreviazionePT
Fondazione1980
IdeologiaSocialdemocrazia
Liberalismo sociale
Progressismo
Populismo
Fazioni interne
Socialismo democratico
Socialismo del XXI secolo
Cristianesimo sociale
Teologia della liberazione
Storica
Socialismo
CollocazioneCentro-sinistra/Sinistra
Coalizione
Affiliazione internazionaleAlleanza Progressista
Forum di San Paolo
Seggi Camera
70 / 513
Seggi Senato
9 / 81
Seggi Governatori
4 / 27
Iscritti1.607.382 (2021) Aumento
Sito webpt.org.br
Bandiera del partito

Il Partito dei Lavoratori (in portoghese Partido dos Trabalhadores, PT) è un partito politico brasiliano.

Storia

Il PT è stato fondato nel 1980, tra gli altri anche da Luiz Inácio Lula da Silva. Il PT è un partito di sinistra, che raccoglie diverse sensibilità culturali, dai cristiani, socialisti, marxisti, passando per i socialdemocratici, i comunisti (non aderenti al PCdoB). Il PT, infatti, non aderisce ad alcuna Internazionale di partiti, salvo le adesioni delle singole componenti. Alle prime elezioni pluripartitiche del 1982, il PT ottenne il 3,5% dei voti ed elesse 6 deputati. Queste elezioni videro l'affermazione, con il 43,2% dei consensi, del PDS (poi confluito nel Partito Progressista), erede dell'ARENA, il partito della giunta militare al potere dal 1965 al 1985.

Alle prime vere libere elezioni del 1986, il PT raddoppiò i suoi consensi giungendo al 6,9% ed eleggendo 16 deputati.

Il PT comincia a incrementare i propri consensi dai primi anni '90 del XX secolo, conquistando il governo di importanti città, come San Paolo e Porto Alegre, o stati, come il Rio Grande do Sul. Nelle elezioni tra il 1990 e il 1998, il PT oscillò tra il 9,5% e il 12,8% dei voti. Dal 2000 in poi, il PT ha cominciato a moderare alcune sue posizioni tradizionali pur di conquistare sempre più consensi.

Elezioni generali del 2002 e la vittoria di Lula

L'avanzata elettorale del PT culmina nel 2002 con l'elezione di Lula da Silva alla Presidenza della Repubblica. L'elezione di Lula alla presidenziali spinse anche alle legislative il PT, che ottenne il 17,7% dei voti e divenne il primo partito con 91 seggi.

Durante il governo Lula, però, il PT comincia a dividersi a causa della svolta "governista" impostale dal presidente. Nel 2004, il deputato João Batista Oliveira de Araujo e la senatrice Heloísa Helena abbandonano il Pt e fondano il Partido Socialismo e Liberdade (Partito Socialismo e Libertà, PSOL), che ha raccolto molti marxisti e trotzkisti. Nel 2005, la crisi si fa più evidente a causa degli abbandoni causati dagli scandali per corruzione che coinvolsero molti esponenti parlamentari e di governo del PT.

Elezioni generali del 2006 e riconferma di Lula

Alle elezioni del 2006 il partito ha accusato una flessione ottenendo il 15% delle preferenze alla Camera e 83 deputati (8 in meno), contenendo la crisi, ma ha ottenuto solo 2 senatori sui 27 in palio. Al Senato il partito del presidente con difficoltà a formare una maggioranza stabile. La crisi del PT non sembra, però, aver intaccato la popolarità del presidente Lula, che al primo turno delle elezioni presidenziali del 2006 ha ottenuto il 48,75% dei consensi, senza però raggiungere la maggioranza assoluta al primo turno. Il secondo turno ha visto nuovamente il prevalere di Lula con il 61% dei consensi.

Elezioni generali del 2010 e la vittoria di Dilma Rousseff

Nel 2010 il PT si conferma alla guida del Brasile con l'elezione di Dilma Rousseff (prima donna a diventare Presidente della Repubblica del Brasile). Alle elezioni politiche dello stesso anno, il PT ottenne alla Camera il 16,9% consensi e 88 seggi (+ 5) e al Senato elesse 11 dei 45 seggi in palio.

