
Piero Viotto (Torino, 16 aprile 1924 – Varese, 4 gennaio 2017) è stato un pedagogista e filosofo italiano. È stato uno dei più autorevoli interpreti e studiosi del pensiero del filosofo Jacques Maritain nel mondo.
Piero Viotto nasce a Torino nel 1924. Dopo il diploma, nel 1942, inizia ad insegnare nelle Scuole elementari nelle quali pratica il metodo della scuola attiva secondo la metodologia dell'attivismo indicata da Marco Agosti e Vittorino Chizzolini. Si laurea in pedagogia nella Facoltà di Magistero della Università di Torino nel 1947 con la prima tesi in Italia su Jacques Maritain che, ritenuta degna di stampa, viene pubblicata dalla Editrice La Scuola di Brescia e in pochi anni raggiunge cinque edizioni. Dal 1948 al 1953 è Assistente alla cattedra di Pedagogia nella medesima Università. Nel 1954 passa ad insegnare filosofia e storia nei Licei, e prepara per i suoi alunni una Storia della filosofia in tre volumi, che viene pubblicata dalle Edizioni Marietti di Torino. Insegna Pedagogia alla Scuola per Assistenti Sociali dell'Onarmo a Torino e dal 1964 fino al pensionamento è preside di ruolo nei Licei. È chiamato da Aldo Agazzi negli anni 1976 - 1987 e incaricato dell'insegnamento della pedagogia nell'Istituto Superiore di Educazione Fisica dell'Università Cattolica di Milano. Partecipa fin dalla sua fondazione, nel 1954, al gruppo di “Scholé”, che riunisce in convegni annuali i docenti universitari cristiani di scienze dell'educazione. Dal 1977 al 1980 dirige la collana "Educazione Scuola Società" della casa editrice Esperienze pubblicando quattordici volumi di giovani ricercatori. Nei medesimi anni collabora con Dino Perego al Comitato Italiano Gioco Infantile del gruppo Adriano Olivetti.
Il lavoro scientifico più importante riguarda una riflessione sistematica sulle opere di Raïssa e Jacques Maritain che si concretizza in cinque volumi nelle edizioni di Città Nuova di Roma, tradotti anche in spagnolo, e in un'analisi degli scritti di filosofia di Montini Paolo VI, preparando un'antologia sistematica dai tempi dell'assistentato alla Federazione Universitaria Cattolica Italiana fino al periodo da Arcivescovo di Milano e infine da Pontefice.
Fin dalla fondazione fa parte del consiglio scientifico dell'Institut International Jacques Maritain di Roma.
Inseritosi sin dai suoi primi scritti nella scia del realismo critico di Maritain, attraverso l'analisi comparata delle sue numerose corrispondenze con filosofi e teologi, poeti e romanzieri, artisti e compositori musicali, Piero Viotto sviluppa una riflessione sui problemi dell'estetica e delle scienze dell'educazione. Per quanto riguarda i problemi dell'arte, in stretto contatto con alcuni artisti di cui segue la gestazione delle opere, in diversi scritti, pubblicati in riviste italiane e straniere, sottolinea come la bellezza nasca da un'emozione musicale, si esprima in una intuizione poetica e si realizzi nella virtù dell'arte, che è distinta ma non separata dalla virtù della prudenza, perché la bellezza è lo splendore della verità. Non di tratta, affatto, di una utilizzazione della seduzione della bellezza ai fini educativi, ma di contemplare la bellezza nel suo nocciolo intelligibile, superando ogni forma di estetismo, come nell'estetica di Benedetto Croce (l'arte per l'arte), o di didatticismo come nell'estetica di John Dewey (l'arte per la società), ma per cogliere l'intrinseca religiosità dell'opera d'arte. La creazione artistica non è solo un'intuizione lirica o un'espressione sociale, ma è insieme intuizione ed espressione, nella contemplazione dell'assoluto della bellezza. Nel campo dell'epistemologia delle scienze umane, Viotto riconosce alla pedagogia, come anche alla politica e alla pastorale, lo statuto di una scienza pratica che deve mediare la perfezione ideale del dover essere, indicata dalle scienze deontologiche (filosofia e teologia) con la perfettibilità reale, riscontrata dalle scienze fenomenologiche (psicologia e sociologia), cercando per ciascun uomo il perfezionamento possibile. L'azione educativa si gioca nel rapporto tra la soggettività della libertà di coscienza e l'oggettività della verità seguendo le tappe dell'età evolutiva, per cui al fanciullo si comanda, all'adolescente si consiglia, e per il giovane si influenza sostenendo la sua autoeducazione. Su questo percorso si muovono la famiglia, la scuola e il terzo ambiente educativo (i gruppi liberi come oratori, associazioni sportive, politiche, ecclesiali). L'educazione non formale e non sistematica dell'ambiente socio-culturale è più efficace dell'educazione formale e sistematica delle istituzioni educative. L'amicizia è il fondamento dell'educazione.
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