Peaio

Peaio
frazione
Peaio – Veduta
Peaio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Veneto
Provincia Belluno
ComuneVodo di Cadore
Territorio
Coordinate46°24′52″N 12°15′39″E
Altitudine890 m s.l.m.
Abitanti80 (2026)
Altre informazioni
Cod. postale32040
Prefisso0435
Fuso orarioUTC+1
PatronoSan Rocco
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Peaio
Peaio

Peaio (Peej in ladino) è una frazione del comune di Vodo di Cadore, in provincia di Belluno.

Il paese (890 m d'altitudine) è posto lungo la SS51, nella val Boite, poco dopo la confluenza tra il torrente Boite ed il Rio Rudan, a metà strada tra i laghi artificiali di Vodo e Valle di Cadore.

Dal paese parte la strada che conduce alla frazione di Vinigo. Un tempo sede della stazione ferroviaria di Peaio-Vinigo della dismessa linea Calalzo-Dobbiaco, oggi sostituita dalla Pista Ciclabile delle Dolomiti.

Storia

Origini e organizzazione comunitaria

Peaio fa parte del territorio di Vodo di Cadore, il cui capoluogo è documentato per la prima volta nel 1240; la storia amministrativa del luogo seguì quella del Cadore e della Magnifica Comunità di Cadore. Nel sistema delle regole cadorine, Peaio e Vinigo appartenevano alla Regola Grande detta di Aieron, insieme a Vodo e Cancia, che si diede il primo laudo scritto nel 1289 (riscritto nel 1338). Peaio e Vinigo, che già costituivano una regola per conto proprio, uscirono dal consorzio nel 1882; tra Trecento e Quattrocento le due regole si contesero a più riprese lo sfruttamento dei boschi.

La Strada Regia e la strada d'Alemagna

Il paese sorge lungo il tracciato della storica Strada Regia di Alemagna, la via medievale che collegava Venezia ai territori di lingua tedesca; la denominazione "Regia" è attestata dal 1614. La nuova strada statale 51 di Alemagna, aperta nel 1832 su un tracciato in gran parte nuovo, sostituì solo in parte l'antica strada. Lo sviluppo urbanistico dell'area di Vodo lungo la nuova strada ebbe inizio dopo l'incendio che nel 1856 distrusse Rezzuò, quando le nuove case vennero ricostruite lungo la statale.

L'emigrazione e Italo Marchioni

Come buona parte del Bellunese, tra la seconda metà dell'Ottocento e l'inizio del Novecento Peaio fu terra di emigrazione: spesso partivano prima gli uomini, come stagionali e ambulanti, e in caso di successo li raggiungevano poi le famiglie. Secondo lo storico locale Marco Moretta, i Marchioni lavorarono come venditori ambulanti di dolciumi e di pere cotte in Austria, Serbia e Ungheria. L'emigrazione dei gelatieri dalle zone montane del Cadore e della val di Zoldo verso l'Europa centrale e orientale è un fenomeno ben documentato.

Da Peaio era originario Italo Marchioni (Peaio, 21 dicembre 1868 – 27 luglio 1954), emigrato negli Stati Uniti con la famiglia alla fine dell'Ottocento, prima a Filadelfia e poi a New York. Venditore ambulante di gelati, secondo la ricostruzione dello storico locale Marco Moretta cominciò a servire il gelato in una cialda arrotolata a cono nel 1896. Il 15 dicembre 1903 ottenne il brevetto statunitense n. 746.971 per uno stampo destinato alla produzione di coppe di cialda, e avviò a Hoboken una fabbrica di coni e cialde. La paternità del cono gelato è però contesa: nel 1913 la Valvona-Marchiony Company, guidata da Antonio Valvona (titolare di un brevetto del 1902 per un apparecchio di cottura di cialde) e dal cugino di Italo, Frank Marchioni, lo accusò di violazione di brevetto, e i giudici diedero ragione agli accusanti. Marchioni proseguì comunque l'attività; la fabbrica di Hoboken, distrutta da un incendio nel 1934, fu ricostruita l'anno successivo, e nel 1938 l'azienda venne venduta alla Schrafft's.

La ferrovia

Tra il 1921 e il 1964 Peaio fu servita dalla ferrovia delle Dolomiti, che collegava Calalzo di Cadore, Cortina d'Ampezzo e Dobbiaco. La stazione di Peaio-Vinigo fu attivata il 15 giugno 1921 e soppressa il 17 maggio 1964 insieme alla tratta Calalzo–Cortina. Nell'abitato, per circa 300 metri, la linea correva in sede promiscua con la strada statale. Il tracciato è oggi percorribile in bicicletta lungo la Ciclabile delle Dolomiti.

