Pharotis imogene

Come leggere il tassobox
Pharotis imogene
Immagine di Pharotis imogene mancante
Stato di conservazione
Critico
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
SuperordineLaurasiatheria
OrdineChiroptera
SottordineMicrochiroptera
FamigliaVespertilionidae
SottofamigliaVespertilioninae
TribùNyctophilini
GenerePharotis
Thomas, 1914
SpecieP.imogene
Nomenclatura binomiale
Pharotis imogene
Thomas, 1914
Areale

Pharotis imogene (Thomas, 1914) è un pipistrello della famiglia dei Vespertilionidi, unica specie del genere Pharotis (Thomas, 1914), endemico della Nuova Guinea.

Descrizione

Dimensioni

Pipistrello di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 43,1 e 50 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 37,5 e 39,6 mm, la lunghezza della coda tra 42 e 44,2 mm, la lunghezza del piede tra 7,8 e 9,4 mm, la lunghezza delle orecchie tra 23,4 e 25 mm e un peso fino a 7,7 g.

Caratteristiche craniche e dentarie

Il cranio è grande, liscio e arrotondato, senza creste. Il rostro è molto corto. La regione inter-orbitale è molto larga, con i bordi arrotondati. La bolla timpanica è di dimensioni normali. Il palato è accorciato. I canini sono relativamente più grandi rispetto a quelli del genere Nyctophilus, mentre gli incisivi superiori sono procombenti ed angolati.

Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

3 1 1 1 1 1 1 3
3 2 1 3 3 1 2 3
Totale: 30
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

Aspetto

Il colore generale del corpo è marrone scuro. Il muso è tronco e completamente privo di peli tra le narici, gli occhi sono moderatamente grandi e sporgenti. È presente una foglietta triangolare sopra le narici con il margine superiore convesso e una protuberanza posteriore più alta con una concavità anteriore. Le orecchie sono molto grandi, larghe, triangolari con la punta smussata e unite tra loro alla base da una banda ben sviluppata cosparsa di peli. Il trago è lungo, si restringe verso l'estremità arrotondata ed è provvisto di un particolare lobo ispessito posto a metà del bordo anteriore. Le membrane alari sono completamente brunastre e prive di peluria. Il calcar è lungo e robusto. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio.

Biologia

Comportamento

Probabilmente vive in colonie. Non è noto se si rifugia all'interno di alberi o in grotte.

Alimentazione

In accordo alle somiglianze morfologiche con il genere Nyctophilus, anche questa specie potrebbe nutrirsi di insetti con l'esoscheletro duro, come gli scarafaggi.

Distribuzione e habitat

Questa specie è conosciuta soltanto attraverso 45 femmine catturate nel 1890 da Lamberto Loria presso Kamali ed una femmina catturata nel 2012 presso il villaggio di Oio, entrambe le località nella Provincia centrale di Papua Nuova Guinea

Vive in boschi di sclerofillo fino a 100 metri di altitudine.

Conservazione

La IUCN Red List classifica P.imogene come specie in grave pericolo (CR), poiché se questa specie ancora esiste, la sua popolazione è notevolmente ridotta e il suo areale è soggetto ad un continuo declino nell'estensione e nella qualità del proprio habitat.

La Società Zoologica di Londra, in base ad alcuni criteri evolutivi e demografici, la considera una delle 100 specie di mammiferi a maggior rischio di estinzione.

Il recente ritrovamento di un individuo vivente cancella l'ipotesi che questa specie si sia estinta.

Note

  1. 1 2 3 (EN) Bonaccorso, F., Hamilton, S. & Parnaby, H. 2008, Pharotis imogene, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Pharotis imogene, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ↑ Bonaccorso, 1998.
  4. ↑ Hughes C, Broken-Brow J, Parnaby H, Hamilton S & Leung LKP, Rediscovery of the New Guinea Big-eared Bat Pharotis imogene from Central Province, Papua New Guinea (PDF), in Records of the Australian Museum, vol. 66, n. 4, 2014, pp. 225-232. URL consultato il 23 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2014).
  5. ↑ R.D.E.MacPhee & C.Flemming, 1999. Requiem Æternam. The last five hundred years of mammalian species extinctions. In: R.D.E. MacPhee (ed.) Extinctions in Near Time, pp.333-371. Kluwer Academic/Plenum Publishers, New York.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi