Piergiuseppe Scardigli (Altopascio, 13 ottobre 1933 – Firenze, 27 maggio 2008) è stato un filologo e docente italiano, specialista di filologia germanica.
Allievo di Vittorio Santoli e Giacomo Devoto, si laureò con quest'ultimo con una tesi sulle Tavole eugubine. Nel 1956 iniziò la carriera universitaria come assistente volontario presso la cattedra di glottologia della Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Firenze. Dal 1969 al 1996 fu titolare della cattedra di filologia germanica nello stesso ateneo.
La sua attività scientifica si concentrò sulle lingue e sulle culture germaniche antiche, sulla storia e la lingua dei Goti, sui Longobardi, sul gotico e sulla storia degli studi germanici.
Le prime ricerche di Scardigli furono dedicate all'indoeuropeistica e alla linguistica storica, con studi sulle lingue italiche, sul greco e sull'armeno. La svolta verso la germanistica fu segnata nel 1964 dalla pubblicazione dei due volumi Filologia germanica. Introduzione alla storia delle comunità di lingua germanica e Lingua e storia dei Goti.
Scardigli contribuì alla definizione della filologia germanica in Italia come disciplina autonoma rispetto ad ambiti contigui quali la glottologia e la lingua e letteratura tedesca. Fu inoltre considerato uno dei maggiori studiosi internazionali della cultura e della tradizione letteraria gotica. Maria Fancelli ha sottolineato il ruolo da lui svolto nel consolidamento della disciplina a Firenze e la concezione unitaria degli studi germanici che ne caratterizzò l'insegnamento e la ricerca.
Lingua e storia dei Goti fu rielaborato e ampliato nell'edizione tedesca Die Goten. Sprache und Kultur, pubblicata nel 1973 e integrata con due appendici dedicate agli atti di compravendita latino-gotici di Ravenna e al frammento del Vangelo di Marco rinvenuto a Spira nel 1970. Nella sua recensione C. T. Carr riconobbe la vasta erudizione dell'autore, la ricchezza delle informazioni raccolte e il valore della trattazione dell'opera di Ulfila, criticando tuttavia la tendenza a formulare conclusioni molto estese sulla base di testimonianze limitate.
Nel 2000 Scardigli collaborò alla settima edizione della Gotische Bibel di Wilhelm Streitberg, redigendo il supplemento Neuentdeckte gotische Sprachreste, dedicato ai ritrovamenti linguistici avvenuti dopo le precedenti edizioni, e integrando con due nuovi vocaboli il dizionario gotico-greco-tedesco. D. H. Green annoverò Scardigli fra gli studiosi che avevano contribuito al rinnovamento delle ricerche sulla lingua gotica e valutò favorevolmente la sua partecipazione alla nuova edizione.
Si occupò inoltre di problemi metodologici della filologia germanica, dei rapporti fra Germani e mondo romano, della lingua e della cultura longobarde, della tradizione eddica e delle varietà alemanne parlate nelle comunità Walser italiane.
Il primo numero della rivista Filologia Germanica – Germanic Philology, dedicato alla lingua e alla cultura dei Goti, fu pubblicato in sua memoria.
Nel 2011 uscì il volume miscellaneo Saggi in onore di Piergiuseppe Scardigli, a cura di Patrizia Lendinara, Fabrizio D. Raschellà e Michael Dallapiazza, corredato da una bibliografia dei suoi scritti.
Nel 2024 l'Università degli Studi di Firenze gli dedicò una giornata di studi e una mostra documentaria intitolate Piergiuseppe Scardigli. Un maestro fondatore della filologia germanica. Nel 2026 Firenze University Press pubblicò un volume collettivo con lo stesso titolo, a cura di Letizia Vezzosi.
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