| Pio Alessandrini | |
|---|---|
| Sottosegretario ai Lavori Pubblici | |
| Durata mandato | 6 agosto 1969 – 28 marzo 1970 |
| Presidente | Giuseppe Saragat |
| Capo del governo | Mariano Rumor |
| Deputato della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 27 settembre 1950 – 4 giugno 1968 |
| Legislatura | I, II, III, IV |
| Gruppo parlamentare | Democratico Cristiano |
| Collegio | Como |
| Sito istituzionale | |
| Senatore della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 5 giugno 1968 – 4 luglio 1976 |
| Legislatura | V, VI |
| Gruppo parlamentare | Democratico Cristiano |
| Collegio | Varese |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Democrazia Cristiana |
| Titolo di studio | Licenza media superiore |
| Professione | Pubblicista |
Pio Alessandrini (Trento, 27 gennaio 1906 – Barasso, 17 marzo 1996) è stato un politico italiano.
Entrò nell'Associazione scouts cattolici italiani (ASCI) quando era ancora a Trento, ottenendo il totem (soprannome) di Lupo Brontolone. Ottenne un lavoro come ragioniere a Milano, poi passò a lavorare come pubblicista per la Compagnia di San Paolo all'istituto dell'Opera Cardinal Ferrari. A Milano si unì alle Aquile randagie, un gruppo scout clandestino che aveva proseguito l'attività anche dopo lo scioglimento imposto dal Fascismo. Durante la resistenza rischiò la vita trasportando quattordici ebrei fuggitivi.
Nel dopoguerra fu il primo Commissario provinciale dell'ASCI per Varese e Como e incaricato regionale alla stampa.
Impegnato in politica con la Democrazia Cristiana. Candidato alle elezioni politiche del 1948, risultò il primo dei non eletti, poi subentrò come deputato della I legislatura al defunto Giovanni Gasparoli nel settembre 1950. Confermò il proprio seggio alla Camera dei deputati anche alle elezioni del 1953, del 1958 e del 1963.
Nel 1968 venne eletto senatore della Repubblica; dall'agosto 1969 al marzo 1970 fu sottosegretario ai Lavori Pubblici nel Governo Rumor II. Venne rieletto per un ultimo mandato al Senato nel 1972, rimanendo in carica fino al 1976.
Morì il 17 marzo 1996 all'età di 90 anni a Barasso; tale comune diversi anni dopo intitolò alla sua memoria la sala del consiglio comunale.