Pippenalia delphiniifolia

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Pippenalia delphiniifolia
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Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
SottotribùTussilagininae
Genere Pippenalia
McVaugh, 1972
Specie P. delphiniifolia
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
SottotribùTussilagininae
Genere Pippenalia
Specie P. delphiniifolia
Nomenclatura binomiale
Pippenalia delphiniifolia
(Rydb.) McVaugh, 1972

Pippenalia delphiniifolia (Rydb.) McVaugh, 1972 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae). È l'unica specie del genere Pippenalia McVaugh, 1972.

Etimologia

Il nome generico (Pippenalia) è stato dato in onore di Richard Wayne Pippen (1935-). L'epiteto specifico (delphiniifolia) significa "foglie simili a quelle della specie del genere Delphinium".

Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Per Axel Rydberg (1860-1931) e Rogers McVaugh (1909-2009) nella pubblicazione "Contributions from the University of Michigan Herbarium. Ann Arbor, MI" (Contr. Univ. Michigan Herb. 9: 470) del 1972. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Habitus. Pippenalia delphiniifolia ha un habitus di tipo erbaceo perenne scaposo con base lanosa. Le superfici delle piante possono essere sia glabre che pubescenti per peli semplici.

Radici. Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto. La parte aerea in genere è eretta e semplice (poco ramosa). I fusti sono 1 - 3 per pianta.

Foglie. Le foglie sono basali (rosulate)] disposte in modo alternato. Sono peltate e lungamente picciolate; il contorno della lamina è palmato-laciniato. I margini sono laciniati. La superficie è glabra; pelosa alla base della foglia. La consistenza è coriacea.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini solitari lungamente peduncolati. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino di tipo radiato. Alla base dell'involucro (la struttura principale del capolino) non è presente un calice. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni del raggio e quelli più interni del disco. Le brattee sono disposte in modo più o meno embricato di solito su una sola serie (raramente due) e possono essere connate alla base. Il ricettacolo, a volte alveolato, è nudo (senza pagliette a protezione della base dei fiori); la forma è convessa, piatta o conica.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati e zigomorfi) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi e actinomorfi) sono bisessuali o a volte funzionalmente maschili.

*/x K ∞, [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni senza pappo. La forma degli acheni varia da oblunga a obvoide; la superficie è percorsa da 15 - 20 coste longitudinali e può essere glabra. Non sempre il carpoforo è distinguibile.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Messico.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi, oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Tussilagininae della tribù Senecioneae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). La sottotribù descritta in tempi moderni da Bremer (1994), dopo le analisi di tipo filogenetico sul DNA del plastidio (Pelser et al., 2007) è risultata parafiletica con le sottotribù Othonninae e Brachyglottidinae annidiate al suo interno. Attualmente con questa nuova circoscrizione la sottotribù Tussilagininae s.s. risulta suddivisa in quattro subcladi.

Le “Tossilaggine”, tradizionalmente, fanno parte della sottofamiglia delle "Tubiflore" (o attualmente Asteroideae); sottofamiglia caratterizzata dall'avere capolini con fiori tubulosi al centro ed eventualmente fiori ligulati alla periferia, brattee dell'involucro ben sviluppate e frutti con pappo biancastro e morbido.

I caratteri distintivi per la specie Pippenalia delphiniifolia sono:

  • le foglie hanno delle forme palmato-laciniate.
  • i capolini sono allargati e appariscenti.
  • il pappo è assente.

Il numero cromosomico della specie è: 2n = 30 e 60.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 6 marzo 2023.
  3. 1 2 McVaugh 1972, pag. 470.
  4. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 6 marzo 2023.
  5. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 6 febbraio 2023.
  6. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  7. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  8. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  9. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 220.
  10. 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 503.
  11. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  12. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  13. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  14. ↑ World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 18 aprile 2021.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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