| Pierfrancesco Maran | |
|---|---|
| Europarlamentare | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 16 luglio 2024 |
| Legislatura | X |
| Gruppo parlamentare | S&D |
| Circoscrizione | Italia nord-occidentale |
| Incarichi parlamentari | |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Democratico (dal 2008) In precedenza: DS (1998-2007) |
| Titolo di studio | Laurea in scienze politiche |
| Università | Università degli Studi di Milano |
| Professione | Consulente aziendale |
Pierfrancesco Maran (Milano, 27 maggio 1980) è un politico italiano, dal 16 luglio 2024 europarlamentare per il Partito Democratico.
Nato a Milano, dov'è cresciuto nel quartiere di Porta Venezia, consegue il diploma di maturità al liceo scientifico statale "Alessandro Volta" e la laurea in scienze politiche alla Università statale di Milano, con una tesi sulla Rivoluzione arancione in Ucraina, inizia l'attività professionale di consulente aziendale.
Nel 2018 ha avuto grande eco mediatica la notizia, pubblicata su vari organi d'informazione, di un'intercettazione emersa dagli atti di una inchiesta della Procura di Roma nella quale alcuni indagati per corruzione raccontano l'offerta fatta a Maran - allora Assessore all'Urbanistica - di un appartamento che lui ha rifiutato.
Ha scritto il libro "Le città visibili. Dove inizia il cambiamento del Paese", Solferino 2022, che partendo dalla sua storia politica e dall'esperienza del governo del centrosinistra a Milano ragiona sulle trasformazioni in atto nelle grandi città europee anche alla luce della pandemia.
Alle elezioni amministrative del 1997 Maran viene eletto consigliere municipale della Zona 3 di Milano[senza fonte], venendo confermato alle amministrative del 2001 e occupandosi principalmente delle tematiche legate alla sosta e ai parcheggi e della difesa e dello sviluppo del territorio.
Alle elezioni amministrative del 2006 si candida al consiglio comunale di Milano, tra le liste de L'Ulivo (lista elettorale che univa principalmente i Democratici di Sinistra e La Margherita) a sostegno del candidato sindaco di centro-sinistra Bruno Ferrante, risultando eletto consigliere comunale e facendo parte della Commissione consiliare mobilità e ambiente.
Nel 2007 aderisce alla nascita del Partito Democratico (PD), dove nel 2008 fonda a Milano il circolo 02PD, uno dei storici e più numerosi della città, ad oggi definito come un punto di riferimento per l'area renziana all'interno del partito metropolitano, insieme, tra gli altri, a Lia Quartapelle.

Alle amministrative del 2011 viene confermato consigliere comunale, tra le liste del PD, come il secondo più votato (dopo Stefano Boeri). Successivamente viene nominato assessore con deleghe alla Mobilità, Ambiente, Acqua pubblica, Energia e Metropolitane nella giunta comunale di Milano guidata da Giuliano Pisapia (il più giovane della giunta).
Alle elezioni amministrative del 2016 viene rieletto, come il secondo più votato (dopo Pierfrancesco Majorino), consigliere comunale e successivamente confermato assessore nella giunta del nuovo sindaco Beppe Sala, ottenendo le deleghe all'Urbanistica, al Verde e all'Agricoltura.
In vista del referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari del 2020, legato alla riforma Fraccaro del Movimento 5 Stelle, Maran sostiene il voto contrario, in dissidenza con la linea ufficiale del Partito Democratico schierato a favore.
Alle amministrative del 2021 viene ricandidato al consiglio comunale di Milano, come capolista del PD a sostegno del sindaco uscente Sala, venendo ancora confermato come il più votato in tutta Italia nella tornata elettorale di quell'anno con più di 9mila preferenze. Successivamente viene riconfermato assessore comunale assumendo le deleghe alla Casa e al Piano Quartieri.
Alle primarie del PD del 2023 sostiene la mozione di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, facendosi promotore del modello amministrativo locale, ma che risulta perdente venendo sconfitto dalla deputata del PD Elly Schlein.
In vista delle elezioni regionali in Lombardia del 2023, Maran fece pressione per convocare le elezioni primarie del centrosinistra per la scelta del candidato alla presidenza della Regione, a cui si candidava e sosteneva l'alleanza di quest'ultimo con il Terzo Polo a discapito del Movimento 5 Stelle (M5S), ma che non avvengono visto che il centro-sinistra converge assieme proprio al M5S sulla candidatura di Pierfrancesco Majorino.
Alle elezioni europee del 2024 Maran viene candidato al Parlamento europeo, tra le liste del Partito Democratico nella circoscrizione Italia nord-occidentale in ottava posizione, risultando eletto europarlamentare con 45.468 preferenze e grazie alla rinuncia di Alessandro Zan (che opta per la circoscrizione Italia nord-orientale), dimettendosi da assessore comunale milanese il successivo 1° luglio. Nella X legislatura è presidente della Commissione per l'ambiente, il clima e la sicurezza alimentare e membro della Conferenza dei presidenti di commissione, eletto il 9 febbraio 2026 al posto del dimissionario Antonio Decaro (eletto presidente della Regione Puglia), oltreché componente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della Delegazione per le relazioni con la Bosnia-Erzegovina e il Kosovo, inclusi i comitati parlamentari di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina e UE-Kosovo e della Delegazione all'Assemblea parlamentare Euronest, di cui è anche coordinatore per il gruppo S&D, e membro sostituto della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della Delegazione al comitato parlamentare di partenariato UE-Armenia, alle commissioni parlamentari di cooperazione UE-Azerbaigian e di associazione UE-Georgia.
È sposato e ha due figli, che per scelta dei genitori hanno il doppio cognome.