Pietro Contrucci (Calamecca, 27 gennaio 1788 – Firenze, 24 agosto 1859) è stato un abate, politico ed epigrafista italiano. Nato da Giovanni Antonio di Piero Contrucci e da Maria Pocci.
Contrucci descrive così il suo luogo natio: “La Pescia ha principio alla Feminamorta trascorre a ponente per scoscese selve, ingrossata da vari torrenti, e sotto Calamecca ov’io incominciai la travagliosa carriera della vita, prende forma di fiume discendendo per mezzo della valle di Forfora che le fa tributo degli influenti Folognolo e Lanciolana; quindi ristretta in angusto spazio scende precipitosa alla città del suo nome”.
Fu eminente esponente nel territorio pistoiese dei religiosi liberali. Acceso patriota, si distinse negli scritti e nell'azione politica e sociale. Ostile alla dominazione francese, sostenitore dei Savoia nel 1848, fu eletto nell'Assemblea dei rappresentanti toscani nel 1859, anno in cui morì, alla vigilia del compimento della tanto desiderata unità nazionale. Il corpo fu traslato a Pistoia, dove ricevette solenni onoranze funebri. A Calamecca per ricordare l’illustre paesano, nel 1879 una targa di marmo è stata affissa in piazza Francesco Ferrucci.
I suoi scritti comprendono anche memorie e un ricco epistolario.
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