| Pie postulatio voluntatis Bolla pontificia | |
|---|---|
| Pontefice | Papa Pasquale II |
| Data | 15 febbraio 1113 |
| Anno di pontificato | XIV |
| Traduzione del titolo | La pia richiesta |
| Argomenti trattati | Approvazione dell'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri |
Pie postulatio voluntatis (lett "La pia richiesta") è una bolla papale emessa il 15 febbraio 1113 da Pasquale II, in cui quest'ultimo riconosce formalmente l'istituzione dell'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri, confermandone l'indipendenza e la sovranità. Oggi tale documento è conservato presso la Biblioteca Nazionale di Malta, a La Valletta.

Le origini dell'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri risalgono al 1048, quando il califfo fatimide Al-Mustansir Billah diede il permesso ad alcuni mercanti della Repubblica di Amalfi di costruire uno "Xenodochio", cioè un ospizio per i pellegrini che visitavano la Terra Santa. Il flusso di pellegrini ai santuari cristiani, iniziato sotto Costantino il Grande, in effetti non si era mai fermato, nonostante l'invasione araba. L'Ospedale medioevale (in latino domus hospitalis) va inteso non solo come luogo di cure, ma anche di assistenza e di alloggio, per chi visitava il Santo Sepolcro a Gerusalemme. Di solito l'ospizio inglobava o aveva vicino una chiesa, dove i pellegrini deceduti ricevevano esequie cristiane. La comunità che si creò attorno a questo edificio, aperto a tutti i bisognosi senza distinzioni, ottenne molta popolarità, tanto da poter rimanere in attività anche quando la città fu assediata dai crociati.
Dopo la prima crociata (1096-1099), che si concluse con la conquista di Gerusalemme, i pellegrini cristiani aumentarono e di conseguenza crebbe anche l'importanza dell'ospedale. Il fondatore, Gerardo Sasso temendo che il nuovo regno crociato, retto da Baldovino I di Gerusalemme, a causa delle guerre contro i vicini musulmani, potesse tassare o addirittura incamerare i beni e le donazioni dell'Ospedale, si recò da Papa Pasquale II per chiedere l' emissione di una Bolla, che ne decretasse la totale autonomia da ogni Autorità laica o ecclesiastica, con subordinazione solo al Papato.
Papa Pasquale II concesse la bolla allo stesso Gerardo il 15 febbraio 1113. In essa il Papa riconosceva degna di accoglienza la richiesta di Gerardo di porre l'ospedale di Gerusalemme e gli ospedali e ospizi collegati in Occidente (Saint-Gilles, Asti, Pisa, Bari, Otranto, Taranto e Messina) sotto la tutela papale, per garantirne l'autonomia. Nella Bolla si riconosce come già esistente nell'anno 1100 una estesa rete di immobili, quasi tutti collocati nei porti, per ospitare i pellegrini verso o da Gerusalemme.
La bolla, se non fissa regole monastiche, nè prevede attività militari, conferisce però a Gerardo e suoi successori il diritto di eleggere i propri capi fra i membri professi, che poi avranno il titolo di Gran Maestri senza che alcuna entità politica e religiosa possa interferire in tale scelta. A seguito della bolla, gli ospedalieri si diedero una Regola, più volte aggiornata, con cui stabilirono ufficialmente i requisiti per l'ingresso e i tre voti a cui ogni membro dell'Ordine era vincolato: povertà, castità e obbedienza.
Traduzione del testo latino della Bolla:
Pasquale Vescovo, Servo dei servi di Dio - Al venerabile figlio Gerardo, fondatore e preposto dell'Ospedale (lett. Xenodochio) di Gerusalemme, e ai suoi legittimi successori in perpetuo.
