
La pipa è un oggetto di tradizione antichissima, utilizzato per fumare tabacco o altre erbe.
L'espressione fumare la pipa è usata per indicare l'appagamento personale di gusto e olfatto, appagamento ricavato dalla preparazione, la combustione, l'aspirazione e l'assaporamento delle diverse varietà e miscele di tabacco disponibili.
La datazione dei più antichi ritrovamenti di pipe europee è stata oggetto di un acceso dibattito fin dal XIX secolo. Se un oggetto di Bad Abbach, Bassa Baviera, risalente all'età del bronzo medio (1600-1300 a.C.) sia effettivamente una pipa da fumo è altamente dubbio, infatti il tabacco, come pianta del Nuovo Mondo, non era presente in Europa a quel tempo, e si presume che fosse probabilmente utilizzato per fumare frutta, erbe essiccate o canapa. Il più antico ritrovamento noto di un oggetto sicuramente utilizzato per fumare tabacco proviene dall'isola di Marajó, alla foce del Rio delle Amazzoni.e risale al XV secolo a.C. Oggetti simili a pipe erano noti anche in Medio Oriente a quel tempo, dove probabilmente venivano usati per consumare canapa o oppio.


Il monaco spagnolo Román Pané, che accompagnò Colombo nel suo secondo viaggio, descrisse nel 1496 la pipa da tabacco a due punte che aveva visto tra gli abitanti di Santo Domingo. L'uso della pipa per fumare il tabacco era diffuso tra i nativi americani e faceva già parte della loro tradizione culturale, spesso associato ad elementi cerimoniali. Le pipe di quel tempo erano solitamente fatte di legno, corno, pietra o ceramica. La pipa della pace è ancora oggi un simbolo comunemente utilizzato per la risoluzione delle controversie. In passato, era chiamata "pipa sacra" e veniva utilizzata per la preghiera da diversi gruppi etnici nativi americani e veniva fumata anche per concludere la pace, per suggellare amicizie e durante negoziazioni, accordi commerciali e trattati.
I colonizzatori europei ne importarono l'uso in Europa assieme al tabacco nel corso del XVI secolo, incontrando una immediata popolarità ed ampia diffusione.. Altre tradizioni nell'uso della pipa ebbero influenza molto minore, come quella delle pipe da oppio asiatiche (con cui gli Europei vennero a contatto solo successivamente) o quella, poco conosciuta, delle riamba africane.
La forma tipica della pipa è cambiata significativamente rispetto alle lunghe e sottili pipe dei nativi americani. La pipa da tabacco è diventata più corta e piccola, con un fornello più grande, un cannello più corto e un bocchino curvo. La forma che conosciamo oggi è in uso solo a partire dal XVIII secolo. Le pipe di terracotta sono rimaste lo strumento più comune per fumare tabacco fino all'inizio del XIX secolo e possono essere datate con estrema precisione grazie ai marchi o alle iscrizioni su di esse, diventando quindi un utile strumento di datazione in uno scavo archeologico.
Le pipe maggiormente utilizzate al giorno d'oggi sono quelle in legno, grazie alla durabilità di questi oggetti, infatti questo materiale è molto difficile da rompere e in più non conferisce un sapore molesto al tabacco. Fra il 1700 e il 1800 vennero sperimentate pipe in molte varietà di legni, finché nel 1850 venne creata la pipa in radica di erica, che si è imposto come standard nel XX secolo.
La pipa ha conosciuto il suo momento di massimo splendore tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, raggiungendo il picco di popolarità verso la fine degli anni ’20, quando si stima venissero prodotte circa 30 milioni di pipe all’anno. A partire però dagli anni 30, con la crisi economica, iniziò un lento declino e le sigarette, già largamente diffuse, finirono per sostituire in gran parte la pipa, che divenne un mercato di nicchia. Tuttavia, a partire dagli anni ’70, la pipa ha iniziato un’evoluzione e, da oggetto d’uso comune si è trasformata in un pezzo di artigianato, con le aziende che hanno sviluppato linee stilistiche proprie riuscendo così a ritagliarsi una fetta di clienti solida e fedele.

