Paul Delorme (Saint-Maurice, 26 luglio 1868 – 7 dicembre 1956) è stato un fisico, chimico e imprenditore francese. Divenne industriale dopo aver partecipato alla fondazione dell'azienda Air Liquide nel 1902, di cui fu il primo presidente, prima di passare le redini del gruppo al figlio Jean Delorme, nel 1945.

Paul Delorme era figlio di un industriale che gestiva una fabbrica di merletti. Frequentò l'École supérieure de physique et de chimie industrielles de la ville de Paris, diventando in seguito capo del reparto vendite della Thomson-Houston Electric Company quando l'ingegnere Georges Claude, suo compagno di classe e amico, sviluppò un processo per liquefare l'aria per separarne i componenti. Delorme e Claude investirono una somma iniziale di 7.500 franchi, spesi per l'acquisto di un motore ad aria compressa, usato per tre anni, in un piccolo locale del deposito di La Villette che la Compagnie Générale des Omnibus aveva messo loro a disposizione.
Nel 1902 Paul Delorme riunì 24 sottoscrittori, principalmente altri ingegneri, per sostenere finanziariamente il progetto industriale, sotto forma di società per azioni, con un capitale di 100.000 franchi. Il primo stabilimento aprì in Francia nel 1905, seguito da altri quattro.
Dal 1906 guidò l'espansione internazionale, in Belgio, Italia, Giappone e Hong Kong, poi nel 1913 vi fu l'ingresso alla Borsa di Parigi, tramite collocamento presso i coulissiers, gli agenti di cambio non ufficiali che allora lavoravano alla Borsa di Parigi. Nel 1910 inviò René Jacques Lévy in Canada per creare una fabbrica su un terreno nella periferia orientale di Montréal, che ebbe un grande successo; Lévy morì due anni dopo nel naufragio del Titanic. Negli anni '20 Air Liquide iniziò a svilupparsi in Cina, a Shanghai. Tra il 1920 e il 1929 Air Liquide raccolse 70 milioni di franchi attraverso l'emissione di azioni. Gli azionisti rimanevano principalmente gli ingegneri e i tecnici dell'azienda, ma fecero il loro ingresso i piccoli investitori, la maggior parte dei quali restò relativamente fedele all'azienda.
Nel 1930 la società era cresciuta senza quasi ricorrere al debito, le poche emissioni di titoli di debito rappresentavano solo il 15% del passivo, secondo la dottrina finanziaria del suo presidente: "Preferisco, disse, mettere tutte le mie uova nel paniere di cui tengo i manici. Mai indebitato, a breve, medio o lungo termine. Meglio ricorrere ai soci-azionisti che ai banchieri". Non cedette neppure alla moda delle filiali, in uso negli anni 1920 per attività in rapida crescita: "L'azienda deve rimanere centralizzata, mantenendo la completa proprietà dei suoi materiali e impianti ovunque e in ogni momento". In realtà, la strategia di sviluppo internazionale prevedeva filiali che furono pienamente integrate nella società madre solo una volta consolidata la loro attività, non coinvolgendo Air Liquide nel caso una di esse fallisse.
Già nel 1928 era la 17ª capitalizzazione di mercato francese, dopo l'ascesa delle società industriali francesi in Borsa, poi la sesta nel 1936. Alla vigilia della seconda guerra mondiale l'azienda contava già quasi 130 stabilimenti nel mondo.
Suo figlio, Jean Delorme, subentrò nel 1945, per poi lasciare il posto al genero, Édouard de Royère, nel 1985.