L'incendio del 1968

Il 27 ottobre 1968 un incendio distrusse una decina tra case e fienili e danneggiò gravemente la chiesa della Santissima Trinità e di San Rocco e la sommità del campanile. Furono indagati tutti i proprietari per incendio colposo, ma la causa non fu mai accertata. La zona colpita rientrava in gran parte in quella già indicata nel 1961 come la più bisognosa di risanamento. Con la ricostruzione il nucleo intorno alla chiesa perse in buona parte la fisionomia originaria, mentre lo sviluppo si spostò verso la statale, dove nel 1969 sorse lo stabilimento della fabbrica di occhiali Italianline. Nel 1972 gli abitanti costituirono il Comitato pro-ricostruzione della chiesa e del campanile, e i lavori di restauro, avviati il 17 agosto di quell'anno, erano quasi conclusi in autunno; nuove campane, scala del campanile e impianti furono completati nella primavera del 1973.

Monumenti e luoghi di interesse

Chiesa della Santissima Trinità, di San Rocco e di San Sebastiano

La prima cappella nota a Peaio risale al 1533. L'attuale chiesa fu dedicata alla Santissima Trinità e ai santi Rocco e Sebastiano il 23 settembre 1659, come ricorda la lapide sopra il portale, e fu radicalmente restaurata nel 1759. A metà Ottocento, per l'aumento degli abitanti, si rese necessario un ampliamento: il progetto dell'ingegnere civile Serafini (marzo 1855) prevedeva la demolizione dell'abside, l'allungamento della navata e un nuovo presbiterio; i lavori furono appaltati il 17 ottobre 1855 a Bortolo Marchioni, che ebbe anche l'appalto del completamento (sacrestia, parte terminale del campanile, rivestimenti e banchi del coro), con contratto del 15 giugno 1860 e collaudo nel 1862. Danneggiata dall'incendio del 1968, fu restaurata nel 1972-1973.

Monumento al cono gelato

Nei pressi della chiesa, lungo la ciclabile, sorge un monumento in metallo dedicato a Italo Marchioni, opera dello scultore locale Diego Imperatore: un cono gelato alto circa due metri accanto alla figura stilizzata di Marchioni, che osserva alcune cialde piatte ai suoi piedi. Poco distante si trova una ruota idraulica in legno, che ricorda la segheria e i mulini un tempo presenti lungo il torrente Rudan.

Infrastrutture e trasporti

Peaio si trova lungo la strada statale 51 di Alemagna. Dal paese parte la strada per Vinigo. L'ex sedime ferroviario fa oggi parte della Ciclabile delle Dolomiti (Lunga via delle Dolomiti), che tra Cortina d'Ampezzo e Calalzo di Cadore si sviluppa per circa 49 km quasi interamente sul tracciato dell'antica ferrovia.

Note

  1. ↑ Comune di Vodo Cadore, su SIUSA – Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  2. ↑ Comunità di Vodo Cadore, su SIUSA – Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  3. 1 2 L'affascinante storia della Strada di Alemagna, dal 1832 porta d'accesso di Cortina d'Ampezzo, su Montagna.TV. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  4. 1 2 3 L'incendio di Peaio del 1968, su Comune di Vodo di Cadore, 31 agosto 2024. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  5. 1 2 3 4 5 Maria Tatsos, Peaio di Cadore: a casa dell'inventore del cono gelato, su Montagna.TV, 3 luglio 2025. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  6. ↑ I gelatieri veneti in Germania (PDF), su Altreitalie. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  7. ↑ Brevettato il cono gelato, su Accadde Oggi. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  8. 1 2 Monumento cono gelato, su Veneto Around Me – Regione del Veneto. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  9. ↑ Italo Marchioni e il brevetto del cono gelato, su Gelato News. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  10. ↑ Chi ha inventato il cono gelato?, su Il Post, 7 giugno 2013. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  11. ↑ Ferrovia delle Dolomiti, quanto ci manchi! Il sogno impossibile del suo ripristino, su Montagna.TV. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  12. ↑ Ferrovia Dobbiaco (SFD) – Calalzo FS (SFD), su Ferrovie abbandonate. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  13. ↑ La chiesa di Peaio, su Comune di Vodo di Cadore, 5 agosto 2024. URL consultato il 14 ottobre 2026.
  14. ↑ Lunga via delle Dolomiti – Informazioni sui percorsi (PDF), su Dolomiti Bellunesi / Regione del Veneto. URL consultato il 14 ottobre 2026.

Bibliografia

Collegamenti esterni

Voci correlate

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