Philogelos (in greco antico Φῐλογέλως?, Filoghélos, "amante del riso") è una raccolta di brevi raccontini, facezie e motti di spirito; il numero di tali storielle varia a seconda delle edizioni (vedi infra).
Le storielle hanno per protagonisti personaggi "tipici": l'intellettuale pedante e sciocco (in greco σχολαστικός = laureato o anche professore), l'avaro, il buontempone, lo scorbutico intrattabile, l'inetto, il vile, il pigro, l'invidioso, l'affamato, quello con l'alito cattivo, il misogino, gli abitanti di particolari città note per la stupidità dei cittadini: Abdera, Sidone e Cuma.
Esse sono raggruppate per categorie, soprattutto in base al tipo dei protagonisti. L'edizione più completa riporta 265 storie, generalmente di quattro o cinque righe.
L'opera è stata tradizionalmente attribuita a due autori distinti: Ierocle (filosofo alessandrino del V secolo d.C.) e Filagrio (un grammatico o un sofista della tarda antichità). Alcuni studiosi moderni hanno vanamente tentato di attribuire le storie o gruppi di esse all'uno o all'altro dei supposti autori.
Numerosi indizi lessicali, sociali e culturali collocherebbero l'opera tra il V e il VI secolo d.C. anche se la presenza di chiari latinismi e costrutti grammaticali molto tardi propenderebbero per una datazione molto più tarda (tra il IX e il X secolo d.C.). Il testo pervenutoci potrebbe quindi essere la risultante di un secolare processo di stratificazione iniziato anticamente e conclusosi solo in epoca tarda.
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