La pia richiesta di una volontà devota deve essere conseguentemente accolta. Con affetto hai infatti richiesto che l'Ospedale, che hai istituito nella città di Gerusalemme accanto alla chiesa del beato Giovanni Battista, fosse munito dell'autorità della Sede Apostolica e confortato dal patrocinio del Beato apostolo Pietro. Noi, pertanto, apprezzando le tue cure e sollecitudini riguardo all'assistenza dei poveri e dei pellegrini, accogliamo la tua richiesta con paterna benignità, e stabiliamo che quella casa di Dio, quell'Ospedale, persista sempre sotto la tutela della Sede Apostolica e sotto la protezione del Beato Pietro.
Decretiamo quindi che tutte gli onori e i possedimenti che sono stati acquisiti a questo medesimo Ospedale per il sostentamento e l'alimento dei poveri e dei pellegrini, sia di qua, che al di là del mare, o che in futuro, per concessione di Dio, si verificherà che siano acquisite attraverso i fedeli, siano conservate tranquilli e integri in perpetuo sia a te che ai tuoi successori solleciti in questa medesima cura, e dopo di voi a coloro che in quel medesimo luogo saranno al servizio di questo Ospedale.
A questo si aggiunge che, gli ospedali e ospizi che si trovano nelle regioni d'Occidente, ossia Saint-Gilles, Asti, Pisa, Bari, Otranto, Taranto e Messina, rimangano in perpetuo uniti a questa medesima casa, come sono oggi, sotto la soggezione di questa medesima chiesa e sotto il governo tuo e dei tuoi successori.
Alla tua morte, che sei l'attuale amministratore di questo luogo, o alla morte di qualunque tuo successore, nessuno vi sia preposto con alcuna astuzia di frode o con la violenza, se non colui che i fratelli professi in quel luogo avranno stabilito di eleggere secondo Dio.
Stabiliamo inoltre che a nessun uomo sia lecito turbare temerariamente il suddetto Ospedale, o sottrarre le sue proprietà, o trattenere quelle sottratte, o diminuirle, o tormentarlo con molestie di qualsiasi genere; ma tutte le cose siano conservate integre per coloro per il cui sostentamento e governo sono state concesse, per essere di profitto in ogni modo ai loro usi, fatta salva l'autorità della Sede Apostolica.
Se dunque in futuro una persona ecclesiastica o secolare, conoscendo questa pagina della nostra costituzione, tenterà temerariamente di agire contro di essa, dopo essere stata ammonita per due o tre volte, se non avrà corretto la sua colpa con una congrua riparazione, sia privata della dignità della sua potestà e del suo onore, sappia di essere rea davanti al giudizio divino per l'iniquità commessa, sia allontanata dal sacratissimo corpo e sangue di Dio e del Signore nostro Redentore Gesù Cristo, e sia sottoposta a una severa punizione nell'Giudizio Finale.
A tutti coloro, invece, che osserveranno la giustizia verso questo luogo, sia pace da parte del Signore Nostro Gesù Cristo, affinché sia qui ricevano il frutto della buona azione, sia trovino i premi della pace eterna presso il severo giudice. Amen. Amen.
Io, Pasquale, Vescovo della Chiesa Cattolica, sottoscrivo. (seguono le firme di 8 Vescovi). Dato a Benevento per mano di Giovanni, cardinale diacono della Santa Romana Chiesa e bibliotecario, il 15 prima delle Calende di Marzo [15 febbraio], Indizione VI, nell'anno MCXIII dell'Incarnazione del Signore, nel XIV anno di pontificato di Papa Pasquale II.
In occasione del 900º anniversario dell'emissione della bolla pontificia fu organizzata una conferenza, durata due giorni, a Roma, a cui parteciparono ben 5.000 persone. Tale convegno iniziò il 7 febbraio 2013 e si concluse due giorni dopo, il 9 febbraio, con una messa celebrata nella Basilica di San Pietro dal cardinale Tarcisio Bertone.
Inoltre, sempre per l'occasione, le Poste Magistrali, l'operatore postale del Sovrano Militare Ordine di Malta, emisero una serie due francobolli che celebrano l'anniversario.