Piero Meriggi (Como, 12 gennaio 1899 – Pavia, 29 giugno 1982) è stato un linguista italiano.
Studiò all'Università degli Studi di Pavia con l'antichista Plinio Fraccaro e col sanscritista Luigi Suali e si laureò nel 1922 con una tesi su La lingua licia, argomento che approfondì dopo la laurea allargandolo agli studi anatolici e partecipando alla decifrazione dell'eteo geroglifico, del lidio e del luvio. Lettore all'Università di Amburgo, vi restò dal 1930 al 1939, studiando con Karl Meinhof, Otto Dempwolff e Giulio Panconcelli Calzia, africanistica, linguistica generale e fonetica sperimentale. Nel 1939 fu costretto dal fascismo a lasciare l'università tedesca, riuscendo a tornare agli studi solo nel 1949, quando fu chiamato a coprire la cattedra di Glottologia all'Università di Pavia, dove, accanto all'interesse per le lingue indoeuropee, approfondì anche il rapporto tra lingua e pensiero, fornendo importanti studi di semantica. Nel 1963 fu nominato socio dell'Accademia dei Lincei. Insieme a Giovanni Pugliese Carratelli e Carlo Gallavotti contribuì alla fondazione del "Centro di Studi Micenei ed Egeo-Anatolici", riconosciuto dal CNR nel 1964 e diventato organo del CNR dal 1968, e confluito nel 2013 nell'Istituto di studi sul Mediterraneo antico.
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