
La Pelasgiotide (in greco antico Πελασγιῶτις?, Pelasghiôtis) era una zona allungata dell'antica Tessaglia che andava dalla valle di Tempe alla città meridionale di Fere. Comprendeva le seguenti località: Argo Pelasgica, Argissa, Atra, Crannone, Cinocefale, Elateia, Gyrton, Mopsio, Larissa, Kondaia, Onchesto, Faitto, Fere, Scotussa e Sicurio.
Ftioti, Tessalioti, Estioti e Pelasgioti costituivano la tetrarchia tessala, governata da un Tago, in caso di necessità.
Il territorio è menzionato da Strabone ma non da Erodoto, che sembra averlo inserito nel distretto dei Tessalioti. In epigrafia, i Pelasgioti sono menzionati assieme ad ambasciatori Tessalioti ad Atene intorno al 353 a.C. Un frammento di una stele di marmo a Larissa in Tessaglia dice che su richiesta del console Quinto Cecilio Metello, figlio di Quinto, "amico e benefattore del nostro paese (ethnei Hémon) in cambio dei servizi resi da lui, dalla sua famiglia e dal SPQR, la lega tessala decretò di inviare 43 000 sacchi di grano a Roma, raccolti tra i diversi componenti della lega. I Pelasgidi e gli Ftioti ne fornirono 32 000 mentre gli Estioti e Tessalioti fornirono i restanti 11 000, con il 25% che andava all'esercito, tutto in mesi diversi".
Il toponimo regionale ed etnico ricorda i Pelasgi, elemento del passato della Tessaglia. Come in altre parti della Tessaglia, sono attestate iscrizioni in dialetto eolico, e dopo il II secolo a.C., anche in koinè.
Durante i giochi tessali a Larissa, in onore di Zeus Eleuterio, del I secolo a.C., alcuni atleti vincitori erano indicati come Tessalioti di Larissa Pelasgide, in greco antico Θεσσαλὸς ἀπὸ Λαρίσης τῆς Πελασγίδος?. La lapide funebre del III secolo a.C. di Erilao di Calcedonia menziona anche Λάρισα τᾶι Πελασγίδι, Larisa tai Pelasgidi.