Elezioni generali del 2014 e rielezione di Dilma Rousseff

Alle Elezioni presidenziali del 2014 il PT candida e rielegge la presidente uscente Dilma Rousseff la quale ottiene al I turno il 41,6% dei voti mentre al secondo turno il 51,6% contro il 48,3% del candidato Aécio Neves. Alle elezioni dei membri del parlamento ottiene il 14,00% e 68 seggi per la Camera dei Deputati (primo partito), mentre al Senato raggiunge il 17% e due seggi (secondo partito).

Risultati elettorali

Elezioni presidenziali

Anno Candidato

supportato

1º turno 2º turno
Voti % Voti %
1989 Luiz Inácio Lula da Silva 11 619 816 17,2 (2.º) 31 070 734 47,0 (2.º)
1994 Luiz Inácio Lula da Silva 17 116 579 27,0 (2.º)
1998 Luiz Inácio Lula da Silva 21 470 333 31,7 (2.º)
2002 Luiz Inácio Lula da Silva 39 436 099 46,4 (1.º) 52 775 475 61,3 (1.º)
2006 Luiz Inácio Lula da Silva 46 662 365 48,6 (1.º) 58 295 042 60,8 (1.º)
2010 Dilma Rousseff 47 651 434 46,9 (1.º) 55 752 529 56,1 (1.º)
2014 Dilma Rousseff 43 267 668 41,6 (1.º) 54 501 119 51,6 (1.º)
2018 Fernando Haddad 31 342 051 29,3 (2.º) 47 040 906 44,8 (2.º)
2022 Luiz Inácio Lula da Silva 57 259 504 48,4 (1.º) 60 345 999 50,9 (1.°)
2026 Luiz Inácio Lula da Silva 53 879 538 45,2 (2.º) 64 256 232 51,8 (1.°)

Elezioni legislative

Elezione Voti % Seggi
1982 1.458.719 3,5 (5.º)
8 / 479
1986 3.253.999 6,9 (4.º)
16 / 487
1990 4.128.052 10,2 (3.º)
35 / 502
1994 5.859.347 12,8 (4.º)
49 / 513
1998 8.786.499 13,2 (4.º)
58 / 513
2002 16.093.987 18,4 (1.º)
91 / 513
2006 13.989.859 15,0 (1.º)
83 / 513
2010 16.289.199 16,9 (1.º)
88 / 513
2014 13.554.166 14,0 (1.º)
68 / 513
2018 10.126.611 10,3 (1.º)
56 / 513
2022 13.170.626 12,0 (2.º)
67 / 513
2026 14.793.128 13,0 (2.º)
70 / 513

Leader

sin dalla sua fondazione il partito è stato guidato dai seguenti:

