Originariamente chiamato "Petra Anseri", toponimolongobardo derivato dai termini "Pietra" e "Ansharius" (o "Anseri"), il paese sorse nel 975 d.C. circa, quando la diocesi di Sulmona ebbe dei territori intorno ad Alfedena da parte dell'abbazia di San Vincenzo al Volturno. Non distante dal centro fortificato di Roccaraso, su un piccolo sperone roccioso, sorse: e si sviluppò il centro di Pietransieri.
Cambiò varie volte nome (Pietra d'Anserio, Pietranziero), fino al nome attuale assunto nel XVI secolo. Prima del 1811, il centro era un comune autonomo, poi passato all'amministrazione di Roccaraso. Dopo la distruzione della seconda guerra mondiale, anche Pietransieri è diventata importante stazione turistica invernale per lo sci, essendo molto vicina a Roccaraso.
Strage di Limmari
Pietransieri è nota per l'eccidio di Pietransieri, (noto anche come "strage di Limmari"), dal nome del vicino bosco in cui si consumò la tragedia.
«Nobile e generosa frazione montana del Comune di Roccaraso, confermando ancora una volta le elevate tradizioni patriottiche e la insofferenza al servaggio delle forti popolazioni abruzzesi, reagiva con la più ostinata opposizione ad ogni invito dell'oppressore alla collaborazione, subendo intrepidamente depredazioni, saccheggi, incendi e distruzioni. L'uccisione ad opera dei partigiani di due militari nazisti offriva all'invasore il pretesto per far pagare a tutta la popolazione il prezzo della fiera resistenza, per cui, in sette giorni, il nemico barbaramente trucidava, con disumana e bestiale ferocia, ben centoventotto abitante per la maggior parte donne, vecchi e bambini, indifesi ed affamati. L'olocausto di tante innocenti vite umane testimonierà per sempre l'alto, nobilissimo contributo di sacrificio e di sangue offerto dalla popolazione di Pietransieri a difesa dell'onore, della libertà e dell'avvenire della Patria - Pietransieri di Roccaraso, 30 ottobre 1943 - 7 giugno 1944» —18 gennaio 1967
Monumenti e luoghi d'interesse
Mausoleo ai Caduti di Limmari del 1943
Monumento sacrario ai caduti di Limmari: è un monumento degli anni '50, realizzato in ricordo della strage nazista. È un tempietto di pietra, a base circolare ottagonale, con archi e cupola centrale, in piazza XXI Novembre. L'interno ha un altare principale a nicchia, ai lati ci sono le lapidi con i nomi dei 128 paesani di Pietransieri, inclusi donne e bambini, uccisi dai nazisti nel bosco di Limmari. Sotto il pavimento si trovano le fosse dei defunti.
Chiesa di San Bartolomeo Apostolo: la Chiesa principale è stata costruita nel XIII secolo circa ed è stata ricompletata nel XVIII secolo. A seguito dei danni causati dalla seconda guerra mondiale è stata riedificata nel 1954, rispettando i canoni del progetto originale. Ha pianta rettangolare con facciata sobria barocca, a capanna con portale architravato a timpano triangolare e finestrone centrale. Il campanile è a torre quadrata. L'interno, assai sobrio, ha navata unica con soffitto a capriate, presso l'altare maggiore si trova la statua originale del santo.
Note
↑Pietransieri, su comune.roccaraso.aq.it, Comune di Roccaraso.
↑I registi Anna Cavasinni e Fabrizio Franceschelli hanno realizzato il film Il Sangue dei Limmari (produzione Territori-Link 2009), ricostruzione dei fatti nei luoghi dove si svolsero, con la partecipazione degli abitanti di Pietransieri e con il racconto dei testimoni oculari e dei protagonisti. Fra questi spicca la figura di Virginia Macerelli, unica superstite della strage.