Phyllocephalum Blume, 1826 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee.
Il nome del genere deriva da due parole greche "phyllon" (= foglie) e "cephalum" (= testa) e fa riferimento alle ampie brattee involucrali che sottendono i capolini di alcune specie di questo gruppo.
Il nome scientifico del genere è stato definito per la prima volta dal botanico Karl Ludwig von Blume (1796-1862) nella pubblicazione "Bijdragen tot de Flora van Nederlandsch Indie" (Bijdr. Fl. Ned. Ind. 15: 888) del 1826.



Le specie di questa voce sono basse erbacee. La pubescenza è formata da peli tipo flagelliformi multicelulari. Gli organi interni di queste piante contengono lattoni sesquiterpenici.
In genere sono presenti sia foglie basali che cauline. Le foglie lungo il caule normalmente sono a disposizione alternata. Quelle basali (se presenti) spesso formano delle rosette. Le cauline sono subsessili. La forma della lamina (semplice) è più o meno lanceolata. I bordi possono essere continui o dentati. La superficie superiore è verde, quella inferiore è bianco-tomentosa. Le venature in genere sono pennate. Le stipole sono assenti.
Le infiorescenze sono composte da pochi capolini terminali sottesi da patenti brattee fogliacee (quasi un subinvolucro). I capolini, peduncolati, discoidi di tipo omogamo, sono formati da un involucro persistente a forma emisferica composto da brattee (o squame) all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tubulosi. Le brattee, circa 40, sono disposte in 2 - 3 serie in modo embricato e scalato ed hanno delle forme da lineari a lanceolate; i bordi sono dentati; il colore è più o meno verde. Il ricettacolo, a forma piatta o più o meno conica, può essere privo o no di pagliette.
I fiori, da 75 a 150, sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono tubulosi (actinomorfi), ermafroditi (bisessuali) e fertili.
I frutti sono degli acheni con pappo. La forma dell'achenio obcompressa e oblunga con 10 coste e superficie glabra. Nell'achenio, privo di fitomelanina, sono presenti dei rafidi a sezione subquadrata. Il pericarpo può essere di tipo parenchimatico, altrimenti è indurito (lignificato) radialmente. Il carpoforo (o carpopodium - il ricettacolo alla base del gineceo) è anulare. I pappi, formati da una o più serie di corte setole, decidue, sono direttamente inseriti nel pericarpo o connati in un anello parenchimatico posto sulla parte apicale dell'achenio.
Le specie di questo gruppo si trovano principalmente in India, Giava e Sri Lanka.
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.
Le specie di questo gruppo appartengono alla sottotribù Centrapalinae H. Rob, descritta all'interno della tribù Vernonieae Cass. della sottofamiglia Vernonioideae Lindl.. Questa classificazione è stata ottenuta ultimamente con le analisi del DNA delle varie specie del gruppo. Dagli ultimi studi filogenetici sul DNA la tribù Vernonieae è risultata divisa in due grandi cladi: Nuovo Mondo e Vecchio Mondo. Centrapalinae occupa una posizione centrale e appartiene al clade del Vecchio Mondo; in particolare è inclusa nel subclade africano più vicino alle specie tropicali americane.
La sottotribù, e quindi i suoi generi, si distingue per i seguenti caratteri:
In precedenza la tribù Vernonieae, e quindi la sottotribù di questo genere, era descritta all'interno della sottofamiglia Cichorioideae. Il genere di questa voce è stato anche descritto come appartenente alla sottotribù Erlangeinae H.Rob. (sempre nel gruppo delle Vernonieae).
I caratteri distintivi per questo genere sono i seguenti:
Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 18.
Questo genere comprende 11 specie:
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: