| Piediluco frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°32′07.33″N 12°45′38.84″E |
| Altitudine | 375 m s.l.m. |
| Abitanti | 1 007 (2021) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 05100 |
| Prefisso | 0744 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cod. catastale | G595 |
| Cartografia | |
Sorge in riva al lago di Piediluco, quanto rimane dell’antico Lacus Velinus parte della Piana reatina a breve distanza dalla cascata delle Marmore.

Il villaggio palafitticolo preistorico di Piediluco è costituito da circa venti insediamenti, scoperto dagli archeologi della Sopraintendenza dell'Umbria, interessa le sponde del lago di Piediluco e si protrae lungo il fiume Velino nella Piana reatina.
Nell'abitato perilacustre di epoca protostorica di Paduli sono stati rinvenuti numerosissimi reperti a ridosso del braccio meridionale del Lago di Piediluco, noto come “braccio di Cornello”. Il sito venne abitato in un periodo molto ampio, compreso tra la media età del Bronzo e la prima età del Ferro.
Piediluco, è noto anche come luogo di ritrovamento di un importante ripostiglio dell’età del Bronzo finale XII-XI secolo a.C. i cui manufatti possono essere riferiti a una cerchia metallurgica locale che si è proposto di chiamare “TerniRieti”, operante in stretta relazione con le altre dell’areale della facies metallurgica medio-tirrenica (ripostigli di Goluzzo, Santa Marinella, Limone, ecc.). Il materiale rinvenuto è costituito da coltelli e fibule frammentarie, scalpelli e falcetti frammentari di bronzo, punte di lancia frammentarie, asce ad alette intere o frammentarie in bronzo. Inoltre vennero alla luce spade, morsi equini, falci, scalpelli, ruote di un carretto ed i frammenti di un tripode di origine cipriota. Alcuni di questi reperti, di produzione egea, sembrano confermare inoltre la presenza di etnie pelasgiche.
In un documento del 1028 si citano il Castello de Luco (sulla sommità del monte della Rocca, dal latino lucus, bosco sacro) e la curtem de Postro (in riva al lago), come un possedimento di tale Bernardo D'Arrone, feudatario del luogo, che lo concede ai monaci dell'abbazia di Farfa. La Rocca era caratterizzata da un mastio con torre quadrangolare, di cui ora rimangono solo i resti. In basso sorgeva un piccolo villaggio, nella zona chiamata il Colle.
Nel 1208, san Francesco passò in questo paese. Nel 1244 Federico II passò quei luoghi ai Brancaleoni, che fortificarono il castello.

Nel 1330, Rieti e Spoleto si allearono per distruggere la rocca (una roccaforte ghibellina), ma furono fermati in questo intento da papa Benedetto XII.
Nel 1364, Blasco Fernando di Belviso acquistò dai Brancaleoni la Rocca e la ingrandì. Egli venne ucciso nel 1368 durante una rivolta; l'anno successivo, truppe pontificie inviate da papa Urbano V e comandate da Ugolino da Montemarte, catturarono, processarono sommariamente e giustiziarono 50 uomini del paese.
Dal 1393 al 1439 fu dominio dei Trinci di Foligno, che lo dotarono di un nuovo statuto (Statuta Castri Pedisluci). Successivamente, papa Eugenio IV lo sottomise alla potestà pontificia e nel 1453 papa Nicola V lo rese signoria del capitano di ventura reatino Matteo Poiani.
Nel 1578 il feudo fu diviso tra i Poiani e i Farrattini-Poiani di Amelia.
Negli anni successivi, tutti i beni feudali passarono ai conti Pianciani, che li cedettero ai baroni Franchetti alla fine del XIX secolo.
Risale proprio a questo periodo il grande balzo di notorietà di Piediluco, grazie al fatto di essere spesso inserito nel Grand Tour assieme alla visita alle cascate delle Marmore.
Nel 1927 Piediluco, fino ad allora comune autonomo appartenente alla provincia di Perugia, venne accorpato con un regio decreto-legge al comune di Terni, di cui fa tuttora parte.
All'interno del territorio comunale è possibile rinvenire diversi monumenti e luoghi di interesse.


Il borgo di Piediluco viene citato in un episodio della fiction RAI Un medico in famiglia 9 nell'episodio La scelta di Anna. Villalago è stata scelta anche come location per girare alcuni film, tra cui La caduta degli dei del regista Luchino Visconti e Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov diretto da Antonello Aglioti. Vi sono state girate alcune scene de Il vegetale di Gennaro Nunziante con Fabio Rovazzi e Luca Zingaretti.
Il comico romano Maurizio Battista ha effettuato presso il Lago delle riprese del suo film "Succede", per la durata complessiva di due settimane.
In passato l'economia di Piediluco era prevalentemente a carattere agricolo, integrata con la pratica della pesca.
Oggi un'importante fonte di reddito proviene dal turismo, con particolare riferimento a quello legato alle manifestazioni remiere.
Il complesso di Villalago, negli anni sessanta e settanta, ospitò diverse iniziative culturali come le prime edizioni di Umbria Jazz e il concorso pianistico intitolato ad Alessandro Casagrande.
Tra le manifestazioni organizzate attualmente nel paese, si ricordano la celebrazione del solstizio d'estate con la Festa delle Acque, tradizione tramandatasi nel tempo e che prevede eventi culturali e folkloristici che si concludono con una sfilata di barche allegoriche sul lago e il Baccanale, cena propiziatoria in onore del dio Bacco organizzata generalmente nel periodo di ferragosto all'interno della Rocca.
Ulteriori manifestazioni che vengono realizzate durante il periodo estivo nel paese sono Piediluco in musica (dal 2014 piedilucofestival), un festival che prevede concerti di musica classica e attività di studio per musicisti con artisti e docenti di fama internazionale, Il carbonaretto d'oro, concorso nazionale per giovani cantanti e Verdi Germogli, riservato a bambini e ragazzi vincitori di concorsi nazionali canori.
Il paese sorge lungo la strada regionale 79 Ternana, la vecchia strada statale di collegamento tra Rieti e Terni; una breve variante costruita negli anni Sessanta circonvalla l'abitato, evitando al traffico pesante di attraversarlo.
Più recentemente la SR 79 è stata sostituita dalla superstrada Rieti-Terni, una strada a scorrimento veloce che passa nella valle del Velino (a circa cinque chilometri dal paese) e lo serve con lo svincolo "Piediluco-Marmore".
Nella valle del Velino passa inoltre la ferrovia Terni-Rieti-L'Aquila. Fino al 1980 il paese era servito dalla stazione di Piediluco, posta a circa quattro chilometri dall'abitato, ma in quell'anno la stazione fu soppressa; oggi Piediluco è servito dalla poco più lontana stazione di Marmore (6 km).

Il lago di Piediluco è un luogo celebre per la pratica di canottaggio, canoa e kayak: infatti vi ha sede il centro nazionale di preparazione olimpica di canottaggio, ed è stato sede di gare nazionali e internazionali di tale disciplina.
Nell'area di Piediluco si pratica inoltre il trekking, l'enduro e la mountain bike lungo i percorsi che girano intorno al perimetro del lago e attraverso i sentieri più adrenalinici della rocca, di Mazzelvetta e della Madonna dell'eco sul Monte Caperno.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 146334950 · LCCN (EN) n88213482 · BNF (FR) cb121821706 (data) · J9U (EN, HE) 987007560245405171 |
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