Note

  1. ↑ Richard Collin e Pamela L. Martin, An Introduction to World Politics: Conflict and Consensus on a Small Planet, Rowman & Littlefield, 2012, p. 218, ISBN 978-1-4422-1803-1. URL consultato il 18 luglio 2013.
  2. ↑ (ES) José Maurício Domingues, Extreme-right, democracy and oligarchy: Brazil in the global context, in REVISTA EUROLATINOAMERICANA DE ANÁLISIS SOCIAL Y POLÍTICO, vol. 2, n. 3, 1º giugno 2021, pp. 101–116.
  3. ↑ Magali do Nascimento Cunha, Global Populism: Its Roots in Media and Religion| “Brazil Above Everything. God Above Everyone.” Political-Religious Fundamentalist Expressions in Digital Media in Times of Ultra-Right Populism in Brazil, in International Journal of Communication, vol. 17, 4 aprile 2023, pp. 23–23.
  4. ↑ Liisa L. North, Timothy D. Clark (a cura di), Dominant Elites in Latin America: From Neo-Liberalism to the 'Pink Tide', Springer, 2017, p. 212, ISBN 9783319532554.
    «In Brazil, as Simone Bohn makes straightforward (Chap. 3), the progressive Workers' Party (Partido dos Trabalhadores, PT) governments did not threaten the power of the national elite or landlord class; ...»
  5. ↑ (PT) Proposta do PT é "populista' e "estúpida", diz Dornbusch, su www1.folha.uol.com.br.
    «Rudiger Dornbusch, economista alemão naturalizado norte-americano, que é professor do renomado MIT (Massachusetts Institute of Technology), dos EUA, disse que o esboço do programa de governo do candidato do PT à Presidência da República, Luiz Inácio Lula da Silva, é "um exemplo de um velho populismo, que se esperava que fosse coisa do passado no Brasil".»
  6. ↑ These Elections Could Reshape Latin America, su bloomberg.com, Bloomberg, October 31, 2017.
    «In Brazil, where the populist Workers’ Party held sway for 13 years until 2016, a scandal-fatigued electorate is flirting with a former army captain nostalgic for military rule.»
  7. ↑ Peter G. Johannessen, Linkage Switches in Local Elections: Evidence From the Workers’ Party in Brazil, in Comparative Political Studies, vol. 53, n. 1, Sage Publishing, 2020, DOI:10.1177/001041401984.
  8. ↑
    • Amaral, Oswaldo E. do. A estrela não é mais vermelha: as mudanças do programa petista nos anos 1990 (in Brazilian Portuguese). São Paulo, Garçoni, 2003.
    • Gadotti, M.; Pereira, O. Pra que PT: Origem, Projeto e Consolidação do Partido dos Trabalhadores (in Brazilian Portuguese). São Paulo, Cortez, 1989.
    • Keck, Margareth E. PT: a lógica da diferença: o Partido dos Trabalhadores na construção da democracia brasileira (in Brazilian Portuguese). São Paulo, Ática, 1991.
    • Singer, André. Raizes sociais e ideológicas do lulismo (in Brazilian Portuguese). Revista Novos Estudos CEBRAP, n. 85, nov. 2009.
  9. ↑ Brandon Philip van Dyck, The Paradox of Adversity: New Left Party Survival and Collapse in Latin America, Harvard University, 2014, pp. 112–113.
  10. ↑ (PT) Adriano Henriques Machado, Os católicos oPTaram?: os "setores católicos" e o Partido dos Trabalhadores (PT) na grande São Paulo (1978-1982), 2010, p. 60.
  11. ↑ Amy Erica Smith, Religion and Brazilian Democracy: Mobilizing the People of God, Cambridge University Press, 2019, p. 8, DOI:10.1017/9781108699655, ISBN 978-1-108-48211-0.
  12. ↑ Travis Knoll, Seeking Liberation in Brazil, in NACLA Report on the Americas, vol. 51, n. 3, 2019, pp. 229–230, DOI:10.1080/10714839.2019.1650483.
  13. ↑ Peter Flynn, Brazil and Lula, 2005: crisis, corruption and change in political perspective, in Third World Quarterly, vol. 26, n. 8, Routledge, 2005, pp. 1221–1267, DOI:10.1080/01436590500400025.
  14. ↑ Faith in Civil Society: Religious Actors as Drivers of Change, Uppsala, Uppsala Centre for Sustainable Development, 2013, p. 125, ISBN 978-91-980391-4-6.
  15. ↑ David Samuels, From Socialism to Social Democracy: Party Organization and the Transformation of the Workers' Party in Brazil, in Comparative Political Studies, vol. 37, n. 9, Sage Journals, 2004, pp. 999–1024, DOI:10.1177/0010414004268856.
  16. ↑ Dilma Rousseff and Brazil face up to decisive month, su bbc.com.
  17. ↑ Brazil: Government >> globalEDGE: Your source for Global Business Knowledge, su globaledge.msu.edu.
  18. ↑ Como as eleições municipais desidrataram os partidos de esquerda, su bbc.com, 31 ottobre 2016.
  19. ↑ Após fim da hegemonia do PT, esquerda brasileira tem dois caminhos, su www1.folha.uol.com.br, 24 settembre 2016.
  20. ↑ The demise of Brazil's great centrist party, in The Economist, 3 novembre 2018. URL consultato il 30 agosto 2021.
  21. ↑ Apenas um partido se define como direita no Brasil; Esquerda tem sete, in Gazeta do Povo, 25 dicembre 2019. URL consultato il 30 agosto 2021.
    « Ao todo, sete partidos se consideram de esquerda: PCdoB, PCB, PSOL, PCO, PSTU, PT e a recém-criada Unidade Popular (UP) »
  22. ↑ Bruno Bolognesi e Ednaldo Ribeiro, Esquerda, centro ou direita? Como classificar os partidos no Brasil, in Uol, 24 novembre 2020. URL consultato il 30 agosto 2021.
  23. ↑ Comprende:

Bibliografia

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