Nel 1772 Pierre Petitot entra nella classe di Claude François Devosge alla Scuola di disegno di Digione. Nel 1784 vince il primo gran premio di scultura istituito dagli Stati di Borgogna e ottiene una borsa di studio che gli permette di soggiornare a Roma. Vi si recò nel dicembre 1784 via mare in compagnia del suo compagno Pierre Paul Prud'hon, vincitore del primo premio di pittura dello stesso concorso (Borgogna) ed ex allievo di Devosge. Per la sua spedizione a Roma, Pierre Petitot scolpì il Gladiatore combattente (1786-1787) ispirandosi alla statua della collezione Borghese.
Pierre Petitot si sposò intorno al 1790 con Catherine Gurnot (nata intorno al 1770). Da questa unione nasce nel 1794 Louis Petitot, futuro scultore, sposato intorno al 1830 con Julie Angélique Cartellier, figlia dello scultore Pierre Cartellier (1757-1831) e della pittrice miniaturista e copista Angélique Geneviève Richard (1769-1848).
Esordisce al Salon del 1793, in pieno tumulto rivoluzionario e, qualche mese più tardi, sua moglie è incinta del loro figlio Louis (nato il 22 giugno 1794). Contemporaneamente, Petitot viene denunciato con l'accusa di aver parlato male dei giacobini. Arrestato e incarcerato nella “prigione del Lussemburgo”, verrà liberato solo dopo la caduta di Robespierre, il 9 termidoro dell'anno II (27 luglio 1794).
Nel 1806 Pierre Petitot figura nella lunga lista degli artisti scelti da Denon per la decorazione della colonna della Grande Armata (colonna Vendôme) secondo i disegni di Bergeret. Il rendiconto delle spese indica la sua partecipazione alla realizzazione dei bassorilievi che adornano il fusto della colonna, suddivisi in 76 parti o scene e 266 frammenti, sette dei quali gli sono attribuiti senza essere stati identificati.
Pierre Petitot espose al Salon di Parigi a partire dal 1793 al 1819.
1793: Testa d'uomo copia da una scultura antica, marmo; Amore e Psiche, piccolo gruppo in gesso; La Malinconia, figura in terracotta; Schizzo raffigurante una pendola, terracotta.
1795: diversi busti in gesso, di cui uno patinato in bronzo.
1796: Busto del cittadino Desseaux, chirurgo dell'Hôtel-Dieu, gesso; Busto del cittadico C***, terracotta; Ebe, schizzo, terracotta.
1800: Madre che piange il figlio, gruppo in marmo.
1801: Il principe Eugenio, busto in marmo destinato alla galleria dei Consoli del palazzo delle Tuileries; Artemisia, o l'Amore coniugale; L'Innocenza sorpresa da Amore e Anacreonte canta un'ode a Venere, due piccoli bassorilievi in cera incorniciati.
1802: La Concordia, modello in gesso, premio d'incoraggiamento del Salon.
1804: Il Genio francese.
1812: La morte di Pindaro, schizzo.
1814: L'Amicizia, statua; La Guerra e la Vittoria, bassorilievo in marmo; La Storia e la Pace, bassorilievo in marmo; Il Trionfo di Bacco e Arianna, bassorilievo.
1817 o 1819: Maria Antonietta.
1819: Childerico e Neliza, gruppo.
Mostre
1900: Esposizione universale a Parigi: Il Genio della Vittoria, statuetta in marmo (museo d'Arte e Storia di Langres); La Concordia, schizzo in gesso del monumento che doveva essere eretto in place de la Concorde a Parigi.
Ritratto di Eugenio Francesco di Savoia detto il principe Eugenio, Salon del 1801, erma in marmo;
Ritratto di François Croizier, aiutante di campo del generale Bonaparte (1758-1799), 1836, busto su piedistallo, gesso, 78cm, modellato sul busto presente precedentemente nella sala dei Marescialli alle Tuileries. Originale in marmo esposto al Salon del 1804, modellato in due riprese.
↑(FR) Charles Paul Landon, Annales du musée et de l'école moderne des beaux-arts: École française moderne: Sculpture, t. 2, Parigi, Pillet ainé, pp.68-71.
↑(EN) GrandPalaisRmnPhoto, su GrandPalaisRmnPhoto. URL consultato il 23 settembre 2025.
Bibliografia
(FR) Jean Chrétien Ferdinand Hoefer, Nouvelle biographie générale, vol.39, 1853.
(FR) Christine Lamarre e Sylvain Laveissière, Les Prix de Rome des États de Bourgogne. Lettres à François Desvosge, 1776-1792, Digione, musée des Beaux-Arts de Dijon, 2003.