Pieve Cesato è una frazione del comune di Faenza, in provincia di Ravenna. Il centro abitato ha una popolazione di 256 persone, mentre nel territorio della frazione vivono 1 005 abitanti.
Geografia fisica
La frazione è situata in pianura, a nord della città di Faenza, ed è lambita ad est dal fiume Lamone, mentre a settentrione dal canale Emiliano-Romagnolo. A sud è delimitata dal tracciato dell'autostrada A14, e ad ovest dalla ferrovia Faenza-Ravenna.
Pieve Cesato dista circa 9km dal capoluogo comunale e circa 30km da Ravenna.
Storia
Capitello teodoriciano del VI secolo posizionato nella Pieve di Cesato
Le sue origini e nome risalgono alla pieve di Cesato, edificata fra il 775 e l'889 d.C.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
La Pieve di San Giovanni Battista è il più antico luogo di culto documentato di Faenza, citato in quanto Plebe S. Joannis qui vocatur in Axcigata (Pieve di San Giovanni in Aczigata, poi Sezada, da cui il toponimo) in un documento del 775 o, più verosimilmente, del 889. Sorge poco lontano dal fiume Lamone. La pieve era un luogo di culto nel quale veniva amministrato il sacramento del battesimo; l'antica fonte battesimale è ancora presente di fronte all'altare: si tratta di un capitello corinzio in stile bizantino del VI secolo adattato a battistero. La chiesa, di stile romanico, aveva una struttura a tre navate, influenzata dalle basiliche paleocristiane della zona di Ravenna. Questa struttura si è oggi persa, a causa di pesanti interventi durante il XVII secolo che hanno abbattuto l'abside e la navata nord, mentre la navata sud è stata trasformata in abitazione per i presbiteri.
Architetture civili
Casa Cimatti (XIX secolo)
Villa Bove d'oro (fine XVIII secolo)
Villa Martini (XIX secolo)
Villa dei conti Zucchini (XVIII secolo), con roccolo., distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale
Architetture militari
La Castellina, antico castello medievale di proprietà Manfredi, noto per il delitto consumato da frate Alberigo il 2 maggio 1285, ricordato anche da Dante nel XXXIII canto dell'Inferno.
Cultura
È sede del "Circolo Campagnolo", associazione culturale fondata nel 1901, che organizza ogni anni eventi, tra cui la Sagra della Campagna, che nel maggio 2018 ha raggiunto la sua sessantesima edizione, con la corsa dei somari.
Ogni anno a Natale viene allestito un particolare presepe a dimensione naturale con oltre trenta statue, ciascuna realizzata in materiali naturali come sabbia, segatura e cera d’api, curato in particolar modo dall'artista locale Tomasino Peroni (1945-2021).
↑Cesato poteva essere indicato nei documenti medievali come varie espressioni come Acxigata, Ansiata, Sezata, Seggiata o Cesata.
↑Progetto Aroma, La Pieve di San Giovanni, su sagracampagna.it. URL consultato il 28 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2015).
↑M. Fantuzzi, Monumenti ravennati dei secoli di mezzo, I, Venezia, 1801, p.90.
↑Roberta Budriesi, Viaggio nelle pievi della provincia di Ravenna, Longo, 1999, ISBN8880632191.
↑Rita Zanotto, Vetusta servare: i reimpieghi di scultura architettonico-decorativa a Ravenna e nel Ravennate tra tarda antichità e altomedioevo, collana Biblioteca di Felix Ravenna, vol.12, Edizioni del Girasole, 2007.
123Progetto Aroma, Le ville e i palazzi, su sagracampagna.it. URL consultato il 28 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2015).
↑Alberto Bacchi della Lega, Manuale del cacciatore e dell'uccellatore
colla particolar descrizione delle caccie Romagnuole, Ed. Gaetano Romagnoli, Bologna 1876, p. 29.