La pipa generalmente è composta da una camera dove avviene la combustione (il fornello), da un sottile stelo forato (il cannello) e da una parte terminale, che il fumatore porta alla bocca, chiamata bocchino. Esso si inserisce nel cannello tramite il tenone. Un tempo il bocchino era fatto di gomma naturale (ebanite), ma oggi è solitamente realizzato in acrilico, più resistente al calore, e viene inserito nel cannello.
Il bocchino della pipa è spesso progettato in modo da poter inserire un filtro tra il braciere e il bocchino, il materiale filtrante più diffuso è il carbone attivo. Tuttavia, sono disponibili anche pipe senza filtro. Vi sono anche alcuni produttori che producono filtri speciali per pipe altrimenti senza filtro.
I materiali con i quali può essere costruita una pipa sono molteplici, i più comuni sono: radica di erica arborea, schiuma di mare (sepiolite), argilla, ciliegio o marasco, ulivo, zucca, pannocchia di mais e altri materiali. Le pipe di vetro sono diventate anche una forma di espressione artistica, sebbene siano raramente usate per fumare del tabacco.






Nel fumare la pipa il fumo non viene inspirato, ma lentamente assaporato nella bocca con tirate lente, ritmate e mai profonde, quanto più possibili regolari e rilassate. La regola generale impone che il miglior momento di effettuare una tirata sia l'istante in cui la pipa sta per spegnersi; in questo modo si assicura una riduzione dell'aumento di temperatura (fattore importante per non alterare il sapore del tabacco e per evitare irritazione alle mucose della bocca). Più fredda si tiene la pipa e meglio si assaporano le sfumature del gusto del tabacco, e più lento e regolare è il ritmo delle boccate, maggiore l'effetto rilassante della fumata.
Laddove sigarette e sigari, in virtù della loro specifica morfologia, offrono alla brace in combustione un'alta superficie (la brace brucia circondata dall'aria dell'ambiente), il tabacco nella pipa riceve aria solamente dall'apertura del fornello. Ciò implica una maggiore difficoltà nel mantenere accesa la brace, soprattutto per i principianti e ancor di più per le persone abituate al consumo di sigarette (in cui le boccate sono spesso veloci e profonde).
Esistono delle competizioni internazionali (gare di "lento fumo"), aventi come scopo vincente il mantenimento della pipa accesa senza riaccensioni intermedie, durante le quali i fumatori più esperti superano spesso le 3 ore di fumo per una pipa standard da 3 grammi di tabacco. Un fumatore di media esperienza, sia pure con qualche riaccensione (che, se immediata, non incide sul gusto del tabacco) può agevolmente ottenere con lo stesso quantitativo di tabacco tempi di fumata superiori ad un'ora.
Come nel caso di altri prodotti da fumo, l'uso della pipa costituisce un rischio per la salute di coloro che fumano. Gli effetti nocivi del fumo da pipa non colpiscono tanto i polmoni quanto i tratti superiori del sistema respiratorio. Questi includono bronchite cronica, cancro ai polmoni, cancro alla laringe e cancro alla gola o al cavo orale.
In Canada, Europa e Australia i tabacchi per pipa sono soggetti alle stesse leggi sulle sigarette che impongono ai produttori di mettere un avvertimento su ogni confezione. In genere sono giudicati come una valida alternativa alle sigarette perché il loro fumo non va inalato, la frequenza con cui vanno fumati è minore e anche perché risultano assenti componenti tossici come i prodotti di combustione, riducendo in questo modo il rischio di contrarre tumori ai polmoni; inoltre, la bassa temperatura del fumo aiuta a ridurre la formazione di idrocarburi policiclici aromatici dal potere cancerogeno. Tuttavia le autorità sanitarie mettono fortemente in guardia i fumatori di pipa (come anche quelli di sigaro) sul rischio di contrarre possibili tumori del cavo orale, dovuti al fatto di trattenere il fumo in bocca, e i ricercatori hanno determinato la probabilità di sviluppare nove tipi di tumore (della vescica, del colon, dell'esofago, dei reni, della laringe, dei polmoni, dell'orofaringe, del pancreas e dello stomaco) e altre malattie cardiache, cerebrovascolari e polmonari, per i fumatori di pipa rispetto ai non fumatori.
Uno studio inglese ha messo in relazione il fumo da pipa con l'eventualità di Infarto Miocardico e Ictus, le neoplasie maligne, e la mortalità totale. Ad una analisi comparativa con i non fumatori, sia di sigarette che di pipa e sigari, è stato dimostrato un rischio significativamente più alto di eventi per la categoria dei fumatori. Gli effetti del fumo di pipa e sigaro si sono dimostrati intermedi, come fattore di rischio, tra i non fumatori e i fumatori di sigarette.
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