| Petauro dello zucchero | |
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| Stato di conservazione | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Mammalia |
| Sottoclasse | Theria |
| Infraclasse | Metatheria |
| Superordine | Australidelphia |
| Ordine | Diprotodontia |
| Sottordine | Phalangeriformes |
| Superfamiglia | Petauroidea |
| Famiglia | Petauridae |
| Genere | Petaurus |
| Specie | P. breviceps |
| Sottospecie | P.b. ariel, Gould 1842 P.b. breviceps, Waterhouse 1838 P.b. longicaudatus, Longman 1924 P.b. papuanus, Thomas 1888 |
| Nomenclatura binomiale | |
| Petaurus breviceps Linnaeus, 1758 | |
| Sinonimi | |
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P. (Belideus) breviceps, Waterhouse 1839 | |
Il petauro dello zucchero (Petaurus breviceps Linnaeus, 1758), detto anche impropriamente "scoiattolo volante", è un piccolo marsupiale della famiglia dei Petauridi. La sua caratteristica principale è la capacità di spiccare lunghi salti planati grazie alla membrana estensibile che collega gli arti.
La testa ha forma triangolare, le orecchie sono piccole e prive di pelo, gli occhi sono invece molto grandi, indizio delle sue abitudini notturne o crepuscolari.
Presenta il patagio, ovvero una membrana di pelle che si estende dagli arti posteriori a quelli anteriori che gli permette di fare planate anche di 70–80 m. I maschi presentano la cosiddetta "stella" ovvero una zona senza peli sulla testa, sintomo della presenza di una ghiandola sebacea. Pesa circa 70-80 grammi. Sono presenti circa 10.000 esemplari al mondo. I cuccioli stanno con la madre fino all’età di 4 mesi.
Vive nelle foreste di Nuova Guinea Occidentale (Indonesia), Nuova Guinea, Australia e Nuova Zelanda.

Il petauro dello zucchero si ciba prevalentemente di frutta; spesso integra la sua dieta con proteine animali mangiando insetti come grilli e locuste. In cattività è molto importante che si integri la sua alimentazione con carbonato di calcio, perché non vada incontro a ipocalcemia e rachitismo.